Panda trentino

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COMUNICATO STAMPA nr.250

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Trento,  4 febbraio2015

Ufficio Stampa

Piazza Dante, 15 – 38100 Trento

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Missione dell’assessore Michele Dallapiccola

IL SISTEMA TRENTINO SI PROMUOVE A CHENGDU IN CINA

Si avvia verso la conclusione la missione di sistema organizzata dalla Provincia autonoma di Trento, insieme a Trentino Sviluppo e Trentino Marketing con la collaborazione di Confindustria Trento e Trentino Export, a Chengdu, capitale della Provincia del Sichuan, l’area attualmente di più forte crescita dell’intera Cina. Molto denso il programma di attività ed iniziative organizzate in parallelo nel corso dei tre giorni di lavoro, fra cui gli incontri bilaterali con gli operatori cinesi per ben 11 aziende trentine e un workshop di promozione dell’offerta turistica trentina, che ha visto la partecipazione di circa 70, tra grandi tour operator, giornalisti e operatori di settore. Tre tour operator hanno già dato la propria preadesione per sviluppare una collaborazione con il Trentino, che visiteranno a settembre e un primo incontro, per costruire alcuni pacchetti turistici, è già previsto a Milano per l’Expo 2015. Di notevole importanza anche gli incontri istituzionali fra l’assessore al turismo Michele Dallapiccola e i responsabili del governo della Provincia del Sichuan. “Ho riscontato grande interesse – ha detto l’assessore Dallapiccola – per le similitudini che il Trentino può vantare con quest’area della Cina, alle quali però il nostro territorio può aggiungere maggiore tecnologia e qualità della vita, caratteristiche molto apprezzate dai rappresentanti istituzionali di Chengdu. Grande interesse è stato mostrato anche per il progetto di reintroduzione e salvaguardia dell’orso portato avanti dalla Provincia autonoma di Trento, simile a quello per la preservazione del panda gigante, messo in campo nella provincia del Sichuan”.

Un piccolo sistema economico e territoriale può trovare un proprio spazio di posizionamento nella Provincia a più forte crescita della Cina (15% nei primi 9 mesi del 2014) che conta una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti di cui 14 nella sua capitale? La risposta è positiva se – come è avvenuto in occasione della missione in corso del sistema trentino a Chengdu – a riconoscere tale spazio siano gli stessi vertici economici e di governo della Provincia cinese, nonché le principali rappresentanze del sistema Italia in Cina e se a muoversi in prima persona siano gli operatori economici che “fanno l’economia e i numeri del turismo trentino”. Tre giorni di lavoro – da lunedì 2 a mercoledì 4 febbraio – molto intensi per la delegazione trentina a Chengdu, città di straordinario dinamismo economico e produttivo che combina la forza demografica cinese con uno sviluppo urbano e industriale che sembra puntare sempre di più sulla qualità e ad una maggiore sostenibilità. Oltre 70 le imprese cinesi coinvolte negli incontri con le aziende trentine attive nel campo dell’edilizia sostenibile, della meccanica e dell’agroalimentare, impegnate anche in incontri tecnici per l’approccio al mercato, organizzati dalla Camera di Commercio di Chengdu e in due focus group dedicati alle tecnologie ambientali trentine e all’attrazione degli investimenti, a cui hanno partecipato importanti aziende locali e i dirigenti dei diversi dipartimenti sichuanesi. 70 sono stati gli ospiti del workshop organizzato da Trentino Marketing assieme al Sichuan Tourism Board ed Enit, molti dei quali afferenti alle principali agenzie locali attive verso l’Europa: le più grandi di esse sono state visitate successivamente dagli operatori di alcune APT provinciali per definire le modalità di posizionamento di pacchetti turistici verso il Trentino, alcuni dei quali da lanciare in occasione di ExpoMilano2015.

