NOI NON CI SAREMO

embargo

Trentino Wine è un povero blog di campagna. Questo lo si sa. E lo sanno anche i suoi quattro (aggiungete pure qualche zero) lettori quotidiani. Eppure, e pure con la sua scarsità di mezzi, è piuttosto letto e consultato. Anche fuori dal Trentino: il 60 % dei contatti unici quotidiani sono extra regionali.
Infatti, viene invitato normalmente alla maggior parte delle più importanti manifestazioni enoiche italiane, da Catania a Merano, e anche a qualcuna internazionale. Diciamo pure, che gode di piccola ma buona fama: almeno a giudicare dai numerosi inviti che ci vengono rivolti a partecipare ad eventi e degustazioni riservati alla stampa. Lo scrivo senza immodestia e anche con un certo moto di orgoglio.
Poi capita, invece, che questo blog sia sistematicamente ignorato in patria dall’Istituto Trento Doc. È piuttosto curioso questo embargo che dura ormai da parecchi anni: anche perché fa il paio con l’attenzione, gradita e costante, delle singole maison spumantistiche trentine, sia cooperative che private. Che, al contrario del loro Istituto, non mancano mai di segnalarci, inviti compresi, eventi, iniziative e degustazioni.
Alle quali, fra l’altro, raramente partecipiamo: un po’ per pigrizia, un po’ timidezza, un po’, diciamolo pure, per snobisimo: perché non ci piace confonderci con lo zelante e assecondante popolo delle cavallette che gira imperterrito nel caravanserraglio della comunicazione del vino. Probabilmente, le case spumantistiche riconoscono il lavoro quotidiano di questo blog e riconoscono anche, a differenza del loro Istituto, che in questi anni ha contribuito a raccontare virtù e vizi del trentodocchismo. E questo non può aver fatto che bene alla denominazione.
La macchina organizzativa e comunicativa dell’Istituto TRENTO DOC, al contrario non se ne è accorta. O, se se ne è accorta, per comodità fa finta di niente.
Come è consuetudine, nemmeno quest’anno abbiamo ricevuto comunicati stampa e inviti per Bollicine sulla Città (26 – 8 dicembre). Che ha provveduto, invece, a farci arrivare cortesemente l’Ufficio Stampa di Palazzo Roccabruna.
Ma dall’Istituto non è arrivata, mai, alcuna notizia. Ne è arrivato alcun invito riservato alla stampa.

circolaredoc
Apprendo questa mattina – perché anch’io coltivo amorevolmente le mie talpe -, da una circolare interna firmata da Sabrina Schench Responsabile Istituto Trento Doc, che nella giornata di venerdì 27 novembre al MUSE di Trento è atteso l’arrivo del Gruppo Stampa.
Noi, come sempre, non ci saremo.

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50 Commenti

  1. Pingback: STRANEZZE TRENTINE - TRENTINO WINE BLOG

  2. Corvo Rosso

    Allora, Cosimo, alla fine ti hanno invitato al Muse oppure no? Devi metterti in fila anche tu come tutti e magari accontentarti di palazzo Roccabruna, pagando il bigletto!

  3. Daniele

    Vergogna! Come si fa a non invitare l unico blog sul vino che fa opinione in Trentino e anche fuori? Ma che teste hanno questi qui? Faresti bene a non scrivere più una riga sul trento doc.

    1. mwg

      Trentino Wine Blog, conosco una 20 di fortunati ufficialmente invitati dall’illustre consorzio, appartenenti a diverse delegazioni AIS, Asso Albergatori etc… Non credo che rifiutino di raccontarci qualcosa anche se si tratta di un piccolo e “misero” blog di provincia 🙂

  4. Albergatrice Albergatrice

    @albergatòro: come si permette? L’aids ce lo avrà lei demente. E io questo blog lo tengo sotto occhio da quando è nato perché voglio proprio vedere fino a che punto di cattiveria siete capaci di arrivare. E poi vorrei proprio sapere chi invita alle manifestazioni voialtri.

    1. Albergatóro

      Sempre bravo a deviare il discorso e a offendere.
      Argomenta la tua contrarietà
      altrimenti fatti da parte, e ricordati che l’unico ad essere un soggetto poco desiderato sei tu su questo blog.

