Zirela’s EXPO

CIVICA TRENTINA

INTERROGAZIONE n.°

EXPO2015 E RAPPRESENTAZIONE TRENTINA

PRESENZA TIMIDA E SOTTOTONO, SENZA IDEE E SENZA COLLEGAMENTI REALI CON I SENSI, I MERCATI E LE PECULIARITA’ DEL TRENTINO?

Autorevoli commentatori e innominabili “attori” dell’economia trentina, a fronte della presenza minimalista trentina ad EXPO2015, riescono a mettere in secondo piano anche altre problematiche del quotidiano, per definire quanto meno, sconcertante, la pochezza della sostanza che si è scelto di comunicare alla straordinaria vetrina internazionale, definita l’Esposizione Universale per “Nutrire il pianeta energia per la vita”.

Un titolo che calza straordinariamente con la mission che il “Sistema Trentino”, ormai da anni, vorrebbe interpretare e comunicare, ma che, almeno così sembra, ha perso una occasione storica per dirlo nelle lingue comprensibili di un marketing che invece, si sarebbe concentrato sulle “zirele” ,piuttosto che in quelle performance chiare, che declinando la nostra terra, le nostre genti, le nostre culture, le nostre colture biologiche e di alta qualità, il nostro modo di “essere “ cultura e turismo, attraverso una appropriata e moderna comunicazione e immagine, potesse e possa far “assaggiare” ai milioni di ospiti, il profumo, il senso e la forza di un Trentino che sembrerebbe spento solo nella politica che lo interpreta.

Una presenza che sarebbe stata definita disastrosa, della quale ,di là dalle statistiche di chi entra nello spazio dedicato al Trentino, è giusto chiederne subito conto se è vero come è vero che tutti i visitatori sono finiti nello vivo e caratteristico stand sudtirolese, a gustare quei profumi, quei piatti tipici, quei colori ,che hanno confezionato la capacità attrattiva nell’immediato ma anche nella concretezza di un progetto turistico, ben coniugato con l’obiettivo di generare risorse naturali,per “Nutrire il pianeta e generare energia per la vita”.

Profumi e colori, che hanno toccato proprio i sensi razionali ed emozionali dei visitatori, attraverso le prelibatezze dei vini e dei pasti sudtirolesi, che il Trentino ha invece modernamente trasformato-si fa per dire! – in pillole, cosiddette “zirele”.

Ricordando che EXPO2015 è una vetrina mondiale dove “i Paesi mostreranno il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta a un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del Pianeta e dei suoi equilibri”, al visitatore dello stand trentino all’insegna del minimalismo più spinto, è richiesto un grande sforzo di fantasia per immaginare/odorare/assaporare, quel Trentino che a livello locale, si vorrebbe un territorio da cartolina, così abbondantemente illustrato nelle quotidianità dei passaggi promozionali.

Tanto che ad esempio, nemmeno per la rappresentazione delle Torri del Vajolet, patrimonio dell’Umanità e dell’Unesco, nella piazzetta trentina, vista la crisi del porfido si è stati capaci di interpretare l’esigenza di una comunicazione vera scegliendo di collocare tre stele di Dolomia ricomposte, piuttosto che collocare stele di porfido,pietra splendida e caratteristica del Trentino, attualmente in grave crisi in tutta la sua filiera.

Scelta, che avrebbe potuto fungere da richiamo, per rappresentare una specificità locale ma anche per qualche contatto per vendite e/o export, ma che anche in questo caso, si è voluta adottare una politica di comunicazione discutibile.

Da ultimo, ma non per ultimo, il posizionamento della grafica istituzionale “TRENTINO” accompagnata dalla classica farfalla, che timidamente svetta fuori dalla vista e nettamente sovrastata, dalla corposa presenza dello stand attigua dell’Emilia Romagna, che non ha certo lesinato sul potere di comunicazione della sua insegna istituzionale.

Questo per dire che tanta sobrietà di comunicazione era ed è in pieno contrasto “con il profuso impiego del legno (spettacolari i sei tronchi alti fino a 23 metri che sorreggono una scala e delle piazzole panoramiche che svettano fin sopra i tetti di Expo regalando un panorama unico) dello stand del Sudtirol, operativo fin dall’apertura di Expo lo scorso 1 maggio, anche con piatti tipici del territorio”, che al dire di persone esperte, attraverso il grande successo delle vendite, riuscirebbe addirittura ad ammortizzare i pur corposi costi di realizzazione e di gestione..

Unica nota positiva dell’inaugurazione del 4 agosto scorso, viste anche le bizze dei microfoni dispettosi, svoltasi in puro stile trentin-tirolese, la presenza della preziosa banda ladina “Musega de Poza” che bardata con costumi tipici, ha ben rappresentato la minoranza ladina che storicamente ci ha garantito l’Autonomia, nonché l’applaudito swing del quartetto “Sax four fan”.

Tutto ciò premesso,

si interroga

il Presidente della Provincia

Per sapere:

· da chi è stato ideato il sistema espositivo trentino, quali gli input politici su tali scelte e quali gli obiettivi posti e quali quelli raggiunti in termini di adesioni a programmi turistici, di promozione del territorio e come si intende “monetizzare” ,in termini di ritorni, tale corposo investimento e quali gli strumenti di misurazione adottati per la valutazione dei risultati, sia in termini di obiettivi raggiunti, sia in termini concreti di “comprensione” da parte degli ospiti, della comunicazione attuata in EXPO2015;

· perché, visto che il tema della manifestazione universale in corso è “Nutrire il pianeta energia per la vita”, si è scelto di “nutrire il cuore” e attraverso quali strategie si è comunicato nel concreto tale scelta, visto che di “zirele” si sono riempiti tutte le tasche, ma delle peculiarità del Trentino, circa la sostenibilità delle scelte agro-alimentari,turistiche,ambientali,sembrerebbe essere passato poco, soprattutto per una evidente comunicazione rivolta a chi già conosce il Trentino e non chi deve ancora “innamorarsi” dei nostri luoghi e scelte strategiche;

· Perché si è scelto di non comunicare nulla in termini culinari, visto che invece il Sudtirol, ha avuto un vastissimo successo in tale offerta, tanto che oltre alle visite di capi di stato, trasmessi sulle reti nazionali e internazionali, sembrerebbe che attraverso questo graditissima offerta, si sarebbero addirittura recuperati i costi della creazione e della gestione dello stand di alta comunicazione emotiva, che è mancata totalmente alla nostra vetrina;

· nell’apprezzare le presenze degli imprenditori trentini che vorranno rappresentare nel periodo espositivo, le loro peculiarità produttive e imprenditoriali, senza nulla togliere a quanto rappresentato, perché non si è colta l’opportunità di rappresentare le magnifiche torri del Vajolet,patrimonio dell’Umanità e dell’Unesco, con tre magnifiche stele di porfido anziché affidarsi ad una rappresentazione, presente nella piazzetta trentina, composta con tre stele di Dolomia ricomposte, dando così una opportunità unica e mondiale, al “sistema porfido trentino”, oggi in piena difficoltà per la crisi ma con caratteristiche di primo piano per competere nel mondo;

· Se la presenza delle “zirele”, hanno rappresentato una nota di particolarità in occasione della prima apertura dello stand a luglio, pur non essendo un prodotto basilare per l’economia del Trentino, peraltro prodotto poco conosciuto e poco rappresentativo delle nostre valli e produzioni, da quale idea nasce tanta enfatizzazione e quale la comunicazione di un prodotto che appartiene in modo minimale ad alcune zone della nostra provincia;

· siccome il marketing e la comunicazione non è un arte e professione che si inventa per caso e visto che la comunicazione di EXPO2015 relativamente allo stand di promozione trentina, non ha nulla a che vedere con la comunicazione istituzionale che rappresenta il Trentino nelle sue declinazioni ,interessi, ambienti e rappresentazione del gusto e visto la scelta minimalista e “assenteista” dei contenuti, significa che in termini generali ci sarà un cambio di comunicazione a 360° ,che continuerà anche dopo la chiusura della esposizione mondiale e, in ogni caso, quali contati,valutazioni,contributi e approvazioni da parte delle categorie e, nel caso, quali rapporti di collaborazione nelle scelte fatte, sono state attivate e messe preventivamente in atto con le stesse;

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Civettini __________________________

CONDIVIDI CON

2 Commenti

  1. Claudio

    …mah …io l’avrei fatta anche un po più stringata l’interrogazione… avrei semplicemente chiesto chi si occuperà dello “smaltimento” di tutto quel ben di dio a fine expo… pasta… olio… vino… farina da polenta… legname pregiato da ardere… zirele… Si occuperà sempre la solita ed affidabile cooperativa “Harem di Cooptati e di Furbi”…? Oppure la merce prenderà la via del sudamerica per una mostra itinerante dei prodotti trentini con solita sosta al bar del triangolo delle Bermuda com’è stato per gli ultimi 10 milioni di euro…?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *