VERVÈ MILLESIMATO, ALCUNE RIFLESSIONI A MARGINE

vervè Rovere della Luna
Vervè Brut Rovere della Luna

E se avessero ragione loro? Loro quelli di Roverè della Luna dico. Ragione nel proporre un Metodo Classico easy e sbarazzino come il loro Vervè Brut Millesimato 2012 (40% Pinot Bianco, 40% Chardonnay 20% Pinot Nero)? Lo dico perché me lo sono chiesto tante volte, anche in passato. In fondo, quando pensiamo ad un TRENTO, abbiamo sempre come faro, come riferimento il GIULIO (FERRARI). Quindi una grande riserva, un vino monumentale, ricco e strutturato, dalle mille sfumature. E, bene o male, quando degustiamo un TRENTO, consapevolmente o inconsapevolmente, il pensiero, l’ipotetico punteggio 100/100, il riferimento, è sempre quello: la bottiglia più importante di Casa Lunelli.

Ma sarà corretto questo approccio? E poi sarà vero che chi lo beve, il TRENTO, pensa come noi, che bene o male ce ne occupiamo non solo per farci una sana bevuta? E siamo un poco vittime di quel complesso di perfezionismo, che come mi disse una volta un enologo trentino, è stato indotto dall’Istituto di San Michele; lo stesso complesso che ci fa quasi vergognare dei nostri Charmat o dei nostri M.C. più sbarazzini. Perché noi siamo trentini e in quanto tali comandati per legge divina alla perfezione.

Non è che invece anche per il TRENTO ci sono tanti mercati, tanti segmenti di gusto (e di portafogli), che a volte, le nostre scelte degustative tendono a sottovalutare? Non voglio assumere a paradigma improprie assonaze con la leggerezza del Prosecco Style, ma siamo sicuri che non sia anche un TRENTO Style, che si discosta dalle tipologie monumentali o da quelle molto verticali e molto secche, che siamo abituati, come per riflesso condizionato, a porre al vertice delle nostre preferenze?

La scelta della Cantina di Roverè, mi pare vada in questa direzione. Anche nel prezzo: sullo shop on line questa bottiglia viene venduta a 8,90 euro. Potrei anche sbagliare, ma al netto di offerte sotto costo, di svendite natalizie e di private label GDO e al netto della nota referenza base di una notissima maison cooperativa, mi pare uno dei prezzi più bassi a cui ho visto vendere una bottiglia di TRENTO.

Un prezzo MOLTO in campana, che racconta di una bottiglia adatta a chi non si vuole impegnare, e sbracare, più di tanto. Una scelta da aperitivo pomeridiano o da due tre quattro bicchieri con amici al bar senza dover fare un mutuo. Questo mi sembra dire il prezzo. E allo stesso modo il pakaging, così urlato e colorato. Sovvertitore dell’ordine costituito dei format paludati delle grandi e piccole maison, che rincorrono storia e tradizioni famigliari a volte, diciamocelo, perfino fastidiose perché tendono a metterti in soggezione. Robe del tipo:”Io sono io e voi non siete  un cazzo“.

Dunque prezzo abbordabilissimo e packaging ammiccante e sbarazzino. E il vino? Il vino è semplice, nonostante sia qualificato nella categoria di millesimati. Un vino sfumato al naso, con leggeri sentori della classica crosta di pane, ma senza strafare, e qualche fiore bianco, come il gelsomino, qualche accenno di miele in fondo. Tuttavia non rinuncia all’eleganza. In bocca è altrettanto sfumato, scappa via, non si ferma, non si trattiene (come dire che ti tocca berne un altro che tanto non succede niente).  E’ un vino giocoso, nel senso che gioca e fa giocare fra i bicchieri. Senza troppo fasciarsi la testa. E soprattutto  senza menarsela troppo. Packaging, vino e prezzo: tutto mi pare in linea e coerente. E se il tutto ci suggerisce qualche atmosfera prosecchista, pazienza non c’è niente di male. E va bene accussì.

E non è escluso che questa, anche questa, possa essere la strada per la popolarizzazione e la proletarizzazione (un mio vecchio cruccio) del TRENTO. Cosa che aiuterebbe, e non poco, la Denominazione, oggi ancora prigioniera di una visione eslcusivistica ed escludente e per questo inesorabilmente minoritaria, a penetrare un  mercato che, numeri alla mano, fa fatica a lasciarsi penetrare.

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237 Commenti

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  3. Walter

    Una domanda: come è il marchio TRENTODOC? di solito le due O del remuage sono dorate su sfondo nero, qui invece sono azzurre. Hanno cambiato o tutti possono fare come preferiscono a seconda della paletta di colori della loro etichetta?

    1. Boh…..
      Anche io ho sempre saputo che il marchio ha delle combinazioni limitate di colori. Però vedo che un po’ tutti fanno quello che vogliono….ne ho visti anche con la “0” Rossa…. questa è azzurra… si vede che il manuale d’uso è flessibile… bohhhhhh

      Allegati

    2. Dal sito TRENTODOC.COM – NON DICE NIENTE SUL COLORE, EVIDENTEMENTE È A LIBERA INTERPRETAZIONE:

      “Il marchio: un nome, un segno.

      Riportato su tutte le bottiglie dei produttori Trentodoc, il marchio deriva dall’unione del nome della città che gli dà origine, Trento, con il suffisso DOC, la Denominazione di Origine Controllata che indica il nome del vino. Il Trentino, dal Lago di Garda fino ai confini dell’Alto Adige, è terra di Trentodoc, vino speciale, spumante metodo classico.

      Nel design delle due “o” del marchio Trentodoc si evidenzia una delle fasi più caratteristiche del metodo classico, il remuage, l’operazione manuale di rotazione della bottiglia eseguita dai produttori Trentodoc sui tipici cavalletti di legno quando il vino è a riposo”.

      Allegati

        1. Canaglia Due Canaglia Due

          Eh insomma a me sembra un pò artigianale come etichetta. E anche il vino non mi entusiasma, poca struttura e una certa amarezza di fondo.. Poco gradevole secondo me.

          1. mwg mwg

            Ma lo vedi Zorro che scrivi tanto per fare? Non hai nemmeno un briciolo di interesse a scrivere qualcosa di intelligente… Digiti tanto per fare. Qui di parla di un piccolo produttore che lo fa per piacere personale e non per mero business… E i suoi fondi li investe sul prodotto. Si parlava di aziende che fanno grandi numeri e che hanno la potenza finanziaria per investire nella comunicazione pubblicitaria e lo fanno in modo poco rispettoso della donna (secondo il mio punto di vista). E poi non so nemmeno perche spreco il mio tempo a risponderti… Adios Zorro, vai a ubriacarti nel tuo night ci fiducia che le signoritas se le godono gli altri più furbi!

              1. Bordello

                Più casini e meno marketing.
                Mi fate ridere per quanto vi prendete sul serio. Vi state facendo dei segoni su una cosa che nel mercato mondiale dello sparkling non significa niente.

    1. Rossana P. Rossana P.

      Alice non perdere tempo con questa gente. sono degli insani di mente, si divertono così: a parlare male dei prodotti trentini. ma tanto nessuno li legge.
      Ps: @signor cosimo sono stata sufficientemente educata e rispettosa?

      1. Cosimo Cosimo

        Gentilissime Alice, Rossana, Albergatrice e via di seguito: questo è un blog personale (di alcune persone), non è una rivista, non è un organo di stampa, non è, soprattutto, una rivista della Provincia Autonoma di Trento. E a noi va bene così. A voi non piace? Non frequentatelo. Allontanatevi. Leggete altro. Vi posso anche consigliare cosa leggere se volete.
        Anzi vi allego il pdf di una interessante rivista (che ha segnalato ieri Zagor), cosi vi passate la domenica e magari vi fate anche quattro sane risate.
        Arrivederci e buon pomeriggio
        CPdR

      2. Cosimo Cosimo

        Vi suggerisco anche di leggere quest’altro documento, più recente: novembre 2015. Da cui se deduce che in sei anni sono stati perduti un milione di pezzi in venduto e un milione di pezzi in tirato. Chiaramente, poi i numeri uno li interpreta come vuole. Ma entrambe sono fonte ufficiali: la prima Terra Trentina – organo di informazione dell’assessorato all’agricoltura della Patt allora retto da Mellarini e presidente TNDOC Fausto Peratoner – la seconda il comunicato stampa Istituto trento doc – presidente Enrico Zanoni – del novembre 2015. Poi care Rossana, Alice, Albergatrice, fate voi in piena autonomia le vostre riflessioni e tirate voi le vostre conclusioni.
        Di nuovo buon pomeriggio e Addio Per Sempre (come diceva Totò)

        1. Alice Alice

          Contenti voi, allora va bene. Io volevo solo provare a parlare serenamente di vino trentino e di questo spumante. Ma si vede che a voi piace raccontarvela e cantarvela da soli. Scusate l’intrusione.

  4. @mwg. Bozza del probabile spot. Titolo : Galeotto fu il Vervè.. Due donne ( Angela Bassett e Hilary Swank ) camminano, si scontrano di spalla.. Altercano. Perà già aleggia un sentimento pacificatore.. Il cielo del Trentino si tinge di rosa Vervè.. Esce il direttore dello spaccio Vervè da un angolo con due calici per le due donne, già serenizzatesi.. Le donne baciano il direttore, bevono il Vervè, si baciano a loro volta. Il direttore molla il grembiule e si unisce al loro cammino per nuove avventure di vita. Pay.off : Vervè. Per me. Per te. Per l’Eternitè..

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  5. Zorro Zorro

    @mwg: lei studia troppo Gentile Signora, si faccia un po’ di esperienza e provi a frequentare qualche locale malfamato… si renderà conto che lo champagne e anche lo champagne italiano lì fra tette e culi per fortuna scorre a fiumi. Lì. 100 a 1. Questa la proporzione fra i night club e le sue casalinghe da GDO.

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  6. Certo che il blog potrebbe lanciare la sfida per l’ideazione di uno spot super.gender a favore del Vino del Trentino, come dice, acutissima, la signora mwg… Max 4 righe di testo…
    ( foglio UNIA4….) Conditio sine qua non : tutta roba originale, impostazione nuova, temi nuovi, donne in primo piano soprattutto..

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            1. mwg mwg

              Ahahahahah!!! Mi sento un po presa in giro… Sara mica che il blog è maschilista? Dovrò forse rivedere le mie frequentazioni web??
              Credo solo che la pubblicità dovrebbe smettere con questi stereotipi e concentrarsi su altri valori nel rispetto dei cambiamenti che la società attuale sta vivendo. Tutto qui.

  7. Jalousie……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

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  8. riflessione davvero interessante…io credo che il Trentino debba imboccare una strada più immediata, meno da sega mentale, scusa il termine, in campo spumantistico. E comunque, anche a me sembra che i produttori si vergognino di prodotti più sbarazzini. Ma sono quelli che poi ti possono permettere di mettere da parte risorse per pi creare prodotti più complessi. Un po come il cinema di serie B italiano degli anni 60-70 che però faceva cassetta. E con la cassa i produttori potevano anche permettersi di rischiare sul cinema d’autore.

      1. mwg mwg

        GMU, alcune volte, sarò sincera, non capisco le sue finezze benché comprenda si tratti di finezze allusive…
        Questa l’ho capita e credo che illustri inmaniera perfetta le idee che stanno alla base dello “champagne” trentino…

        1. Gentile mwg, le numerose, nonchè scientifiche, porta in faccia ricevute in Trentino mi sprigionano la visione di Alice.. Avrei preferito la visione della Kidman in Eyes wide shut.. Ma lì ci sono arrivati altri, con spot sopraffini….. ( dicunt….)

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          1. mwg mwg

            @Egr. GMU. Adesso qui mi sono persa. Ricordo il film e la Kidman e la scena a cui credo si stia riferendo, ma non ho afferrato chi si sia ispirato al film per lo spot.

              1. mwg mwg

                Lo spot esteticamente bello, non afferro il messaggio che vuole dare se non di nuovo l’utilizzo dell’immagine femminile sfruttata e deviante dall’idea della donna – non oggetto-
                Parlano del progetto “bellezze d’italia” e alle bellezze mettono davanti la solita ” bellezza”. Non mi è piaciuto.

                  1. mwg mwg

                    E il resto nei supermercati dove la maggior parte dei clienti è donna. Io mi dovrò modernizzare ma lei Zorro forse dovrebbe rivedere le statistiche ISTAT circa i consumi femminili degli ultimi anni. E a proposito, da dove ha preso il trend di vendita circa i night?

                    1. Zorro Zorro

                      esperienza signora MWG, esperienza..night club da palermo ad aosta passando per Lavis… e mi creda che il Ferrarino a prezzi astronomici va a ruba.
                      In quanto alle casalinghe della GDO… si identificano…

                    2. mwg mwg

                      Zorro. è libero di pensarla da “maschilista”, ma i numeri parlano chiaro… Sono sempre di più le donne, specialmente negli stati uniti e in giappone che scelgono il vino a tavola nei ristoranti, e la stessa cosa accade nelle enoteche. Checche lei ne dica (a quanto pare di night se ne intende) non credo che le sole vendite in questi locali di dubbia cultura e morale tengano in piedi il mercato delle bolle (m.c. e prosecco included).
                      Adesso non riesco a postare le indagini di mercato, ma se ha voglia di approfondire l’argomento, in rete è pieno di statistiche che mostrano quanto sia importante il gentil- sesso sul mercato del vino, specialmente fuori dall’Italia. Quindi prima fare certe affermazioni e dare consigli di “modernizzazione”, consiglierei di non basarsi solamente sulla propria esperienza personale, di guardare oltre e magari imparare ad usare meglio gli strumenti che la rete offre.
                      Qui solo un esempio http://www.uiv.it/le-donne-nel-futuro-dei-consumi-in-cina/
                      Quindi credo che tali tipologie di pubblicità siano ormai obsolete, la modernizzazione potrebbe essere quella di uno spot super – gender, e da questo punto di vista la Sociale di Roverè è stata un passo più avanti delle Cantine Ferrari.

                1. @mwg : infatti è uno spot bruttissimo.. Scolastico… L’unica cosa buona, in quei casi, e farsi pagare la fattura, come casa di produzione.. Dopodichè cercare di andare al Sundance Film Festival come “indie”oppure andare a Cannes tra pubblicitari milanesi suonati e spremuti.. Farsi due ostriche da Astoux condite da un pessimo Muscadet e pensare alla Venexia dei bàcari…

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                    1. Cosimo Cosimo

                      Albergatrice e Rossana, vi invito a tenere un comportamento educato e rispettoso nei confronti degli altri utenti. Altrimenti si sloggia, vi sloggio. Ok? Ci siamo capiti?

  9. Lucio

    Che bel vino: giovane e fresco e soprattutto ad un prezzo alla portata di tutti: lo ho pagato due euro al bicchiere al bar poco fa. Bravi lo comprerò per il pranzo di natale.

        1. Tex Willer

          E’ solo al 40% di Chardonnay, quindi non è che siano necessari poi tanti tanti ettari per produrlo questo Trentodoc, non pensi? E poi a dire il vero non sopporto che si nomini solo “Roverè”, il nome corretto è Roverè della Luna! 😉

            1. Claudio Claudio

              …e poi speriamo che nessuno controlli… perché potrebbe accorgersi che la “luna” o ansa dell’adige oggi appartiene per il 50% a… Mezz(a)ocorona e l’altro 50% a Faedo… mamma mia, già vedo nascere serie tensioni sul…”marchio”…

              1. Tex Willer

                No dai Claudio Rovereto, no, immagino tu ti sia sbagliato, e poi che controllino pure non abbiamo nulla da temere è tutto sotto la luce del sole e soprattutto della luna…

                Ci sarebbe però un altra versione sulla “luna”, questa sostiene che il nome “luna” potrebbe anche derivare dalla italianizzazione del sostantivo bavarese lahn o laeun che significa slavina, frana.
                Nome “Laeun” che la Cantina Sociale di Roverè della Luna ha utilizzato per una linea vini che ti riporto in foto.

                Allegati

                1. Claudio Claudio

                  …mmh…va bene Tex… ti concediamo una proroga all’uso della “Luna” ma comunque procederemo d’ufficio ad un approfondimento della storia della slavina… Per tua informazione ci sono già i legali della Nasa e di Mezzacorona alla porta…forse il Dott Rossi potrebbe avere nel suo fornito archivio qualche vecchia pergamena scritta in caratteri runici che potrebbe aiutarci a gettare un raggio di luce sulle origini ariane del nome del paese del pinot grigio… Procederemo a breve anche ad un censimento di tutti i viticoltori maschi del paese per vedere quanti hanno occhi azzurri e folta chioma bionda…

                    1. ah.. il Dio Saturno….. da sempre io gli sono devoto.. è a sola autorità spirituale a cui io sia mai stato…fedelmente… devoto.. e voi..voi ..voi..che lo avete annegato nel pinot grigio.. Vergogna!

                    2. Tex Willer

                      Da che mondo è mondo Tiziano il vitello d’oro ha rimpiazzato qualsiasi divinità, però mi piacerebbe sapere cosa avrebbe fatto chiunque al nostro posto, in quale altro modo si sarebbe riempito la “nostra pancia” perché del senno di poi son piene le fosse.

  10. Aldo

    Chi ci sta ad organizzare una degustazione cieca di Rosè TRENTO entro la fine dell’anno? attendo risposta. grazie.
    eventualmente il blog può mettersi a disposizione per raccogliere le adesioni?

    1. Ciano Ciano

      Ma se ne abbiamo fatta una degustazione di mc trentino. Ne volete già fare un’altra? Perché invece non facciamo qualcosa mirato su altre regioni? Magari toscana o piemonte?

  11. Alice Alice

    Il Vervè Rosè lo ho bevuto a Verona da amici ieri sera: lo ho trovato gradevole, gradevolmente delizioso, con fruttini di bosco e tenui sentori di lievito. Forse il colore un po’ anticato lascia un pochino a desiderare. Però mi è piaciuto sul serio.

    1. mwg mwg

      Aggiungo e finisco OT.
      Vervè fa rima con Grand Bleu… non è che si siano ispirati anche qui per il packaging? Si sa che l’ispirazione, qui in Trentino, la si scopiazza dagli altri trentini (l’oltralpe francese dista assai)… sia mai di far un passo fuori tappa Provincia. Badate l’ho scritto con P maiuscola.

  12. Albergatrice Albergatrice

    Io lo sto vendendo molto bene e ai miei clienti piace. Complimenti alla Cantina e al TRENTODOC. Lo scrivo io TRENTODOC, visto che voi non avete nemmeno avuto il coraggio di menzionarlo.

    1. Tex Willer

      E’ quello che mi diceva stamane anche il barman del locale che frequento io abitualmente, mi diceva infatti che chi prima optava per un anonimo prosecco ora punta deciso, complice un po’ per campanilismo un po’ anche il prezzo non proprio esagerato, al Vervè così anche chi prima sceglieva un classico Chardonnay o un aromatico Gewürztraminer ora chiede questo nuovo TRENTODOC e per la Cantina di Roveré della Luna si preannuncia un grande successo, a questo punto tutto meritato.

      1. Lucy Lucy

        Anonimo Prosecco? Guardi signor Tex che il Prosecco fa ormai 400 milioni di bottiglie (il doppio dell’imbottigliato in trentino e 4 volte il vino totale del Trentino) e chiamarlo anonimo… è
        perlomeno..ingenuo.
        Se poi nel suo piccolo paese delle meraviglie per campanilismo… capita questo…. sappia….che “no ghe fe gnanca le gate” al Prosecco…

        1. Tex Willer

          Anonimo nel senso che al barman il cliente chiede “un prosecco” e non un “bepin de eto” per esempio, mentre nel nostro caso il cliente chiede, pretende il “vervè” poi i numeri del prosecco li conosciamo tutti, altrochè.

  13. il Conte il Conte

    .. robe del tipo: ”Io sono io e voi non siete un cazzo“. (Sordi nel Marchese del Grillo) – mi piace però ricordare Villaggio “una cagata pazzesca !”
    Non so e non ho assaggiato ma non vorrei che fosse come il Grand Bleu della Lagaria, una spiaggia della Normandia …., una delle ultime spiagge. E il Nosiola ? Qui a furia di re-inventare ci dimentichiamo i veri autoctoni quelli che ancora non si sono fatti un nome sul mercato fuori dai mercatini di Natale.

      1. il Conte il Conte

        Non so ma a suo tempo fu l’ultimo respiro della Lagaria Vini che ci si affogò quasi dentro. Il Grand Bleu aprì la serie trentina del “copiamo il Veneto” – con i frizzanti di fantasia

            1. Romano Romano

              Caro Scettico, io preferisco quello che posso permettermi: per me una bottiglia da nove euro è già un lusso. Se lei può permettersi di più, beato lei. Magari Lei è uno di quelli dai vitalizi d’oro. Io no.

          1. susyD

            Buonasera a tutti. ho seguito la discussione e ‘appunto circa il Grand Bleu di Concilio oggi. Mi sono permessa di chiedere ad alcuni amici e mi confermano che non sia più in produzione da un anno. Mi chiedo quindi come possa essere in degustazione all’Enoteca Provinciale di Palzzo Roccabruna.

            1. Cosimo Cosimo

              Susy, io non so se il grand bleu sia mai entrato nelle magnifiche sale e nei suntuosi saloni dell’enoteca provinciale, quello che so è che anche in questo momento il Grand Bleu compare sul sito di Concilio.
              Se non lo producono più, forse sarebbe il caso che lo facessero sparire anche dalla rete.
              Questo shot lo ho fatto ora..istantaneo..

              1. il Conte il Conte

                Per fortuna non ha più quella orrenda bottiglia blu, trovata in Germania e adottata in onore di “Azzurra” : la trovata da far rizzare le uve sui pali.
                Ricordo benissimo che all’epoca i fratelli Grigolli (soci in Lagaria) non gridavano dalla gioia dato che in listino c’erano i vini del Concilio, vini di gran pregio come il Mori Vecio, il Marzemino dei Ziresi, ecc. , lasciati commercialmente lì per la bottiglia blu.
                Specialmente non urlava dalla gioia l’amico e grande innovatore Vigilio Grigolli che probabilmente non amava regate e facili mode ….

                1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

                  Vigilio Grigolli è stato uno degli innovatori rispettoso della nostra terra e della Vallagarina in particolare. Seppe intuire anche un “Novello di Teroldego”, vino perfetto e di grande classe che si sarebbe dovuto inserire tra i novelli del tempo.
                  Fu tanto capito in azienda da essere dimenticato in cantina e nella vendita : ne comprai otto cartoni da 12 che ho bevuto magnificamente e regalato da nord a sud. Tutti mi chiedevano dove potevano comprarlo ma non potevo rispondere che non si sarebbe prodotto più !
                  Non converrebbe ricominciare di nuovo da capo e rivedere con maggiore attenzione tutte queste nostre nuove invenzioni ?

                  1. il Conte il Conte

                    Non solo, pubblicità, locandine e poster lo glorificavano in foto con un bellissimo cappello da ufficiale di marina, sulle ventitré. Analogo a quello che alcune sentimentali barzotte ubriache si pongono sul capo nelle feste degli Alpini …..
                    Fu davvero un flop commerciale con tanto di investimenti pubblicitari e ragionieri mezzemaniche in apnea aziendale : tutti sicuri di un grande successo. Furono solo le due bolle di autoclave di troppo per un’azienda già in carenza di ossigeno, di idee e di concordia societaria. Pochi sanno che la prima produzione fu fatta in Veneto, perché da noi eravamo poco capaci. Cosa dire ? Concordo anch’io : W i Grigolli, vecchio padre e figli !

                    1. il Conte il Conte

                      Di quell’epoca non ho più nulla ma in compenso gli onesti professionisti trentini della comunicazione ci sono ancora, con i capelli grigi come me.
                      Premetto che fecero un lavoro onesto vista la confusione societaria e gli stravaganti input (il vino che farà furori sugli yacths) ma fu un flop quanto la desparecida bottiglia blu. Ci sono ancora e potrebbero partecipare e documentare ! Furono tanto professionali e pazienti che per i vini del Concilio fu scelta un’agenzia di Milano, quasi negli stessi mesi. E anche questa seppur professionale non seppe fare molto per prodotti che non andavano
                      molto fuori provincia.
                      Dopo due anni circa la società fu venduta … meglio così, penso oggi !

    1. il Conte il Conte

      Caro Amico, ma non capisci il messaggio subliminale ? Ricorda “Pelè” (grande fama e grandi gol), la mosca Tse Tse (che la trovi in ambienti ricchi ed esotici), “un due tre, in buca c’è”, bottiglia adatta a coronare i grandi percorsi di golf, ricorda “C’è” che se non sbaglio è un elegante caffè tostato del Veneto, ecc. ecc. Insomma quando si mette l’accento sulla “e” un nome, un marchio è pronto al successo e alla penetrazione assoluta in ogni mercato.
      Vergogna Morgan, dimenticare queste cose importanti e ricordare invece la Pompadour che non meritava questo da una persona saggia come TE’ !!!

            1. Cosimo Cosimo

              Gentile Alice – Eva Kant si vede che lei è nuova su questo blog: qui infatti l OT regna sovrano .. E ci piace pure…. E vedrà che piacerà anche a lei se vorrà trattenersi con noi

            2. il Conte il Conte

              Gentile Alice, qui non si litiga e non ci prendiamo in giro.
              Moltissimi di noi preferiscono colloquiare anche intensamente davanti ad un bicchiere di ottimo vino e non solo strabuzzare gli occhi e metterci il naso dentro.
              Quindi il vino è sempre il protagonista anche se preferiamo talvolta sorriderci sopra ed un sorriso penso non abbia mai fatto male a nessuno, neppure a lei.

    1. mwg mwg

      Sinceramente non lo conosco il prezzo al pubblico. Lo scoprirò alla serata di Maso Poli perché, ovviamente, la #superpresenzialistastacanovista come mi ha hastaggata titty, non mancherà

      1. canarino Titty canarino Titty

        @MWG, io e la mia Canarina ti abbiamo sgamata ieri in serata a Maso Poli. Complimenti per il look 🙂
        Ps: il Maso Poli Riserva in offerta a 20 € per l’evento…

            1. mwg mwg

              Son spiacente canarino… La signorina che hai scambiato per me sarà sicuramente grata dei tuoi complimenti circa il look… Ieri sera ero in casa rintanata causa influenza.

                1. canarino Titty canarino Titty

                  FOTOCOPIA zorro ancora non hai scritto nulla. Sei una caricatura di te stesso. In cerca di gloria con la penna. Fai fango contro il sistema mentre gli lecchi la faccia. NIKNAME DI TROPPO SPESSORE PER TE. CHIARO?

    1. mwg mwg

      Volentieri.
      Bolla vivace di un bel giallo paglierino. Un bel naso fine e complesso, sentori floreali, pane brioches, mela e nota agrumata. Un ingresso morbido in bocca, una buona freschezza e una buona persistenza che chiude con un finale elegante. Al buio non ho dato un gran punteggio, forse frettoloso, ma nei descrittori ho speso diverse note.

    1. mwg mwg

      Zagor, io l’ho assaggiato, è più intrigante di un prosecco e più immediato di un MC. La mia impressione, soprattutto sul Rosè, è stato quello di una caramella (piace a tutti e mette tutti d’accordo). Se lo penso paragonato ai MC che son abituata a bere mi lascia perplessa, ha poco in comune. Se mi metto nei panni di coloro che vogliono bere bene (non miscugli vari, coktails e roba simile) e “sano”, questo sicuramente è un prodotto è immediato e, col senno di poi, il packaging non passa inosservato. Tanto più che siamo ancora qui a discutere del Vervè e i nuovi nati quali Riserva Maso Poli e Moser Rosè, non se li è filati nessuno su questo blog (personalmente Maso Poli riserva mi è piaciuto moltissimo).

  14. mwg mwg

    Corsi ONAV, corsi Sommelier (AIS, ASPI, FIS, etc.), corsi avvicinamento al Vino delle azienda, Corsi Slowfood, corsi per chi ne ha più ne metta… tutti a divenir esperti del vino… e se invece fosse il vino a fare un passo indietro? A scendere dal trono per ritornare tra i comuni mortali? E chi lo ha detto che un grande MC dev’essere austero, imponente ricco e soprattutto difficile tanto da obbligare le persone a capirlo?
    E se un MC scendesse dal “caregone” per avvicinarsi ai comuni mortali inesperti a cui piace bere senza troppe pippe mentali? Fa riflettere…. davvero.

  15. Zorro Zorro

    Concordo con @Io: bravissimi a Rovere della Luna. L’autore del post mi sembra abbastanza critico. Ma a me è piaciuto moltissimo, soprattutto il Rosè. Un’altro bel risultato della nostra cooperazione.

  16. Silvio Silvio

    Scusate ma che senso ha fare un metodo classico che fa il verso al Prosecco? Non penserete di vincere la sfida (di numeri) facendo un trento prosecchizzato? Se è così tanti auguri, ma avete già perso in partenza.

  17. Lucy Lucy

    Io lo ho bevuto, e anche il rose, me lo ha portato un amico: li ho trovato proprio buoni. Bello questo Trentino che fa sempre cose cosi buone e così nuove. Avanti tutta !

  18. Suavis Suavis

    Mi ritrovo nelle parole dell’autore del post: una strada semplice e easy è percorribile anche per il metodo classico. E anche il prezzo ha la sua importanza: ora bere un mc al bar o in enoteca è quasi proibitivo. È difficile trovare prezzi inferiori ai 3.50. Il verve credo che alla fine possa essere venduto a 2.50. O sbaglio?

      1. Silvio Silvio

        ma non siete voi quelli che poi si lamentano quando trovate in giro le offerte e gli sconti e allora vi strappate i capelli? Poi venite qui a dire che è troppo caro. Mah…coerenza coerenza…

  19. Ciano Ciano

    Ho partecipato alla degustazione al buio di venerdì organizzata da SKYWINE: a me è piaciuto molto e avevo dato un punteggio alto: mi pare 88/100. Però in effetti chi mi stava vicino storceva il naso. Ripeto a me è piaciuto molto.

    1. Ciao Ciano, vero c’era fra i punteggi un 88/100, tuttavia appunto il resto dei voti era molto più basso. Credo davvero che si tratti di una strada diversa, e forse anche noi che assaggiamo dovremmo affrontare le bottiglie liberi da ogni condizionamento. E il condizionamento non è solo quello della bottiglia, ma anche quello di un gusto consolidato.

  20. Curiosa&Sospettosa Curiosa&Sospettosa

    Cosimo io lo ho assaggiato ieri a Rovere della Luna, anzi ti aspettavo. A me è piaciuto tantissimo davvero. Mi sembra che tu non abbia gradito molto. O sbaglio?

  21. ENOGRISU'

    Buona sera a tutti rispetto tutte le vostre autorevoli considerazioni comunque io sono riuscito a degustare questo prodotto al Palazzo Roccabruna … lo trovo un prodotto beverino e genuino a tratti anche ruffiano ….. e se posso Sign. Zanetti il contadino fa sempre COSE BUONE E GENUINE!!!

    1. Sandokan Sandokan

      beh insomma..a volte il vino contadino.. non è proprio ne genuino ne buono te lo assicuro. Comunque non conosco questo spumante: provvederò ad acquistarlo e vi saprò sapere.

      1. canarino Titty canarino Titty

        diria en bolla,ti no set ne ruffiano ne banale… il giusto.Molto equilibrato a 360° sia sul pack che sul tast…Quindi si grazie e gentile…molto.BUON VARO!

      2. canarino Titty canarino Titty

        caro Tiziano ,sedimentato il fatto che il Verve’ e’ un po alternativo come te,esiste una degustazione istituzionale e AGGIUNGO AL BUIO?? Degli MC presenti alla rassegna UFFICIALE TRENTODOCBOLLICINESULLACITTA’? Ciao Tiz…

        1. Tano Tano

          Non credo, almeno io non ne ho avuta notizia. Le degu professionali sono state fatte di sicuro ma non al buio. Però non essendo stato fra i fortunati invitati alle iniziativa di BOLLICINE sulla città, non posso giurare.

      1. Alberto Zanolli

        Bevuto Alla Cantina Di Rovere Della Luna. Venduto in offerta 2 bottiglie 15.00. Degustato in Colici Di Luca Bini. A mio parere Direi Spumante del Contadino

          1. io io

            Amico Canaglia , ascolta : secondo me ”vino del contadino” detto così non è proprio un complimento . Forse il signore voleva dire vino difettoso, con i ”difetti” del vino del contadino? Boh, lui lo sa , è giusto che esprima la sua opinione. Io allora esprimo la mia, ho assaggiato una bottiglia di questo spumante che un mio amico aveva portato a cena da me settimana scorsa. Senza sapere il prezzo io lo avevo giudicato un buon vino spumante, non mi pareva nè difettoso nè di basso livello , bravi a Roverè secondo il mio parere che conterà anche un cazzo ma è il mio parere e quindi me lo tengo stretto ! Quello conta per me come consumatore!

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