IL CROWDFOUNDING DELLA NONNA

nonna papera

comunicato stampa PAT – 20 gennaio 2016

 Grande interesse per il workshop promosso da Trentino Sviluppo dedicato alle caratteristiche e alle potenzialità del finanziamento collettivo

Crowdfunding per le imprese. Il Trentino territorio ideale
Con le sue 116 startup innovative e una percentuale del 1,21% sul totale delle società capitale, la più alta in Italia, il Trentino si presenta come il territorio ideale per il crowdfunding. Questo termine, ormai sempre più diffuso, fa riferimento al finanziamento collettivo basato sulla collaborazione tra persone e gruppi che credono in una determinata proposta e scelgono di sostenerla. Un concetto antico, come quello della raccolta fondi, che però oggi si avvale di Internet attraverso apposite piattaforme e si declina in diverse forme, tra cui l’equity crowdfunding per startup e piccole-medie imprese innovative, che prevede per i diversi sostenitori una partecipazione nel capitale della società. Se n’è parlato martedì 19 gennaio nel workshop “Crowdfunding per le imprese” organizzato da Trentino Sviluppo alla Trentino School of management (Trento). L’incontro ha approfondito il tema del sostegno all’innovazione da parte dell’ente pubblico e il ruolo dei diversi soggetti coinvolti, dalle banche alle piattaforme dedicate. Circa un centinaio i partecipanti, a prova dell’interesse crescente per questo tema.

Rimettere al centro le persone e le idee nelle operazioni di finanziamento. Quello che il crowdfunding propone non è solo un modo alternativo per sostenere progetti di valenza sociale, culturale, economica, ma un profondo cambiamento di prospettiva che sta già influendo sul mondo delle imprese. La crescita significativa dell’utilizzo del finanziamento collettivo attraverso le piattaforme di crowdfunding sta risvegliando l’attenzione di tutti i soggetti del sistema economico, privati e pubblici. In Italia, nel solo 2015, il crowdfunding ha permesso di raccogliere 56,8 milioni di euro e il numero di proposte presentate ha superato la soglia delle 100 mila.
Gli ambiti sono i più vari.

Pensando al Trentino, grande eco hanno avuto, ad esempio, le “Funne”, le nonne di Valdaone che sono riuscite, grazie al crowdfunding, a vedere il mare per la prima volta, o i diversi progetti realizzati dagli istituti scolastici, ad oggi i più attivi su questo fronte.

Questa modalità di finanziamento sta suscitando sempre più interesse anche nel mondo imprenditoriale, in particolare nella declinazione dell’equity crowdfunding che prevede, come contropartita dell’investimento erogato, una partecipazione nel capitale della società proponente.
Uno strumento dal grande potenziale e interesse, come testimonia la nutrita partecipazione al workshop “Crowdfunding per le imprese” promosso da Trentino Sviluppo e ospitato nell’Aula magna della Trentino School of Management di Trento, cui hanno preso parte circa un centinaio di persone, imprenditori, liberi professionisti, rappresentanti delle istituzioni, cittadini interessati.
L’incontro è stato aperto dall’intervento di Paolo Nicoletti, direttore generale della Provincia autonoma di Trento, che ha sottolineato l’impegno dell’ente provinciale nel sostegno di questo tipo di finanziamento, “un importante strumento di partecipazione e coinvolgimento che, oltre ad offrire nuove possibilità in un momento di contrazione delle risorse, rafforza il contatto con il cittadino permettendo così di rispondere meglio alle sue esigenze”. Tra gli attori protagonisti della promozione dell’innovazione in Trentino e sul territorio nazionale c’è senza dubbio Trentino Sviluppo, rappresentata dal consigliere delegato Sergio Anzelini che ha sottolineato come il crowdfunding sappia rimettere al centro il valore dell’idea, nel nostro Paese storicamente in secondo piano rispetto alla valutazione delle garanzie. Una prospettiva nuova che sprona l’innovazione e si basa sulla fiducia della società in cui si inserisce, attraverso il sostegno degli investitori. Un concetto approfondito da Michele Nulli, della Provincia autonoma di Trento, che ha illustrato l’interesse per la diffusione del crowdfunding, uno strumento attraverso il quale l’ente pubblico e i cittadini operano in un’ottica di partnership, “come membri di una stessa squadra”. La fiducia e la credibilità conquistata da un’idea sulle piattaforme di crowdfunding diventano così un importante elemento per la valutazione delle proposte.
Ma come funzionano queste piattaforme? L’ha illustrato Matteo Piras di Starsup Srl. “L’equity crowdfunding è al momento la categoria di finanziamento collettivo meno diffusa, nonostante sia quella dal potenziale maggiore”. Possono attivare l’equity crowdfunding le startup innovative (5.161 in Italia) e le PMI innovative (111), attraverso portali autorizzati dalla Consob. Le proposte vanno presentate in base a specifici criteri e per essere realizzate necessitano della presenza di un investitore professionale per il 5%. Un fattore sul quale si sta attivando anche Trentino Sviluppo per l’individuazione di potenziali investitori per il settore dell’innovazione. I vantaggi per le imprese nell’attivare una campagna di crowdfunding, oltre all’aspetto finanziario, riguardano l’alta visibilità e la creazione di una rete di contatti. Chi investe, oltre ai potenziali guadagni, gode di sgravi fiscali e diventa parte attiva di progetti dall’alto potenziale innovativo.
Dare impulso a questo tipo di realtà favorisce la nascita di un’economia attiva e giovane. Le startup italiane, infatti, rappresentano un importante settore occupazionale e produttivo con 24 mila dipendenti e 19 mila soci a livello nazionale e una buona percentuale di giovani (sono il 23,9% le startup a prevalenza giovanile, il 40,2% quelle con almeno un giovane). Le prospettive in relazione al mondo del lavoro sono state illustrate da Fiammetta Giurato di SIDA mastergroup. La ricaduta occupazionale è su più fronti con le nuove assunzioni fatte dalle aziende che hanno attivato il crowdfunding e le figure professionali legate a questo strumento, per la gestione delle piattaforme e la consulenza alle imprese che intendono utilizzarle.
Tra gli attori in gioco non manca il sistema bancario, come ha ricordato Paolo Donnarumma di Banco Popolare. “I portali di equity crowdfunding creano le condizioni per il prestito di denaro. Le imprese possono formarsi una base economica e di fiducia, diventando così realtà meno rischiose agli occhi delle banche. È importante, però, lavorare tutti affinché questo strumento venga utilizzato di più rispetto ad oggi”.
L’incontro si è concluso con il dibattito e numerose domande da parte del pubblico in sala che hanno riguardato la selezione delle proposte, le strategia di comunicazione a loro sostegno e le prospettive offerte da questo strumento, che parlano di un sistema economico basato sulla partecipazione, il talento e la maturazione della classe imprenditoriale. (f.r.)

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