Novaline, quando il territorio non resiste più

Selezione_044

Oggi la polizia ha sgomberato con la forza il presidio NO TAV alle Novaline, la collina che costeggia l’abitato di Mattarello, alle porte di Trento. Le Novaline sono una area viticola fra le più pregiate del Trentino, la sua esposizione e la composizione del terreno sono alla base di un Cru di grande pregio. Cantina Sociale di Trento ha dedicato a quest’area una bottiglia prestigiosa  e, secondo me, da non perdere per chi abbia voglia di farsi un’idea del vino trentino: il Merlot Riserva Novaline.

Ma oggi, a difendere le Novaline dalle esplorazioni geologiche di RFI in vista del raddoppio della linea ferroviaria, c’erano solo gli attivisti NO TAV, che la stampa ha liquidato sbrigativamente rubricandoli come “alcuni contestatori“. Dove erano i contadini? Dove era Consorzio Vini? Dove era Cantina Sociale di Trento? Dove era il suo presidente, il mitico avvocato Elvio “Dartagnan” Fronzan? Dove erano gli wine lover che frequentano assiduamente le seratine, dj set included, durante le quali ci si baloccheggia astrattamente con il naso degustativo e il cazzo duro dentro espansivi e orgasmatici bicchieri di Merlot Novaline? Dove era il Trentino civile e identitario, che ha lasciato soli i quattro contestatori del movimento NO TAV a rappresentare un’idea di #territoriocheresiste? Dove?

Perché in Trentino non si è mai riusciti a costruire un movimento di difesa territoriale socializzata e radicata dentro, e con, le categorie dei produttori e le istituzioni municipali, come, per esempio, è capitato in Val di Susa? Ancestrale predisposizione asburgica alla sottomissione al potere autoritario o irreversibile smarrimento di senso, senso dell’identità territoriale?

CONDIVIDI CON

25 Commenti

  1. il Conte il Conte

    Che tristezza !
    Qui una volta c’era il vecchio dr. Giuseppe Todesca con uno dei primi brut trentini, con quel rosso “Novaline” che fatto conoscere ai Piemontesi fu acquistato nei magici 10 cartoni, come si usava nel 1971.
    Preferito di gran lunga a quelli di Langa ….
    Spero che le vigne si salvino perché in quel fazzoletto di territorio c’è molta della nostra storia vinicola che oggi reputo sono pochissimi a portare avanti.
    Con grandi difficoltà, con passione e soprattutto con quella cultura che ci stiamo perdendo – spendendo una fraccata di soldi – sui nostri medievali autobus con relative botte ai conducenti e controllori.
    Trentino international ?
    Trentino Expo ??
    No – solo un Trentino confuso, ciacieròn, che non capisce che oltre i “murazzi”, prendere un aereo non-per-andare-in-vacanza, può esserci la via di una attiva e onesta commercializzazione che altri stanno cavalcando. E direi, non male.
    Non c’è bisogno di Frecce Rosse, basta andare a Bolzano o a Merano, ai loro festival più o meno noti, per vedere come il “business” può essere fatto con elegante positività. Prima fuori e dopo in casa.
    Suggerisco di ascoltare RadioSole24Ore dove in questo periodo i Marzadro fanno conoscere la loro grappa delle 11100014 Lune ….
    Positiva e avvincente dove , però – però il Trentino non viene nominato.
    E’ una pubblicità però coinvolgente : bravi i Marzadro (Luigi, ciao) che conosco e apprezzo da moltissimi decenni.
    Forse come hanno fatto pochi altri conviene puntare su marchio, fare investimenti e organizzarsi nella distribuzione e nelle vendite.
    E il Trentino ?
    Ci vediamo tutti ai Mercatini di Natale !!
    A ciacerar di territorio e km 0.
    Sempre tra noi e altri che non sanno dove parcheggiare.

