I vignaioli diventano Consorzio. Cesconi presidente

Lorenzo-Cesconi

Nel corso dell’odierna Assemblea straordinaria dell’Associazione Vignaioli del Trentino, i soci hanno approvato all’unanimità la trasformazione dell’Associazione in Consorzio. E’ nato il nuovo Consorzio Vignaioli del Trentino.

Il Consorzio avrà sede nella nuova sala Schweizer del Comune di Aldeno, in Via Roma 35. La nuova sede, nella quale sarà allestito anche un punto vendita collettivo di tutti i Vignaioli, sarà inaugurata nei prossimi mesi.

L’Assemblea dei soci ha eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio. Presidente è stato confermato Lorenzo Cesconi. Consiglieri sono stati eletti Nicola Zanotelli, con funzioni di Vicepresidente, Clementina Balter, Devis Cobelli, Enzo Poli e Rudy Zeni.

Lo scopo istituzionale del Consorzio è la rappresentanza e la promozione dei Vignaioli trentini e del loro prodotto, attraverso la valorizzazione del vino imbottigliato all’origine, la promozione dell’artigianalità delle produzioni, la riconoscibilità territoriale del vino dei Vignaioli, la promozione del marchio dei Vignaioli e dei metodi di coltivazione biologici e biodinamici, anche attraverso la adozione di disciplinari di produzione interni orientati alla qualità.

Il Consorzio potrà inoltre curare la partecipazione dei soci a progetti, manifestazioni ed eventi, promuovere la formazione e il supporto tecnico ai soci, rappresentare i soci in tutte le sedi istituzionali e partecipare a progetti e finanziamenti, anche sovra-provinciali, purché coerenti con gli obiettivi statutari del nuovo Consorzio.

Il Consorzio è costituto da sole aziende agricole che hanno sede legale e operativa in Provincia Autonoma di Trento, e che svolgono al loro interno le tre funzioni di gestione del vigneto fino alla raccolta dell’uva, della trasformazione in vino dell’uva raccolta e della commercializzazione del prodotto ottenuto. Il Consorzio è socio della Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti (FIVI).

Il Presidente dei Vignaioli, Lorenzo Cesconi: “E’ un giorno davvero importante per i Vignaioli del Trentino. La nascita del nuovo Consorzio ci permetterà di agire in modo più strutturato nella promozione del nostro prodotto e del nostro modello produttivo, a cominciare dall’apertura della nuova sede e del nuovo punto vendita collettivo. Il prodotto dei Vignaioli rappresenta l’eccellenza della vitivinicoltura trentina. Il vino dei Vignaioli è un vino di qualità, attento al terreno e alla sua salubrità. Per noi fare vino significa prenderci cura del nostro territorio e coltivare il nostro paesaggio. Crediamo che il vino del Trentino deve essere un vino di qualità; bevendolo ognuno deve pensare alle nostre montagne e al nostro territorio, solo così il vino può essere ambasciatore del Trentino nel mondo”.

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18 Commenti

  1. PO PO

    Che bello, da molto tempo speravo nella nacita di una “Maison du Vin” come quelle che si trovano in tutte le AOC francesi. anche perchè, e parlo da consumatore, spesso non c’è il tempo di andare in cantina a prendere il vino. E dopo le prime volte anche il dialogo con i produttori diventa un po’ ripetitivo. Qui invece potrò andare a prendere le bottiglie che voglio.nel punto vendita collettivo (che già la parola collettivo mi piace e mi ricorda quando studiavo e facevo le prime esperienze politiche).
    Ovviamente va bene anche tutto il resto che dice Angelo Rossi e che sottoscrivo.

    1. giuseppe mennella

      Questo e’ un esempio di quello che scrivi riguardo la maison dui vins, mi e’ capitato di essere li nel periodo della vendemmia e sono stato indirizzato a Vinadea http://www.vinadea.com/ dove ho trovato quello che cercavo con prezzi allineati a quelli praticati in azienda.
      Ben venga un inziaitiva locale per i vini dei produttori indipendenti.

  2. Claudio Claudio

    … caro arbe, not ti sembra una buona notizia? A me sì! Mi sembra proprio una gran notizia! L’unione fa la forza, dici?… Certo, fa la forza del gruppo verso l’esterno, ma… all’interno del gruppo fa la forza di chi ha i muscoli più possenti e la voce più forte mentre i più piccolini e debolini si devono sfamare con le briciole… Vuoi poter bere del buon vino trentino a prezzi simpatici? Anch’io, nessun problema.., basta recarsi da Aldi in Germania e ci si riempie la stiva del camper, ed anche il serbatoio volendo, con dell’ottimo vino trentino a prezzi simpaticissimi… (dico sul serio… ottimo vino). Io, dai PICCOLI produttori invece, vorrei poter bere GRANDI vini, di carattere e personalità, come il San Leonardo o Granato tanto per intenderci Certo, una volta che sono al loro negozio, per ogni bottiglia di grande vino vorrei trovare anche una cassa da 6bt di vino normale a prezzi normali, così ottimizzo il viaggio facendo scorta di vini che posso permettermi tutti i giorni e così facendo faccio fare loro un po’ di cassa…. Per chi? A che pro dici? Ma per loro, per i piccoli produttori, per uscire dalla “protezione” della politica e lobbies di chi ha interesse a nascondere interessi diversi nella scrittura delle regole di produzione della qualità… ovviamente… Ora il Consorzio Vini si troverà senza la foglia di fico… e si vedrà… eccome se si vedrà… bio, eco e Roundup? Mmmhh come si concilia? Qualità e incremento della produzione per ettaro? Mmmhh, come si concilia?… Tipicità e commissioni di assaggio con le papille gustative bendate? Mmmhh come si concilia?…