    2. @albergatrice: tanto per dire giusto questa mattina il blog è stato invitato da Consorzio Vini Alto Adige a Top of Vini Alto Adige all’Hotel Laurin di Bolzano venerdì , 20 novembre, dalle 14 alle 21. Dove saranno proposti in degustazione oltre 100 vini altoatesini, selezionati tra quelli premiati dalle più importanti guide 2016. Come vede cara signora, qualcuno da retta anche a noi. TRENTO e TRENTONI not included naturalmente.

  5. Vignaiolo

    Non fermarti Cosimo, abbiamo bisogno delle tue parole senza peli sulla lingua. Checche ne pensino molti, se il nostro settore ha preso consapevolezza in questi anni molto lo si deve a te, a Massarello e questo blog. Grazie.

  6. Oreste

    Quoto Luciana: vai avanti così. Alla degustazione in livrea lasciaci andare i leccaculo, tu continua a fare il tuo lavoro in disparte. Avrai molte soddisfazioni. Noi siamo con te.

  7. Luciana

    Vai sempre avanti così Cosimo: in questi anni, il tuo blog è stata una voce critica ma sempre costruttiva e ha aiutati tutti trentini e non trentini, come me, a capire qualcosa di più del vino trentino. Non piegarti e continua il tuo lavoro.

  8. Io l’invito l’ho ricevuto, ma c’era scritto che era una cosa dedicata al Trentodoc, vino che non conosco. Se fosse stata un’iniziativa destinata a far conoscere la doc Trento, invece, sarei andato molto volentieri. Così, giusto per dire.

    1. Anna

      Signor Peretti, io la stimo molto e la leggo spesso. Ma quando scrive queste cose non la capisco. Il Trentino ha scelto di chiamare il suo m.c. TRENTODOC. Altri lo chiamano Champagne e altri Franciacorta. E noi lo chiamiamo TRENTODOC. Non capisco perché anche lei, di solito cosi moderato, fa di questi discorsi.

      1. Cara Anna, grazie per il suo commento. Vede, in realtà quando è stata varata la denominazione di origine, i trentini hanno scelto di usare il nome Trento per il loro metodo classico. Usando dunque un nome geografico, esattamente come lo Champagne. Poi, per una a mio avviso discutibile scelta di marketing, qualcuno – non tutti, non erga omnes – ha scelto di aggiungere ed anzi sovrapporre al nome geografico anche un marchio di fantasia, che tuttavia cita, e a mio avviso storpia e rende meno efficace, la denominazione geografica. Io credo molto, moltissimo nelle denominazioni di origine, e proprio per questo non condivido la scelta di un marchio che rende confusa la denominazione, che è e resta il vero valore del territorio. Questa è la mia opinione, e finché esisterá la doc – ora dop – Trento difenderò questo nome e quando parlerò di un metodo classico trentino a denominazione di origine dirò Trento. In passato mi sono anch’io talvolta lasciato sedurre dal marchio, lo confesso, ma sono giunto alla conclusione che si tratti di un errore. Se ad essere brand è una marca e non una denominazione, allora vincerà comunque la marca, e le marche più forti sono sempre quelle private, che dispongono di maggior flessibilità d’azione e anche di maggiore efficacia. E senza avere niente contro le marche, sia chiaro.

        1. Dante

          Signor Peretti, sottoscrivo in toto quello che ha scritto Anna benissimo. Mi sembra che i suoi ragionamenti ruotino intorno a questioni di lana caprina e senza alcuna importanza.

