EXPO: l’aria fritta delle Dolomiti!

La scorsa settimana mi sono deciso e sono sceso anch’io a Milano incuriosito dall’Expo. La mia curiosità era tanta, alimentata anche dalla discussione nata sui giornali locali e su questo blog, come pure tanta era la gente che affollava quel giorno il decumano e gli accessi ai padiglioni: qui per esempio la coda al padiglione della Polonia.12088393_988345384557840_4413987626189339260_n
Quindi appena arrivato mi sono letteralmente precipitato a piazzetta Trentino nella speranza di trovarla gremita di visitatori e poter dire anch’io: “maledetti detrattori, pronti sempre e solo a criticare” ma ahimè la delusione ha avuto subito il sopravvento, il deserto caratterizzava ciò che invece è tipico per valli e monti…12109085_988346184557760_3597636150284973618_n poi in me è sorto improvvisamente il sentimento dell’ invidia nel vedere, appena di là, la coda 12122724_988346507891061_9178411242140662601_nper entrare nello stand dei nostri cugini: l’invidia è subito sparita lasciando il posto alo sconforto quando, invitato ad entrare nel retro per visitare il backstage del personale addetto alla reception (molto gentile e disponibile) ho notato tra i vari loculi adibiti a contenere i prodotti tipici del Trentino (bottiglie di vino12118831_988346747891037_3960072782678045469_n, mele ecc…) la pasta… ma sopratutto una bottiglia di vetro bianca trasparente tipo quella che un tempo usavamo per fare frizzante l’acqua con la Frizzina con appicicata un’etichetta riportante la seguente scritta: “Aria pura delle Dolomiti”. Mi sono cadute le braccia.
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Per il resto la mia visita è proseguita tutta la giornata tra code e file interminabili sia per visitare che per mangiare, per andare ai bagni o semplicemente per bere un caffè, evidentemente ho sbagliato periodo.
Una cosa non capisco, vi erano file interminabili per visitare i paesi arabi, ma come? I loro abitanti fuggono per venire in Europa mentre all’Expo tutti vogliono andare a visitare i loro stand… bhò qualcosa deve essermi sfuggito. Finita la mia visita e pure lo spettacolo dell’albero della vita, mi sono avviato tra spintoni e sguardi persi verso l’uscita, in lontananza si udiva un coro di montagna che cantava mi si è aperto il cuore, vuoi vedere che il Trentino mi saluta nel modo più tradizionale? Macchè era dal padiglione della Lombardia. Un coro di montagna intonava la Montanara. Che beffa, dopo che si sono spesi milioni a vestire cori e bande il Trentino si è perso anche quella tipicità. Mannaggia ci hanno fregato anche quelli.
Vi lascio con il messaggio che ho trovato terminato di visitare il padiglione della Santa Sede, mi sembra significativo, anche se per quanto sopra riportato ci sarebbe da implorare il più indicato: “Per i miseri implora perdono, per i deboli implora pietà.”
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18 Commenti

  1. mwg mwg

    a Pomaria son stati più originali… e a costo zero…
    e se ci sono riusciti per una fiera di paese per un expo avrebbero potuto creare una pista intera…. e con i “tortei de patate” a far da segnapista…

    1. Claudio Claudio

      …(segue)… così potremmo calcolare quanta parte della popolazione del pianeta contribuiamo a sfamare… (e ce lo facciamo segnare sulla pagina del trentino del Registro Mondiale degli Sfamatori del Pianeta..)…

      1. Io non so se quella bottiglia sia stata esposta, mi auguro che no. Naturalmente.
        Ma il solo fatto che a qualcuno sia venuta in mente questa simpatica napoletanata – che i napoletani tuttavia espongono sulle bacarelle e non all’expo – e che a qualcuno sia venuto in mente di portarla a Milano, seppure nel retrobottega, beh mi pare vagamente preoccupante. Mi pare.

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