Non è È … è VERVÈ

Diego Coller e Corrado Gallo - foto di Alice Russolo

Comunicato stampa

La novità è stata presentata sabato sera presso la “Sparkling Cave” dell’azienda

È VERVÈ IL NOME PER LE NUOVE BOLLICINE DI ROVERÈ

Un nome che richiama il brio del perlage omaggiando, grazie alla “e accentata” finale, cantina e territorio. Fucsia e azzurro i dirompenti colori scelti per packaging ed etichetta. 2012 l’anno di vendemmia, per oltre 30 mesi di maturazione in bottiglia. Questa, in estrema sintesi, la carta di identità dei due primi Trentodoc della Cantina Roverè della Luna Aichholz. Obiettivo? Avvicinare nuove fasce di consumatori allo Spumante Metodo Classico trentino.

Roveré della Luna, 15 novembre 2015 – Oltre 130 persone, tra soci, istituzioni, stampa e pubblico finale, hanno partecipato alla serata di presentazione di Vervè, i due primi Trentodoc della Cantina Roverè della Luna Aichholz. Ad accogliere gli ospiti, una “Sparkling Cave” personalizzata con i colori che contraddistinguono packaging ed etichette di queste nuove proposte, ovvero fucsia e azzurro.

“La volontà – ha spiegato il presidente della Cantina Diego Coller durante il suo intervento di benvenuto – è quella di ritagliarci il nostro spazio sul mercato puntando su una forte differenziazione al fine di intercettare nuove fasce di consumatori, che al Metodo Classico Trentino spesso preferiscono altri tipi di bollicine. Ne è risultato un prodotto giovane ma di grande qualità, frutto di tre anni di lavoro e ricerca, che ci auguriamo apprezzerete”.

Una scommessa “che rompe le regole del gioco”, subito applaudita dall’Assessore provinciale Michele Dallapiccola: “Una nuova occasione per far conoscere anche questo angolo di Trentino e per promuovere la cultura del vino buono e di qualità. Spesso noi trentini tendiamo a non metterci in mostra, con il rischio di non farci notare, ma dobbiamo uscire da queste logiche e gridare al mondo quel che siamo capaci di fare. L’augurio è che questo sia solo un episodio dei tanti che riusciremo a scrivere tutti insieme per promuovere il nostro territorio e le sue eccellenze”.

Gli ha fatto eco Bruno Lutterotti, neopresidente Cavit, che a sua volta ha manifestato apprezzamento per la scelta estetica complimentandosi al contempo per la capacità di osare dimostrata dalla Cantina. “Del resto il mercato e le recenti analisi di marketing – ha sottolineato – dimostrano come sia necessario andare anche in questa direzione”. “Sono certo – ha concluso – che a quest’abito si accompagni anche una grande qualità del prodotto, vista la grande tradizione ed esperienza della Cantina di Roveré”.
Dopo un intervento del Sindaco Luca Ferrari, che ha portato i saluti e gli auguri dell’amministrazione comunale, lodando anche il risvolto benefico della serata, visto che parte del ricavato è andato a favore dell’AGSAT (Associazione Genitori Soggetti Autistici del Trentino), è stata la volta del Direttore Generale della Federazione Trentina della Cooperazione, Carlo Dellasega, che ha ricordato come il territorio di Roveré sia uno dei migliori esempi di cooperazione che funziona.

Al termine, ha preso la parola il Direttore Corrado Gallo, che si è invece concentrato sugli aspetti qualitativi del prodotto. Si tratta di due millesimati, frutto della vendemmia del 2012. Il Brut è composto da un 40% di Pinot Bianco – proveniente dalla zona Dozzeri che celebra il territorio di Roveré diversificando questo Spumante da altri in circolazione -, 40% Chardonnay e 20% Pinot Nero, mentre il Rosé è ottenuto per il 100% da Pinot Nero. “Siamo i numeri 42 nella famiglia del Trentodoc e abbiamo sicuramente soltanto da imparare ma abbiamo voluto metterci in gioco augurandoci che apprezzerete i risultati del nostro lavoro. Oltre ai due prodotti in degustazione stasera, tra l’altro, abbiamo altre bottiglie ancora a riposo destinate ad una Riserva che probabilmente vestiremo con un abito più classico, ma è ancora presto per dirvi quando verrà alla luce”.

