Il vino di Davide apre MONDOMERLOT

INAUGURAZIONE MOSTRA DEL MONDO MERLOT D'ITALIA AD ALDENO 22 OTTOBRE 2015 © foto Daniele Mosna
INAUGURAZIONE MOSTRA DEL MONDO MERLOT D’ITALIA AD ALDENO 22 OTTOBRE 2015 © foto Daniele Mosna

Inaugurazione con la “benedizione” d’Israele
La Kkl Onlus dona ad Aldeno il vino di Re Davide

È stato un battesimo internazionale quello della sedicesima edizione di MondoMerlot, visto che questa sera fra le autorità presenti al Teatro di Aldeno c’era anche il rappresentante del Keren Kayemeth Leisrael in Italia Maurizio Hazan, responsabile dell’ufficio di Milano. Il dirigente della Kkl Onlusla più antica organizzazione ecologica del mondo, ha tagliato il nastro della rassegna enogastronomica trentina insieme al sindaco di Aldeno Nicola Fioretti, ai consiglieri provinciali Lorenzo Baratter e Walter Kaswalder, nonché al presidente della Cassa Rurale di Aldeno e Cadine Luigi Baldo, al presidente della Cantina Aldeno Alessandro Bertagnolli e alla direttrice dell’Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi Elda Verones.
Questo perché il neo sindaco di Aldeno ha deciso di impreziosire l’evento, apprezzato e conosciuto in tutta Italia, introducendo partnership annuali con altre nazioni. Quest’anno è toccato ad Israele. “Non nascondo di essere un tantino emozionato – ha esternato Nicola Fioretti – per questa mia prima inaugurazione di MondoMerlot, che si annuncia con delle peculiarità nuove e interessanti, che puntano a valorizzare il territorio e la comunità di Aldeno, ma pure cercando di dare un’internazionalità all’evento. Abbiamo già esordito con un record di vini partecipanti al Concorso Nazionale Merlot d’Italia e sono sicuro che saranno tre giorni meravigliosi”.
Ma a benedire l’edizione 2015 di MondoMerlot è stato un insolito vino bianco, donato dalla Kkl alla comunità di Aldeno, una novità assoluta che fa il suo esordio ad Aldeno, come ha spiegato Maurizio Hazan: “Ci tenevano a consegnare questa anteprima proprio a questo evento in segno della nostra nuova collaborazione. Si tratta di un vino Marawi, se vogliamo fuori dal coro in questa rassegna, ma che ha una storia e un significato particolare, perché il vitigno più antico al mondo, nato dall’estrazione del dna di un seme che risale ai tempi di Re Davide. Il vino nella tradizione ebraica ha sempre avuto grande importanza, come peraltro testimoniò Noè, quando al termine del diluvio universale, per prima cosa piantò una vigna. Ma sia alla Mostra sia domenica mattina nella degustazione esclusiva, si potranno assaggiare soprattutto i Merlot di Israele, dove non esiste un vino autoctono, ma dove si cura molto la qualità”.
La onlus Kkl dal 1901 raccoglie in tutto il mondo i fondi necessari al riscatto della Terra d’Israele, la stessa che oggi tutela con varie attività: ha bonificato paludi e piantato più di 200 milioni di alberi, ha livellato il terreno per la costruzione di infrastrutture e case, ha aperto strade e costruito bacini idrici per la conservazione dell’acqua piovana, ha fatto indietreggiare il deserto creando spazio per gli abitanti del paese.
MondoMerlot a dire il vero era stato aperto con le melodie del nuovo inno di Aldeno, proposto presso il teatro dal coro parrocchiale di don Renato Tamanini.
L’altra importante novità di MondoMerlot 2015 è la scelta di animare le strade di Aldeno, che da domani sera a domenica sera si animeranno grazie a Villaggio Merlot, dove aziende locali esporranno le proprie produzioni tipiche e cinque locande di Bacco proporranno menù e momenti musicali con un unico inevitabile comune denominatore, il vino Merlot. Le locande e il villaggio apriranno i battenti domani sera dalle 18 alle 24, mentre alle 21 sono in programma due concerti: il primo in piazza della Chiesa con i Teddy Pilchards, una cover band indie rock, il secondo all’interno della locanda della Torre con il Punto Gezz.
L’appuntamento principale di venerdì 23 ottobre è però rappresentato dalla premiazione dei vincitori del XIII Concorso Nazionale Merlot d’Italia, con relativa degustazione. Evento previsto presso Palazzo Geremia a Trento, alle ore 17, grazie alla conduzione del direttore della testata “Civiltà del bere” Alessandro Torcoli, coadiuvato dalla sommelier master class Adua Villa. Durante la serata verrà consegnata la Gran Medaglia d’oro – Merlot d’Italia 2015 all’Azienda Agricola Rigoloccio di Abati e Puggelli di Gavorrano, in provincia di Grosseto, e al vino Maremma Toscana DOC Merlot «Abundantia» 2011. Fra i premiati anche i primi tre classificati delle quattro categorie previste, ovvero Merlot DOC e DOCG (annate 2014/2013); Merlot IGT (annate 2014/2013); Merlot DOC e DOCG annate precedenti; Merlot IGT annate precedenti. Un riconoscimento andrà anche al miglior Merlot trentino, riconosciuto nell’IGT Merlot «Pivier» del 2011 (Vigneti delle Dolomiti) dell’Azienda Agricola Cesconi di Pressano, con il vino Vigneti delle Dolomiti.
Sempre domani dalle 19 alle 22,30 aprirà i battenti la Mostra dei Merlot d’Italia presso il Teatro Comunale di Aldeno, con oltre 150 etichette presenti, che offre la possibilità di accesso con supplemento alla sezione esclusiva Top Merlot.

