DOC TRENTO: I NUMERI. QUELLI VERI (2)

Li abbiamo cercati per tanti anni i numeri (veri) della DOC TRENTO. Abbiamo provocato, abbiamo stimolato, abbiamo cercato. Ma senza risultato. Aspettavamo una comunicazione ufficiale che non è mai arrivata, né da Istituto, né da Consorzio Vini. Loro, i numeri, invece erano lì pronti ad aspettarci, fra le carte della Camera di Commercio di Trento. Bastava solo cercare bene e nel posto giusto. Del resto ci dovevano essere, questo lo sapevamo.

Ed eccoli qui, questi benedetti numeri: quelli che abbiamo trovati riguardano le sboccature di TRENTO dal 2008 al 2014; manca, forse perché non abbiamo cercato ancora bene, il 2012. In ogni caso la dinamica evolutiva denominazione risulta comunque abbastanza chiara. Si va da un minimo produttivo registrato nel 2013, poco più di sei milioni di pezzi (in bottiglie da 0,75 L.) nel 2013 ad un picco in alto del 2010, con un più di otto milioni di pezzi. In mezzo una dinamica molto ondivaga, che nel 2014 tentava una ripresa.

I numeri sono estrapolati dalle tabelle contenute dai documenti ufficiali elaborati da Camera di Commercio di Trento e riguardano l’intera denominazione TRENTO, quindi anche le bottiglie escluse dall’esclusivo club TRENTODOC, istituito nel 2007

DOC TRENTO
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2008: 7.059.040

2009: 7.771.519

2010: 8.149.817

2011: 6.965.070

2013: 6.187.232

2014: 6.796.325

 

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69 Commenti

  1. Claudio Claudio

    …nel 2007 è stato istituito…l’istituto, quindi, in attesa di sapere quali sono i numeri definitivi ad esempio degli anni 2007-2008-2009, per adesso accontentiamo i vari mazzieri e teniamo sul banco entrambi i “mazzi di carte”… (in blu i dati che meriterebbero un piccolo approfondimento…).

    Allegati

  2. Claudio Claudio

    …una panoramica in maggior profondità sui numeri della produzione di Trento Doc degli ultimi 25 anni:
    1991: 6.400.000
    1992: 6.300.000
    1993: 6.000.000
    1994: 5.000.000
    1995: 4.200.000
    1996: 4.600.000
    1997: 4.960.000
    1998: 5.100.000
    1999: 6.500.000
    2000: 5.900.000
    2001: 5.978.000
    2002: 6.797.700
    2003:
    2004:
    2005:
    2006:
    2007
    2008: 7.059.040
    2009: 7.771.519
    2010: 8.149.817
    2011: 6.965.070
    2013: 6.187.232
    2014: 6.796.325

    Allegati

    1. Credo di aver recuperato i dati mancanti. per mc e charmat …
      la fonte è cvt ma la tabella è pubblicata sul rapporto camera di commercio di Trento 2011 sulla vitivinicoltura. Però mi pare che qualcosa non quadri.. con i numeri 2008 – 2009 pubblicati dallo stesso ente sui report agro alimentare.
      Boh …chi vivrà vedrà e capirà

      Allegati

      1. Sandokan Sandokan

        Così però …. non si capisce più un cazzo, scusate la parola.. ma nelle annate 2008 – 2009 fra i numeri della prima tabella e quelli della seconda c’è uno scostamento di due milioni di bottiglie.
        Se non siete sicuri di quello che pubblicate, evitate almeno di pubblicare stronzate!

        1. In realtà Sandokan, entrambi i numeri provengono dalla medesima fonte: l’osservatorio agro alimentare della camera di commercio. I numeri sono quelli forniti da loro. Chiaro che c’è uno scostamento importante, cercheremo di capire domani, chiedendo direttamente alla fonte.
          Ma è altrettanto chiaro che questo scostamento mette una seria ipoteca su tutti i numeri che abbiamo pubblicati fino a qui. Ma questo non dipende da noi, ma dalla fonte, che ripeto è una, anzi la, fonte istituzionale. E fra l’altro anche ente preposto ai controlli sulle doc.

