Valdobbiadene, gestione del territorio ok

Paolo Benvenuti - direttore generale Città del Vino
Paolo Benvenuti – direttore generale Città del Vino

Piano Regolatore delle Città del Vino
Il Premio 2015 a Valdobbiadene (TV)

Un riconoscimento che valorizza le buone pratiche di gestione del territorio messe in atto dalle amministrazioni locali. La consegna il 17 novembre in Triennale, a Milano, in occasione di Urbanpromo

Il premio sarà consegnato domani 17 novembre, alle ore 17, alla Triennale di Milano in occasione di Urbanpromo, la fiera dedicata al marketing urbanistico organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanisitica che, con Città del Vino, condivide lo spirito del premio e le sue finalità. A ricevere il riconoscimento sarà il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese, che illustrerà gli aspetti salienti del Piano di Assetto del Territorio (PAT) del Comune; saranno presenti il presidente nazionale delle Città del Vino Floriano Zambon (sindaco di Conegliano) e Stefano Stanghellini dell’INU. Al termine della premiazione, degustazione di Prosecco Superiore Valdobbiadene Conegliano DOCG.

La commissione giudicatrice, composta da Alessandro Bracchini, Antonio Fassone, Guido Ferrara, Valeria Lingua, Attilio Scienza, Stefano Stanghellini e Floriano Zambon, ha analizzato l’apparato analitico e progettuale proposto dal Comune di Valdobbiadene, giudicandolo coerente con le linee metodologiche indicate da Città del Vino, e sottolineando la particolare attenzione riservata dal piano ai temi paesaggistici. “Il metodo di analisi – si legge nella relazione tecnica – inserisce le aree di pregio vitivinicolo nel più ampio discorso della zonazione del territorio e del rapporto della produzione di eccellenza con le aree urbane.” Le prescrizioni progettuali – si legge ancora nella relazione – risultano interessanti soprattutto per il tentativo di risolvere i conflitti generati dalle cantine situate in aree urbane, non solo attraverso il decentramento, comunque considerato come valida alternativa alla espansione industriale (proprio perché è la produzione vitivinicola l’elemento caratterizzante lo sviluppo dell’area), ma anche attraverso l’apparato  normativo dedicato alla gestione delle strutture esistenti. Le prescrizioni per la gestione delle trasformazioni del sistema delle strutture edilizie connesse all’economia e alla cultura del vino, pur muovendosi in un quadro normativo non solo locale molto restrittivo, forniscono soluzioni che tengono in considerazione le peculiarità della produzione locale, con indicazioni quasi personalizzate rispetto alle specificità aziendali e di prodotto, in relazione ai diversi terroir. “Infine, il processo partecipativo attivato per la realizzazione del piano – si legge nella relazione tecnica – ha previsto una serie molto strutturata di momenti di coinvolgimento della popolazione, con una specifica attenzione agli operatori agricoli e vitivinicoli.”

“Questo ultimo aspetto – afferma Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino – è uno dei cardini del nostro progetto di Piano Regolatore, laddove indichiamo nella condivisione tra pubblico e privato la strada da seguire per fare scelte che siano equilibrate a vantaggio del territorio e della sua tutela”.

“Sono particolarmente soddisfatto – afferma Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene – per questo riconoscimento che credo non giunga casualmente. Il nostro impegno, insieme a quello degli latri Comuni del territorio del Prosecco Superiore, da tempo va nella direzione indicata dall’Associazione Città del Vino: quella di dotarsi di strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica attenti ad uno sviluppo sostenibile del territorio e nel quale assume rilievo la pianificazione delle zone di pregio vitivinicolo, come dimostra anche il Regolamento di polizia rurale che abbiamo approvato insieme agli altri Comuni dell’area storica del Prosecco, che punta ad una maggiore tutela dell’ambiente anche in termini di salubrità, con la regolamentazione dell’uso dei prodotti chimici per la viticoltura, con l’obiettivo di giungere ad una sempre maggiore naturalità nella gestione della vigna. Inoltre siamo tutti impegnati affinché anche i vigneti dell’area del Prosecco possano presto fregiarsi della protezione dell’Unesco quale patrimonio dell’umanità”.

“Con il Premio – afferma Floriano Zambon, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino – intendiamo richiamare l’attenzione degli Amministratori di Comuni ed Enti territoriali e dei pianificatori, sulla tutela e la valorizzazione delle aree di pregio per la produzione vitivinicola, sotto il profilo idrogeologico, ambientale, paesaggistico, produttivo ed economico, nonché sul recupero, riuso e valorizzazione del complesso delle strutture edilizie connesse alla produzione, commercializzazione e diffusione della cultura in ambito enologico e vitivinicolo. Con la pubblicizzazione dei suoi risultati, vogliamo inoltre contribuire alla diffusione di buone pratiche, in quanto termini di riferimento per il perseguimento di ulteriori progressi nella pianificazione dei territori vitivinicoli e della loro qualità diffusa”.

Per analizzare il Piano di Assetto Territoriale di Valdobbiadene si è tenuto conto di alcuni parametri di riferimento: le analisi di conoscenza delle caratteristiche del territorio vitivinicolo e del complesso delle strutture edilizie connesse alla produzione, commercializzazione e diffusione della cultura in ambito enologico e vitivinicolo; la qualità e l’originalità dei contenuti normativi e progettuali inerenti il territorio vitivinicolo e connessi alla produzione, commercializzazione e diffusione della cultura in ambito enologico e vitivinicolo; la gestione delle trasformazioni del sistema delle strutture edilizie connesse all’economia e alla cultura del vino; il grado di coerenza delle analisi e delle proposte progettuali con la metodologia del “Piano Regolatore delle Città del Vino” (PRCV) predisposta dall’Associazione Nazionale delle Città del Vino; il rapporto tra le zone di interesse vitivinicolo ed il territorio urbano e le infrastrutture; la qualità del dibattito e del confronto pubblico che, sugli specifici temi del concorso, hanno accompagnato la formazione dello strumento.

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