A chiudere il cerchio degli inteventi, Enrico Zanoni, Presidente dell’Istituto Trentodoc che, insieme a Diego Coller, ha premiato Manuel Cramerotti, ideatore del nome Vervè, risultato vincitore del contest svoltosi nei mesi scorsi sia online – sulla pagina Facebook della Cantina – che offline, grazie a proposte inserite in un’apposita urna presente sia in azienda che presso lo stand dell’ultima edizione di Vinitaly.

“Ci fa molto piacere – ha dichiarato – il grande fermento che ruota attorno alla spumantistica del Trentodoc perché è una dimostrazione di quanto questa denominazione stia rappresentando la punta di diamante della viticoltura trentina. Il fatto che sempre più produttori si affaccino a questo tipo di produzione è inoltre segno di un incremento della domanda da parte del mercato. Siamo felici dell’ingresso della Cantina di Roverè che certamente contribuirà a dare ulteriormente impulso a questa eccellenza”.

Dopo questa grande anteprima, Vervè-Bollicine di Roverè sarà nuovamente protagonista sabato 21 novembre, alle ore 21, presso il Bollicine-Loft dei 21, con il party Bollicine al Bollicine; nello stesso locale dal 26 novembre al 13 dicembre, tutte le sere, con gli aperitivi Happy Trentodoc nell’ambito dell’iniziativa “Trentodoc: Bollicine sulla Città” e infine martedì 8 dicembre con l’appuntamento Astrobollicine, presso l’azienda di Roveré, dove verrà proposto in abbinamento a trote e salmerini Astro.

Per ulteriori informazioni, contattare:
Ufficio stampa “Bollicine a Roverè”
Stefania Casagranda – 393 9994515
casagranda.stefania@gmail.com

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30 Commenti

  1. Albergatrice Albergatrice

    @MWG: me lo dice la mia esperienza, me lo dicono i miei clienti, quelli che frequentano i miei appuntamenti nel mio locale. Sono tutti fra i 30 e 40 anni e sono tutti molto attenti alle tipologie di TRENTODOC che ordinano e soprattutto le conoscono bene. E invece lei per dire quello che dice a cosa si aggrappa? Ai libri? O a questo Blog?

      1. scettico trentino scettico trentino

        se per mettere in difficoltà un impresa bastano alcuni commenti su un blog, allora è meglio che l’impresa chiuda baracca… sarebbero tutti già chiusi allora con il boom di internet. Dante, sarebbe meglio riflettere prima di scrivere…

        1. Dante

          Forse non si mette in crisi un’azienda, ha ragione. Però sa quante persone fuori dal Trentino mi chiedono notizie della situazione trentina e si chiedono se sono vere le cose raccontate su questo blog? E sottolineano che in nessuna altra regione d’italia un blog del vino (a parte quelli di ziliani) mette in croce ogni giorno i produttori della sua zona. E questa non mi sembra una cosa bella. Mi creda, si possono fare danni anche con le parole e anche con un blog come questo.

          1. Tex Willer

            Caro Dante, sarebbe come dire che nessuno acquista più petrolio perché nella zona del Golfo c’è qualche piccola scaramuccia. Sotto sotto è tutta sana pubblicità gratuita come nel caso del “VERVE'” 😉

          2. mwg mwg

            concordo con tex… si è commentato dal punto di vista estetico e non sul prodotto… credo invece che abbiamo sollevato molte curiosità verso Vervè e sono abbastanza sicura che i lettori vorranno provare con propria mano il prodotto… quindi alla fine non abbiamo fatto del male anzi.

  2. Lorenzo P.

    Nemmeno io capisco tutta questa acrimonia nei confronti di una bottiglia che mi pare di capire nessuno di voi ha ancora assaggiato. Forse prima dovreste informarvi e provare ad assaggiare. Così fate solo sterili polemiche.

  3. scettico trentino

    Mettere una veste blu elettrico e rosa shokking ad un 30 mesi è come mettere un cinturino Swatch ad un Rolex… indipendentemente alla fascia di mercato su cui ci si vuole inserire…

    1. Albergatrice Albergatrice

      Ma come si fa con voi? Ora se ne è arruolato un altro trentone e polemicone: ma perché ogni tanto non vi fate un bell’esame di coscienza e provate ad guardare le cose con un pò di verginità e senza pregiudizi.
      Così fate solo del male al nostro trentino. La scelta di Roverè della Luna, invece, è bellissima, contribuisce a svecchiare la nostra immagine e a renderla più facile per i giovani. Mi sono spiegata?