          1. Angelo Rossi Angelo Rossi

            No, no Dante! Angelo Peretti ha messo il dito nella piaga: subdola al punto da fartela credere di lana caprina, invece è un passaggio fondamentale. Anche Anna crede che dire Trentodoc e DOC Trento sia la stessa cosa, invece sono due concetti “molto” diversi e per certi aspetti opposti. Al limite, dico io, dell’illegalità o perlomeno ai confini dell’Etica visto che alcuni produttori di DOC Trento si trovano emarginati rispetto alla scelta “istituzionale” (ben finanziata) del marchio “privato” Trentodoc. DOC è infatti la casa di “tutti” coloro che accettano il relativo disciplinare di produzione e non solo di chi si è decorato dell’orpello del Trentodoc. Orpello che non comunica il territorio (perché ne è una storpiatura), che ha bloccato lo sviluppo verso qualificazioni più alte e che non si è nemmeno sognato di affrontare il drammatico surplus di Chardonnay di collina. Cose queste di competenza della DOC se vissuta nello spirito della legge, ma che non riguardano il club privato Trentodoc. Insomma, c’è del diabolico in questa “doppiezza”, al punto che, sono sicuro, la maggior parte dei soci del Trentodoc nemmeno si è posta il problema. I burattinai, quelli sì, il problema lo conoscono bene e lo hanno congelato.

          2. Claudio Claudio

            …ma… il Dott Rossi dovrebbe anche considerare che l’Istituto Trentodoc qualche tempo fa è confluito sotto il cappello del CVT e quindi in pratica sotto un’unica regia che rappresenta tutti i produttori. Non è quindi lecito aspettarsi che presto la “doppiezza” sarà destinata a fondersi in un’univocità? (L’unica incognita potrebbe essere la temperatura di fusione…).

      1. Albergatòro

        Magari Tiziano fosse ubriaca Albergatrice, passata la sbornia sarebbe finito tutto, secondo me lei ha una strategia precisa;
        evidentemente qualche post gli da fastidio e lì entra in azione la “nostra” ma con una arte: offendere e dirottare il discorso su un altro argomento per evitare che si insista su quel punto che gli da fastidio.

        1. Albergatrice Albergatrice

          Per favore non ci si metta anche lei: che questo blog mi dia fastidio non è una novità. Sono anni che mi da fastidio perché ha come solo scopo quello di rovinare tutte le cose belle che noi facciamo per il nostro Trentino.

          1. Albergatòro

            Per l’AIDS è stato coniato un bel slogan che vale anche per te: “SE LO CONOSCI LO EVITI” ecco signor “albergatrice” stattene pure alla larga da questo blog, ti conviene se non altro per la tua salute, e giacchè puoi fai qualcosa dall’alto del tuo scranno per cambiare le cose fallo subito e non perdere tempo.

    1. Curiosa&Sospettosa Curiosa&Sospettosa

      Ma come ti permetti albergatora? Lascia stare il mio Cosimo, perché vengo lì e ti cavo gli occhi. E tu Cosimo, non dar loro ascolto e non prendertela dai … il 27 ti invito io fuori a cena..altro che Muse e Bollicine!

    2. mwg mwg

      se questa è l’esempio di accoglienza trentina che lei offre ai suoi ospiti, beh signora, non mi stupisce che lei conosca soprattutto tre(nt)enni…. Davvero un commento profondo da persona adulta e raffinata… Una vera e propria Madame.

  9. Donatella

    Ma non vi sembra di star esagerando? Se non vi hanno invitati, vuol dire che non ve lo meritate, semplicemente che non ve lo meritate. Oppure che non siete utili alla politica di marketing dell’Istituto, che è un ente privato e in quanto privato invita chi vuole e quando vuole. Piantatela di lagnarvi e provate ad essere più costruttivi, magari così la prossima volta invitano anche voi.

    1. Un manifesto ai Gazzettieri di Regime quello illustrato da Lei, signora Donatella. Complimenti per la sensibilità, l’apertura e il senso critico. E soprattutto per la profonda e radicata convinzione da lei dimostrata nel difendere la libertà di opinione e il diritto di critica. Complimenti di nuovo!

  10. ti sembra.. impossibile…ma invece è cosi Maria Grazia : giustamente loro coltivano amorevolmente solo chi non da mai fastidio. va bene cosi.. eh..ché le cerimonie non mi eccitano nemmeno… ma era solo per raccontare il clima acritico e assuefatto che circonda il vino trentino.

      1. mwg mwg

        e intanto tu sei la gattona morta che ci legge assiduamente… se non ti piace il blog come mai ti prodighi nel farci sapere la tua opinione?
        Forse solamente per essere “considerata” da qualcuno… e forse ti stiamo dando troppa importanza.

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