  3. arbe

    L’unione fa la forza. Ma a che pro, contro chi? Io vorrei poter bere, nel nostro Trentino, dell’ottimo vino,a costi simpatici. O volete riformare, o peggio imitare, uno standard di mercato, che si sta sfaldando o francesizzando? I migliori stimoli vi accompagnino nelle scelte, per un futuro sereno.

    1. Angelo Rossi Angelo Rossi

      Caro arbe, le prime notizie di stamane sono ancora migliori: per la costituzione del nuovo Consorzio c’è stata impressionante unanimitá – tutt’altro che scontata – fra Vignaioli. Sul fronte interno c’è un corposo programma e su quello esterno il confronto sarà con l’industria che si interessa solo di Prosecco e Pinot grigio. In questo i Vignaioli trentini si allineano agli altri “indipendenti” dell’Oltrepò, del Soave, ecc. costituendo in movimento nazionale che mira a valorizzare le territorialità. Appunto per poter bere, nel nostro Trentino, dell’ottimo vino, a costi simpatici.

  4. Angelo Rossi Angelo Rossi

    A caldo questa mi sembra una buona notizia. Ottima direi! Soprattutto perchè qualcuno ha finalmente deciso qualcosa di lungimirante in questo Trentino vinicolo da troppi anni bloccato nel mantenimento dell’esistente. Mi pare che cosí facendo sia saltata quell’unitarietà del settore per cui politici e amministratori hanno fatto di tutto e di più, evidentemente senza cogliere il nocciolo del problema. I Vignaioli hanno fatto un passo indietro, o di lato, per partire con slancio rinnovato sottraendosi da un abbraccio magari dorato, ma stritolante. Ora il confronto fra opposte impostazioni della vitienologia trentina metterà tutti di fronte alle rispettive responsabilità.

    1. Giuliano Preghenella

      Lungimirante? Ma dove?

      Per me socio di una Cantina Sociale la frase finale: “…è un vino di qualità, attento al terreno e alla sua salubrità. Per noi fare vino significa prenderci cura del nostro territorio e coltivare il nostro paesaggio. Crediamo che il vino del Trentino deve essere un vino di qualità; bevendolo ognuno deve pensare alle nostre montagne e al nostro territorio, solo così il vino può essere ambasciatore del Trentino nel mondo”…
      non aggiunge niente di nuovo, è da tempo il nostro must, sono anni infatti che pratichiamo tutto questo senza farlo pesare tanto, e i risultati finora non sono mancati.
      Faccio tanti auguri al “nuovo” Consorzio purché non sopravviva solo criticando ciò che finora ha dato reddito VERO ai viticoltori trentini.

      1. Angelo Rossi Angelo Rossi

        Con Giuliano condivido i fondamentali, ma nello specifico bisogna intendersi: le basi per la performance della vitienologia trentina furono messe oltre vent’anni fa e da allora, sul piano strategico, nessuna innovazione. Salvo le poche rondini che non hanno fatto primavera. Il reddito assicurato ai viticoltori sarà stato anche vero, ma saremmo disonesti se non lo considerassimo anche drogato dalla commercializzazione dei vini forestieri. I valori unitari dei vigneti si sono infatti dimezzati e le notizie fresche che giungono dall’OP pavese, fornitore principe, non lasciano presagire nulla di buono. Se avessimo costruito un piano territoriale a fianco del business industriale, non avremmo problemi, come non ne hanno i nostri vicini. E non è a caso che all’indomani del Consorzio dei Vignaioli, nell’altro Consorzio si siano decise già le prime contromosse: cadranno delle teste, ne metteranno altre, ma fintanto non leggeremo di un serio piano territoriale condiviso o almeno tollerato dall’industria, ogni entusiasmo mi pare prematuro. Anche a livello del primo grado per cui non resta che sperare nell’accelerazione dei Vignaioli che non si fermi alla promozione. Credo che la nuova casa dei vini del Trentino si debba ricostruire dalle fondamenta, non cambiando solo una parte del tetto.

        1. Giuliano Preghenella

          Il business industriale è servito a creare una viticoltura solida con
          strutture altrettanto solide, ora sì sarebbe il tempo di costruire
          piani territoriali, assieme però e non divisi…

            1. Giuliano Preghenella

              Non vede solidità?
              Io avrò una visione ristretta lo ammetto, ma sono capace di vedere una Cavit completamente ristrutturata con zero debiti, la Cantina Sociale di cui sono socio affiliata a Cavit con zero debiti. A me basta, a lei non so…

              1. Cpdr

                Giuliano… Prova a leggere le gazzette pavesi … E poi prova a fare qualche collegamento. … Capirai anche tu che la situazione anto solida purtroppo non è ….

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