  2. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Capisco che siano mancati quelli di Mattarello dopo la notizia che gli fanno un nuovo NOT/2NOT sotto casa, ma fra i contestatori assenti brillavano anche quelli di Besenello che sono lì a un tiro di schioppo. Evidente che gli basta non asfaltare il Moscato giallo, ma spianare centinaia di ettari vitati fino alla chiusa di Ceraino, quella è roba che riguarda altri…
    Siamo veramente in una democrazia anestetizzata: ci fanno arrabbiare per i ticket di Marino e ci nascondono le verità sulla reale necessità del tunnel del Brennero e del raddoppio della ferrovia. Tanto chi l’ha deciso ormai non c’è più e quelli di oggi seguono l’onda senza farsi troppe domande, così da non dover dare risposte.
    E se uno si azzarda ad alzare la voce non chiamandosi Erri Deluca, sei finito.

    1. Angelo Rossi Angelo Rossi

      Rettifico: quelli di Mattarello e dintorni ieri sera sono sfilati in silenzio e in ordine contro le trivelle e contro la TAV. Pare che i burosauri non intendano realizzare un TAV, ma un TAC (alta capacità, quindi solo merci), ma il NO TAC farebbe abortire anche il nuovo ospedale.

  3. disilluso

    I sindacati non contano più nulla perché ormai le persone si sono stufate di pagare tesseramenti per poi non risolvere nulla e vedere i loro rappresentanti comodamente seduti a banchettare con il “potere”.
    I diritti dei lavoratori e degli agricoltori sono finiti nel cesso assieme agli sforzi e alle lotte dei nostri avi.

    1. Tex Willer

      Si ma da qui a dire che i sindacati non contano nulla ce ne passa, sono gli agricoltori che non contano più nulla, i sindacati hanno raddoppiato la loro forza creando i CAAF, vere macchine fabbrica soldi, basta vedere quanto ricevono dalla PAT per i servizi forniti agli extracomunitari,
      più quello che pagano ogni az. agricola…

  4. Il Socio

    Bello il post provocatorio al punto giusto, sul perché istituzioni vinicole non erano presenti al presidio NO TAV me lo sono chiesto anche io… forse perché il territorio, come ha sottolineato qualcuno, anche alla cantina interessa solo per il mero business: tanto morto un Novaline, si inventeranno qualcos’altro… . Alla fine di questo territorio non frega nulla a nessuno… non è nello spirito trentino… e tristemente si chiude il cerchio che alla fine ai contadini interessa solo che l’uva gli sia pagata bene e chi si ne frega se sarà PG, CH, Merlot o Marzemino…

    1. Tex Willer

      Un tempo avevamo i Sindacati Agricoli, Panizza era sempre il primo a correre per difendere la proprietà ora i sindacati si sono girati, guardano al Palazzo perchè è da lì che arrivano le tessere sotto forma di “appalti” intesi come lavoro che per noi agricoltori significa inutile burocrazia ma per loro no, significa quattrini, basta leggere le anticipazioni sulla prossima finanziaria: cancellazione dell’imu ma introduzione di nuove tasse, inasprimento delle rivalutazioni dei redditi agrari ecc… anche alle aziende sotto i 7000 € di giro d’affari, ma consoliamoci i castelli e le ville rimarranno esentasse. Per forza poi che dovremo abituarci a mangiare cavallette.

  5. Perché non lo chiedi ai tuoi amici Fugatti, Secchi, ai tuoi amici autonomisti e al tuo amico assessore dallapiccola dove erano loro oggi? Loro i tuoi amici, loro si trastullano con le parole territorio e identità ma poi fanno altro. i tuoi amici, quelli che tu inviti ai convegni e alle tavole rotonde.

  6. Nulla è irreversibile, nemmeno le idee degli uomini. Alessandra Astolfi da tecnico: apri una finestra su una tua proprietà. Quanto dura la tua libertà? Questi fanno ciò che vogliono e il potere politico fa loro da lacchè quando scendono dalla carrozza. La bellezza non merita lo stupro. Merita di invecchiare amata, come una bella donna. Sa ‘n disit, compagno Stalin?

  7. La realtà è che mediamente per i trentini vale la parafrasi di ciò che fu detto del vate: per farli tacere li ricopriamo d’oro. E, come ebbi a scrivere, sputtaniamo il territorio in maniera totale. Dove sono gli ambientalisti? Dove quelli che per cazzate si stracciano le vesti in piazza? E’ ora di battersi per una cosa bella, signori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *