Effalla sbagliata, sta cosa! Mangia e bevi come cazzo ti pare


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COMUNICATO nr. 2625 del 21/10/15 16.45

L’undicesima edizione dell’evento porterà nei padiglioni di via Briamasco 2 oltre 240 espositori
“FA’ LA COSA GIUSTA!”: DA VENERDI’ A DOMENICA TORNA LA FIERA DELL’ECONOMIA SOLIDALE

Dal 23 al 25 ottobre a Trento avrà luogo la undicesima edizione di “Fa’ la Cosa Giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che con i 13.000 visitatori delle scorse edizioni, si è ormai affermata come la seconda manifestazione fieristica del capoluogo per numero di visitatori, superata solo dalla Fiera di San Giuseppe. Organizzata da Trentino Arcobaleno e Trento Fiere la manifestazione porterà nei padiglioni di via Briamasco 2 oltre 240 espositori, con un grande aumento delle realtà della provincia di Trento, in particolare per quanto riguarda l’agricoltura biologica, che conta ben 25 piccole aziende trentine.

Agricoltura biologica, risparmio energetico, turismo responsabile, ecoprodotti, cooperative sociali e associazioni saranno ancora una volta protagoniste con le loro storie, i loro prodotti e tutte le persone che ci lavorano, per un giro complessivo di oltre 1000 persone che si daranno il cambio negli stand.

Nella costante andare sempre più lontano sulla strada della sostenibilità anche della manifestazione stessa, quest’anno la vera sfida sarà quella dei visitatori: i dati 2014 del calcolo delle emissioni di CO2 hanno detto chiaramente che il 58% delle emissioni della fiera sono causate dagli spostamenti di chi la fiera la va a vedere, e il motivo è principalmente uno: che molti arrivano in auto, producendo 0,16 kg di CO2 per ogni chilometro percorso, contro gli 0,027 kg che si producono spostandosi in autobus e gli 0 o poco più a piedi o in bici. Proprio per promuovere la regina della mobilità sostenibile, quest’anno a tutti quelli che arriveranno in bicicletta alla fiera, sarà riservata una sorpresa e, volendo, un check up della due ruote a cura del progetto “Gira la Ruota!”.

A “Fa’ la Cosa Giusta! Trento” sarà possibile anche incontrare i protagonisti del progetto “Sfruttazero”, che riunisce tre realtà che hanno in comune esperienze con i migranti: Diritti al Sud di Nardò (Lecce), Netzanet – Solidaria di Bari e Osservatorio Migranti Basilicata di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza). Il progetto garantisce la filiera di coltivazione, trasformazione, imbottigliamento e distribuzione, ed un controllo attraverso un monitoraggio reciproco sia per quanto riguarda il non utilizzo di prodotti chimici, che il rispetto dei diritti del lavoratore. “Sfruttazero” è nato grazie ad un microfinanziamento volontario dal basso con la creazione di una cassa comune per la gestione del progetto, e coinvolge sia lavoratori di italiani sia migranti.

Confermati rispetto agli anni scorsi la grande attenzione per i bambini, i laboratori per gli adulti e un ricco programma di manifestazioni culturali, mentre varia la proposta per la ristorazione, con sette diverse alternative dal pesce fritto alle lasagne, dalla pizza al bro brusà, dalle crepes alla zuppa trentina, tutto rigorosamente bio.

Tutte le informazioni sulla manifestazione, che sarà aperta venerdì dalle14.30 alle 18.30 e sabato e domenica dalle 9 alle 19, sono reperibili sul sitowww.trentinoarcobaleno.it.

 

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2 Commenti

  1. Claudio Claudio

    …invece…per cominciare con la cosa giusta… se ci tieni alla linea ed al… buon gusto… EVITEREI intanto di consumare l’aceto balsamico di modena Igp… quella melassa sciropposa e caramellosa rotolata per 60 giorni in una botte, magari vecchia e scura, che ti propinano in ogni dove su ogni tavola e ti vendono in astucci preziosi da profumeria… Balsamico!… una melassa con ca. 60 giorni di “stagionatura” in botte… Ma va là… (“…balsamico my ass…” – direbbe Jim Royle…). Se non hai i soldi, ma un buon ambasciatore non dovrebbe avere problemi di questo tipo… per acquistare l’ORIGINALE Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP (ABTM) o per l’originale Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia DOP (ABTRE)… allora… fai come me… condisci l’insalata con un buon aceto di mele fatto in casa… (mele rigorosamente “rubate” dai meli abbandonati e inselvatichiti e fuori portata dalle derive degli atomizzatori…) che è meglio… per la linea… ed il buon gusto…

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