        1. Albergatrice Albergatrice

          E chi lo dice che non sono pronti? Lei? Ma lei chi è? Cosa le da il diritto di parlare in nome dei consumatori? Guardi che io li conosco i trentenni e le assicuro che sono pronti per questi prodotti. Mi faccia il piacere dai e cerchi di essere oggettiva. e più umile.

          1. scettico trentino scettico trentino

            E mi dica cara albergatrice… Le sue conoscenze di trentenni (ammesso che si tratti di quella fascia di mercato… Non vedo indicazioni in tal senso) hanno qualche valenza di modello statistico? Sa cos’è un modello statistico di riferimento? Lei mi dica, quali competenze ha oltre a conoscere molti trentenni per mettere in dubbio un’opinione? Mi dica…

  4. mwg mwg

    Interessante l’idea dell’intercettare nuovi consumatori e nuove fette di mercato, dal colore si direbbe puntino su un pubblico giovane e femminile… quello che mi sfugge è perché optare per un 30 mesi 100%PN che non da proprio l’idea di uno spumantino/ frizzantino e semplice da bere… ma per questo mi riservo di degustarlo (son davvero curiosa). Altra curiosità che mi solletica la testa… da chi sarà nata l’idea geniale della nuova fascia di mercato? Da chi viene questa intuitiva e controcorrente idea marketing? Verve…. ci vuole verve per osare, senza dubbio.

        1. Tex Willer

          E’ un po il segreto di Pulcinella. Non è certo nè mia nè dell’attuale Presidente l’idea visto che è in carica da soli 12 mesi mentre il nuovo Trentodoc ha alle spalle 30 mesi di gestazione,
          e leggendo il bell’articolo di Tiziano Bianchi non vi è alcuna traccia di riconoscimento a chi ha avuto l’idea, no? Si saranno dimenticati?

          1. mwg mwg

            ovviamente che se usi uno pseudonimo non rivelerai la tua identità… ma mi ha incuriosito che tu abbia scritto che l’idea non è tua 🙂
            ma comprendo ora che sia da leggere in maniera “ironica”

          2. Claudio Claudio

            …caro Tex…riconoscimenti a chi ha avuto le idee con le quali altri si fanno belli? …potrei farti una lunga lista di “appropriazioni indebite” lunga qualche chilometro… Sul tema posso confermarti che negli ultimi anni di questi furti nel mio piccolo ne ho vissuti e registrati in crescita esponenziale… Siccome i vertici ormai sono iper-saturi di mediocri i quali non sono in grado di sostenere il ruolo motu proprio, per tenersi aggrappati ai privilegi ricorrono senza remore ed esitazione a spoliare di idee e successi i sottoposti, subalterni, subordinati, para-subordinati ecc. ecc.

          3. mwg mwg

            Concordo perfettamente con CLaudio… non c’è la volontà di vincere assieme mettendo in luce la squadra ovvero i membri subordinati dei team, il merito se lo pigliano i dirigenti che spesso non “guardano” nemmeno con interesse quanto proposto. In questo modo possono discostarsi in caso di fallimento appioppando la responsabilità ai subalterni e, invece, in caso di successo sono pronti a vestirsi di tutta la fama e la gloria…
            Quello che rattrista è che non ci sia stato nemmeno un invito alla serata a colui/ colei che ha dato lo spunto per l’idea.

    1. Claudio Claudio

      …caro Tiziano… abbi fiducia… vedrai che semmai tenteranno di registrare quel nome come marchio potrebbero incappare in qualche sgradita sorpresa… pertanto, a breve potrebbero aver bisogno di negoziare la tua “proprietà intellettuale”… Se non dovessero registrare il marchio…allora… o sanno già di mettere in commercio non più di quattro-cinque bottiglie oppure rischiano di buttare nel cestino tutto l’investimento di marketing. (…concorso a premi per il nome/marchio di un vino my ass… dilettanti…).

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