A supporto del lavoro sul campo, vi sono stati anche alcuni importanti incontri istituzionali avuti dall’assessore al turismo Michele Dallapiccola con il Ministro Ispettore per il Commercio Quian Feng, con la Vice Ministro per gli affari esteri Taho Zang, con il direttore del Sichuan Tourism Board Yuang Shujun e con il direttore generale del Ministero dell’agricoltura del Governo Provinciale Xiao Xiaou, presenziati dal Console Generale d’Italia a Chongging, Sebastiano Maffettone. Al centro dei colloqui, le progettualità da mettere in campo per sostenere gli scambi commerciali, l’accoglienza in Trentino di delegazioni economiche e turistiche in arrivo dal Sichuan in occasione di Expo 2015, lo sviluppo di progetti di comarketing turistico e di investimento bilaterale. “Date le nostre piccole dimensioni, – ha detto l’assessore Dallapiccola a conclusione degli incontri – la nostra forza può derivare soltanto dalla qualità legata al saper fare delle nostre imprese e dei nostri operatori turistici e alla reputazione del Made in Italy. E’ motivo di orgoglio per il nostro sistema e le nostre imprese ricevere una tale attenzione da uno dei territori più dinamici al mondo e sarà un nostro impegno fare tutto il possibile per mettere le aziende e il prodotto turistico trentino nelle condizioni di ritagliarsi un proprio spazio nella fascia alta di mercato”. Fra le similitudini che legano la Provincia del Sichuan al Trentino, anche i progetti di reintroduzione di animali a rischio estinzione: l’orso bruno e il panda gigante. L’assessore Dallapiccola ha incontrato il direttore del centro di riproduzione del panda gigante di Chengdu, che per ben due volte, nel 1994 e nel 1996, venne a Trento per studiare la costruzione del progetto Life Ursus che stava allora prendendo avvio.

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2 Commenti

  1. Claudio Claudio

    Quindi, da quello che la velina dice, a partire dalla concomitanza con l’Expo, in città e provincia ci sarà da aspettarsi un’estate-autunno piena di turisti cinesi… Mi chiedo in quale lingua i nostri amministratori e poi gli imprenditori nostrani pensano di comunicare… Mi chiedo se hanno pensato alle traduzioni di tutti i nomi propri delle “specialita’ del territorio”: ciuiga, tortel di patate, mortandela, tonco di pontesel, canederli, smaccafam, puzzone di moena, spressa val rendena, trentingrana, orzotto, trento, paganella, trentodoc, marzemino, schiava, teroldego… ecc. ecc. Mi chiedo se sono così sprovveduti da non sapere che la lingua cinese ha un impianto logico differente dalla lingua occidentale. Si scrive in ideogrammi ogn’uno dei quali ha un significato specifico e l’insieme di due o più ideogrammi può dare più di un significato. Ad esempio il Consorzio del Vino Chianti ha tradotto il nome Chianti così: 康帝 “Kiang di” che significa “Salute dell’Imperatore”. Se non sbaglio l’unica azienda trentina che da qualche parte dovrebbe avere un dépliant in cinese è Mezzacorona mentre la Cavit che se non erro fu la prima azienda italiana (prima ancora di Antinori) ad avere il sito web anche in lingua cinese, con l’avvento della nuova amministrazione lo ha poi smantellato… Senza le traduzioni specifiche non si va da nessuna parte… ogni traduttore deciderebbe di dare ai nomi un significato a suo esclusivo piacimento finendo per dare tanti nomi diversi alla stessa cosa quanti sono i traduttori e quindi addio marketing! … ma forse qui da noi si pensa ancora che per comunicare coi cinesi basti sostituire la R con la L… (in verità la storia dei milioni di cinesi che per contratto stanno arrivando per lasciarci il loro portafolio è la solita bufala con la quale, dopo una bella vacanza a spese di noi contribuenti, si garantiscono anche per il 2015 un anno di tranquillo stipendio…).

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