Je suis monà

Ora, tutto si può dire e tutto si può fare.
E tutto si può scrivere.
Ma mi pare di aver capito che la strage del sette gennaio sia stata una cosa seria.
Una tragedia.
Mi pare.
Oppure sono mona io.
Oppure è mona qualcun altro.
Oppure.
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14 Commenti

  1. luca t.

    in effetti ti vedo anchio assente dal “dibattito” zilianiano. cosa succede, ti sta rubando la scena o disapprovi ma non hai il coraggio di contraddire il tuo “maestro”?

  2. Amico

    Cosimo, non ho ancora letto tuoi commenti ai gli ultimi post di Ziliani sullo “scandalo” di vinitaly … come mai? sei anche tu di quelli che raccolgono le briciole della fiera di verona?

    1. Angelo Peretti

      Caro Giuliano, delle due l’una: o io non so scrivere, o tu hai letto
      distrattamente. Rileggi, per favore, se possibile con maggiore
      attenzione. Né in questo articolo, né in precedenti articoli ho mai negato l’evidenza di un Vinitaly pieno di guai. Scrivo: “Che
      quei 150 mila siano davvero tutti ‘operatori specializzati’ non ci
      crede nessuno. Di certo non lo sono quei giovinotti ubriachi che, pochi o
      tanti che siano, brancolano per i padiglioni. Ma di questo si è già
      detto e scritto, incluse le lamentele di alcuni produttori che dicono
      che questa situazione non aiuta gli affari”. Vorrai mica che ripeta
      all’infinito quello che ho scritto in altri articoli quest’anno e gli
      anni precedenti, vero? Nel pezzo che citi dico però chiaramente che
      alcune delle rogne del Vinitaly non sono considerate tali da alcuni
      grossi produttori, e dunque il problema è ancora più complicato.
      Insomma: c’è chi al Vinitaly ci va per fare business e c’è chi ci va per
      fare show. Così com’è, il Vinitaly non concilia le due esigenze. Dunque, rischia, e molto.

    1. CPdR CPdR

      ..Claudio, ma stai bene?
      Ma chi te lo fa fare di stare a monitorare la Geissa….
      Sullo specifico… mah a me Piccoli sta pure simpatico: vende al Trentino ciò che il Trentino gli chiede. il Trentino non gli chiede niente e lui, giustamente, non gli vende niente.

      1. Claudio Claudio

        … appunto, è proprio quello che cercavo di dire. Anche a me sta abbastanza simpatico, ci mancherebbe. Mi spiego meglio… nella comunicazione, soprattutto digitale, quando uno cerca di fare bene il proprio mestiere, purtroppo corre spesso anche il rischio di essere malinteso o frainteso… è questo che mi lascia perplesso…

        1. Alessia

          Si penso anch’io come te Claudio nella buona fede e bontà delle intenzioni dell’autore dell’articolo sia nel sostenere il vinitaly che ad esempio nel promuovere il trentodoc, però poi sul web magari per un dettaglio fuori posto le proprie intenzioni possono uscire capovolte e dare ai lettori l’impressione contraria. Dico che dovremmo tutti chiederci il perché possa succedere.

  3. Tex Willer

    Completamente d’accordo con Voi.
    Avrei preferito “il titolo forte” per migliorare un evento come Vinitaly e non per preservarlo in queste condizioni. Mi chiedo cos’altro dobbiamo aspettarci da costoro.

  4. Franco Ziliani

    ti abbraccio Cosimo. Stai certo che i “mona” non siamo di certo noi che osserviamo queste cose con raccapriccio e schifo. E stai certo che “mona” non é di certo un omino piccolo piccolo piccolo…
    Que tipo i propri interessi li sa curare, E crede di essere molto furbo, anche se dimostra, con un certo titolo, ridicolo e vergognoso, ma molto eloquente, di prendersi beffa di un evento tragico ed epocale come la strage parigina del 7 gennaio.

    1. Lucia

      non conosco la persona a cui vi riferite. ma come voi sono inorridita da questo genere di strumentalizzazione, da questa centrifuga mediatica che asfalta tutto. vergogna!

        1. Lucia

          non mi interessano le vostre polemiche e i vostri, immagino, reciproci disprezzi: ma mi aggrego al disprezzo in questa occasione verso chi usa l’emotività di una immane tragedia, che va oltre il sette gennaio, per difendere, e non so se abbia bisogno di essere difesa, una fiera che è una bottega. ripeto: vergogna!

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