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9 Commenti

  1. Luca

    Come mai quest’anno tutta questa attenzione per Mondomerlot di aldeno? Il blog o qualcuno di voi è coinvolto nell’organizzazione? o siete diventati improvvisamente autonomisti e vi siete messi a fare marchette al partito dell’assessore all’agricoltura?

  2. dominique

    Visto quello che sta succedendo in Israele forse era il caso di non invitarli; soprattutto se si considera che molte delle aziende viticole israeliane che partecipano al vostro programma sono situate o hanno attività in territori occupati militarmente da Israele, tra cui Carmel, Binyamina, Assaf, Ramat ha Golan e Yatir. A volte anche nel mondo vinicolo bisognerebbe avere un occhio di riguardo anche per l’etica che ci sta dietro…..

      1. dominique

        caro Tex, io penso di essere obiettivo e anche abbastanza informato sui fatti visto che ho avuto l’opportunità di vedere quello che succede laggiù. Come sempre il torto e la ragione non stanno solo da una parte ma un dato di fatto inconfutabile è che gli insedimenti israeliani dove si produce parte del vino in questione sono illegali e fanno parte di una politica di occupazione che costringe ad una vita di stenti migliaia di famiglie di contadini palestinesi.

        1. Tex Willer

          In primo luogo, fra chi accoltella civili innocenti scelti a caso per la loro religione e chi cerca di difendersi non vi è affatto equivalenza morale. Non ci sono ragioni e torti divisi equamente, ma un terrorismo indiscriminato e fanatico da un lato, e un paese che cerca di vivere normalmente dall’altro.
          In secondo luogo, non è affatto vero che gli insediamenti israeliani al di là della linea verde sono illegali.
          Questa è una presa di posizione politica e non giuridica.
          C’è una domanda che chiarisce bene la faccenda.
          Quale stato Israele avrebbe occupato, per stabilire i suoi insediamenti?
          La Giordania che governò quelle terre dal 49 al 67 ? No, la sua era davvero occupazione, nessuno stato la riconobbe, se non i paesi arabi. La Giordania ha da tempo rinunciato alla pretesa di quelle terre.
          La Gran Bretagna, che la resse dal 17 al 49? No, il fondamento legale del mandato britannico sono il Trattato di San Remo e una deliberazione della Sovietà delle Nazioni che stabilisce che il mandato debba servire a costruire una patria per il popolo ebraico.
          La Turchia, nel cui impero Ottomano (e specificamente nella provincia di Siria) fecero parte quelle zone dal 1500 circa al 1917? Men che meno, era un impero coloniale.
          La Palestina forse? Ma non è mai esistito nella storia uno Stato di Palestina o uno stato comunque autonomo in quel territorio, dopo i regni ebraici (con l’eccezione del regno crociato nel 1100).
          La verità è che quei territori sono giuridicamente contesi e l’ultimo atto internazionale che li riguarda, i trattati di Oslo stabilisce che, le parti risolveranno la questione della sovranità con trattative fra loro, senza ricorrere a decisioni internazionali.
          Il trattato divide il “West Bank” in tre zone, una (A) sotto amministrazione dell’Autorità Palestinese, una (B) sotto amministrazione mista e una (C) sotto amministrazione israeliana. Questa è ancora la situazione sul terreno.
          Israeliani e palestinesi hanno sviluppato ciascuno a suo modo i territori sotto la propria amministrazione.
          Delle zone sotto amministrazione israeliana fanno legalmente parte le vigne da cui si traggono i vini di Giudea e Samaria.

          1. dominique

            Quante volte sei stato in quelle zone ?quante volte hai parlato direttamente con le persone che vivono quella situazione ?
            Nessuno ha parlato di equivalenza morale ! Tu dici che c’è qualcuno che accoltella civili a caso e c’è qualcuno che si difende…. mi sembra un po’ generico : in entrambe le fazioni ci sono persone esaltate che vogliono la scomparsa dell’altro ma fra i palestinesi per la maggioranza sono persone normali (CIVILI) che ormai esasperati dalle condizioni di vita proibitive decidono di farsi giustizia da soli;non li sto giustificando ma a volte provo a mettermi nei panni di un ragazzo o un padre di famiglia che ha perso tutto….
            E poi basta parlare di Israele solo in termini di “difesa”: leggiti le affermazioni dei loro politici al potere, vai a leggere come funziona la politica degli insediamenti, la politica delle demolizioni in tutta la Palestina che continua giornalmente nel silenzio di tutti, guarda il percorso del muro…. ti sembra un’opera solo di difesa ???
            Se hai tempo dai un’occhio a questo documentario https://www.youtube.com/watch?v=A5kfE5uDEBY

          2. Claudio Claudio

            …perbacco Tex… bella ricerca storica. Bravo.

            (A noi i blogs di Harvard e Princeton ci fanno un baffo… TWB non ha niente da invidiare a nessuno… qui si tratta qualsiasi argomento con competenza, professionalità, rigore logico e scientifico… Bisogna che quando lo vedo dica al Cosimo di farlo in inglese ‘sto blog perché sono sicuro che moltissimi stranieri lo seguirebbero con estremo interesse…).

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