Rovereto Sostenibile

Grazie al MoVimento 5 Stelle, Rovereto è il primo comune del Trentino a scegliere di vietare l’uso del glifosato! leggi qui

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3 Commenti

  1. Claudio Claudio

    …concordo…come sempre e come su quasi tutto… si stava meglio quando si stava peggio… Come sai io poi ho sempre la mia “teoria pratica” che i presidenti, salvo qualche eccezione, contino davvero ben poco. Spesso sono dei tendaggi che servono per nascondere qualche parte tarocca della struttura. Ultimo dei Presidenti Tendaggio Herr Martin Winterkorn della VW il quale ha affermato che è rimasto basito e mai aveva sospettato l’esistenza del sistema di adulterazione dei dati dei test sulle auto… Non ho mai capito perchè i giornalisti danno tanto peso e spazio alle parole dei presidenti quando invece sono i livelli operativi sotto di loro che sanno davvero quello che succede… perchè sono loro che lo fanno… Altro banale esempio: credi che quel somaro ambizioso del precedente presidente del consiglio italiano sapesse ad esempio che casini andava a causare la nuova normativa sull’usucapione inserita nel “decreto del fare” che aveva firmato?…

  2. Claudio Claudio

    Bella e positiva notizia… Un piccolo passo in direzione della prevenzione della salute invece che i soliti sperperi di risorse pubbliche, come quelli per la costruzione di nuovi mega ospedali, per la paleo-cura dei danni… La Provincia di Bolzano è già Glifosate-free ed ora anche le aree pubbliche di Rovereto… bene! Ora immagino che il nostro CVT a trazione eco-bio-vegana sia in attesa di istruzioni da parte dei padrini politici prima di “decidere” qualcosa in merito al Roundup-Glifosate…

    (Per dimostrare l’assoluta “indipendenza” del CVT dai potentati politici scommetto che se farà qualcosa contro il Roundup-Glifosate sarà SOLO DOPO che la nostra amata provincia si sarà espressa in tal direzione… D’altronde, non possiamo mica rischiare di danneggiare gli interessi della FEM per colpa di un pò di kattivo giornalismo, vero?).

    1. Trovo anche io piuttosto inspiegabile la posizione di CVT a presidenza biovegana. Oddio, inspiegabile non proprio: CVT ha dei padroni (i soci di maggioranza) che non son proprio delle mammolette e immagino che le posizioni del presidente in quell’ambito siano destinate a restare inesorabilmente minoritarie. Certo è che da questo CVT post Fronza e post Bona, stentano ad arrivare segnali di cambiamento. A meno che non si vogliano interpretare come segnali di cambiamento l’adesione al Festival del Vino (con annessa soppressione di Mostra Vini) della scorsa settimana. E in questo caso, però, viene da pensare che si stava meglio quando si stava peggio.

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