Boh! – 2

Senza titolo2

Come ho già scritto in Boh!, ci deve essere qualcosa che non va. In me, nella mia bocca corrotta dal fumo di sigaretta, o nel sistema denominazionale trentino. Quello che vedete in foto è un bicchiere di Müller-Thurgau 2013 Trentino Doc, che ho provato, senza riuscirci, a bere poco fa, mentre aspettavo una pizza d’asporto, prodotto dalla medesima cantina cooperativa a cui ho alluso nel post precedente raccontando di un improbabile Gewürztraminer. Acidità vertiginosamente bassa, almeno a mio parere, un attacco immediatamente amarognolo, una sensazione vagamente lattiginosa al naso. Mi sono venute in mente certe Garganegazze d’altri tempi.

Mah.

Boh.

Sta di fatto che qualcosa che non va di sicuro c’è. E di sicuro deve riguardare me. E la mia bocca corrotta dal fumo di sigaretta.

Sicuro.

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4 Commenti

  1. PO PO

    Quando avevo letto il primo BOH! quasi quasi ne ero contento. Nel senso che intravedevo la possibilità di una prevalenza del terroir (territorio+mano del contadino) rispetto al vitigno (Gewürz…). Leggendolo insieme a questo secondo direi che ti hanno semplicemente fregato: hai chiesto il bianco buono ma ti hanno dato di fatto il comune, ed inoltre la qualità media dei vini trentini spacciati dai pusher trentini è bassa. Finisce che ha ragione Alessandro Sbarbada: di questo vino resta solo il male.

    1. Massarello Massarello

      Sintesi tremenda questa di PO che in due righe fotografa una situazione ormai ricorrente. A fronte di vini emozionanti che pure si trovano, il business si fa con prodotti “corretti”. Termine equivoco: per il tecnico sono quelli ben fatti, rispondenti al dettato dei disciplinari e con l’elemento tipicitá magari soggettivo; per il consumatore il termine può significare che sono stati manomessi perchè naturalmente non a posto, cosicchè da corretti diventano correnti. Dopotutto la differenza non è poi molta. Cosí anni fa si divideva il Traminer dal Traminer aromatico/Gewürztraminer: evidentemente oggi la tipicitá è talmente diluita dalle esigenze delle grosse cantine che ogni “eccesso” disturba. Però se i piccoli produttori ed i selezionatori veri non si daranno presto una mossa, il Trentino è destinato a sparire per diventare una propaggine padana. Con buona pace di quanti guardano solo al portafoglio e di quanti considerano saccenti questi ragionamenti.

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