      2. Cosimo

        Precisazione autentica: i numeri 1991- 2009 di questa tabellina si riferiscono al “tiraggio”.
        Quelli successivi, alla sboccatura , compresi gli anni 2008 – 2009 pubblicato sulla tabella precedente.
        Detto questo, secondo me qualcosa ancora non torna. Però…

          1. canarino Titty canarino Titty

            no,no… A ognuno il suo. Tu il tuo lavoro lo fai benissimo, non tutti sanno così nelle viscere, enoviticole. Molti “ignari ti danno poi degli assist pazzeschi” … come il canaria

  3. Claudio Claudio

    …ora, possiamo diercelo tra di noi, a porte chiuse!… Numeri poco lusinghieri questi postati da GdT sul MCTNDOC e commentati da Cosimo… Anche se è giusto evidenziare che si riferiscono alle sboccature e NON alle vendite sappiamo che sul medio periodo le due cose coincidono. Sarebbe da dire… contenti loro contenti tutti… se non fosse per un piccolo dettaglio… ovvero l’uso (abuso? spreco?) di denaro pubblico, quindi anche il mio di contribuente, che da anni piove copioso sulle casse dell’istituto. Così scriveva il Dottor Ziliani il 3 Maggio 2012 riferendosi a quell’anno: «…Sarebbero oltre ottocentomila euro di soldi pubblici (un miliardo e mezzo delle vecchie lire), una buona parte già spese per il mega stand al Vinitaly, “offerte” loro malgrado dai contribuenti alla causa della promozione del TrentoDoc… ». Conosco troppo bene le difficoltà di vendere, sopratutto di vendere una categoria difficile come il metodo classico per cui non me la sento di dare giudizi superficiali sulle vendite. Due cose però le ritengo doverose. La prima e immediata riflessione è che appare evidente come a nessuno degli associati pare interessi analizzare seriamente i dati aggregati. Se così fosse si sarebbero già dati da fare per tempo. Di sola pubblicità non si cresce. La sola pubblicità non serve a niente se contemporaneamente non c’è anche il coordinamento della rete di distribuzione ed i meccanismi di incentivazione, promozione, formazione ecc… per posizionare i prodotti degli associati. E’ come se il genio militare costruisse un ponte ma poi non ci fosse la fanteria che lo usi… passano solo un paio di carrarmati e subito dietro c’è già la camionetta con la targa “FINE COLONNA”… Appare chiaro che ogn’uno di loro badi solo al proprio business, con o senza metodo classico… Il comparto collettivo trentodoc?… se si vende… bene, altrimenti l’importante e che si venda qualcosa d’altro, non importa cosa… Legittimo, sì legittimo finchè si vuole ma non serio. Se ci si associa per una causa, un obiettivo ci si deve impegnare tutti quanti per raggiungerlo, altrimenti è più serio sciogliere le fila. La seconda riflessione deriva dalla prima: il “collettivo associato” dà quasi l’impressione di essersi “incollato” alle poltrone della sovrastruttura chiamata istituto trentodoc solo perchè ci sono contributi pubblici da intercettare… a guardare i numeri, purtroppo, non si riesce a vedere nessun altro “alto ideale” o “visione strategica” che li tenga insieme… Non sarebbe ora che qualche uomo di buona volontà si togliessero il cappello e si rivolgesse al Twb per una chiacchierata?

    1. Cosimo

      E invece caro Claudio, sai cosa capita? Capita che gli associati si siano piuttosto disturbati per la pubblicazione di questi numeri. In questi giorni ho avuto modo di interloquire con qualcuno di loro e mi sono dovuto sorbire anche i loro rimproveri.
      Credo si sia tutti vittime e/o attori una sorta di egemonia culturale – che non riguarda solo il MC o il vino – in Trentino: è l’egemonia autoritaria e a volte autorevole del principe vescovo, anche quando il principe vescovo non c’è. Più.

    2. Cosimo

      Che poi @Claudio…. noi ci sbattiamo……per avere due cazzo di numeri sulla doc TRENTO.. lì..come i mona a fare l’esegesi filologica…. ad interpretare le smorfie…..del presidente…per capire..quali siano i numeri.. poi invece..magari…ci viene il capriccio di conoscere.. i numeri del Durello.. o dell Amarone..e bastano due clic…(due..non tre) ..e veniamo a sapere tutto e di più…
      http://www.siquria.it

  4. Zagor Zagor

    Bene allora questi i numeri del trentodoc. E in totale quante sono le bottiglie di vino trentino doc e quanto le bottiglie igt? perche così non dicono molto questi numeri, se non sono correlati con il resto.

    1. non è tanto facile, zagor, arrivare a questo numero, perché fra doc e igt un po ci si perde.
      un numero interessante però è questo:
      Nel 2014 sono stati raccolti 832 mila quintali di uve doc. Mentre il fase di imbottigliamento gli ettolitri sono 350 mila, chiaro che qui c’è un declassamento consistente dalla doc trentino (e teroldego e casteller e Trento) verso altre mete.

          1. Angelo Rossi Angelo Rossi

            Si nota p.es. che fino al 2008 la tabella riporta correttamente “Trento” e dal 2009 in poi “Trentodoc” come se fosse cambiato il Decreto di riconoscimento.

        1. Federico Federico

          I numeri aiutano a capire. Non dicono tutto, ma abbastanza. Si capisce ad esempio che il momento non è facile neanche per lo spumante. Nonostante si parli sempre di boom spumantistico e crescita continua, i numeri sembrano dire il contrario. Purtroppo aggiungo, perché sarebbe effettivamente bellissimo se il TrentoDoc avesse il vento in poppa. Poi bisogna anche dire che comunque bisogna anche considerare il valore, altrimenti diventa un discorso monco. Meglio 6 milioni di bottiglie vendute bene e con buona marginalità che 9 milioni di bottiglie vendute così così. Ma questo è un altro approccio al problema.

          1. Cosimo

            Hai ragione Federico: mancando i dati sul valore, l’analisi è inesorabilmente incompleta. E dice poco. Ma, mancando un Osservatorio prezzi, risulta difficile capire l’ammontare del valore e la sua evoluzione.
            Il presidente di Istituto (che però generalmente si occupa solo di TRENTODOC e non di denominazione) recentemente ha dichiarato che il valore complessivo è di 70 milioni.
            La mia sensazione è che questo sia un valore molto sovrastimato: non voglio mettere in dubbio le parole di una persona per bene come il dottor Zanoni e tuttavia la mia sensazione è differente.
            Dunque, vediamo come arrivo alle mie sensazioni: se stiamo parlando di circa 7 milioni di bottiglie, credo sia verosimile pensare che almeno 5 milioni prendano la strada della GDO, si tratta di due referenze che conosciamo. Una, diciamo una milionata di pezzi, che il consumatore finale acquista mediamente a 7/8 euro e l’altra (4 milioni ?) a circa 12/13 euro.
            Se le cose stanno così, diciamo che il mercato della GDO vale, franco cantina, circa 25 milioni. Ci siamo? Più o meno. Poi ci sono un paio di altri milioni di bottiglie… , siamo generosi, la buttiamo come prezzo medio sui 10? … Altri venti milioni. Restando larghi.
            Insomma, diciamo che il settore potrebbe valere meno di 50 milioni di euro. Più o meno. Secondo me più meno che più. Ma qui chiedo aiuto a @Claudio che è molto più addentro ai mercati di quanto non sia io.

            1. Claudio Claudio

              @Cosimo… ora che abbiamo i numeri istituzionali ufficiali volevo lasciarli esposti “au nature” e non rischiare di offuscarli con stime approssimative. Per rispondere comunque alla tua chiamata “in armi” posso solo dire che non dispongo di dati aggregati ufficiali ma se vuoi la mia personale valutazione che, ripeto, si basa solo su mie analisi ed esperienza di mercato e quindi mi potrei anche sbagliare, direi che il comparto Trento Doc per intero, in valore netto, quindi senza orpelli di iva, sconti, commissioni, premi, trasporti ecc. ovvero netto netto per le cantine, potrebbe arrivare, ottimisticamente parlando, ai 42-45 milioni di euro l’anno, con un prezzo medio netto franco cantina di ca € 6,00-6,40 bt. Comunque, parafrasando quanto scritto dal “ns” Dellai nella sua lettera di giustificazioni alla bocciatura del bilancio della provincia da parte della corte dei conti recentemente pubblicata da l’Adige, si potrebbe anche dire che… molte regioni d’Italia stapperebbero champagne se potessero presentare un fatturato di metodo classico come il nostro…

            2. Sempre fonte Cam.Com di Trento.
              In volumi, nel 2013, ma il dato sembra stabile anche per gli anni precedenti, il venduto tramite gdo ammonta circa 48% della denominazione (io pensavo molto di piu), ma mi fido della parola di cam com. che nel 2013 generava un valore (per la gdo) di 32 milioni di euro.
              Se le cose stanno cosi.. non siamo andati molto lontani…@Claudio o no?

              Allegati

            3. Claudio Claudio

              @Cosimo…i dati di questa tabella non mi sono chiari… prima di dare un giudizio personale ti chiedo se sai come sono stati calcolati e cosa comprendono. Di sicuro il valore, ad esempio € 33.783.108 del 2013, non è basato sui prezzi netti franco cantina! Mi sà piuttosto di una stima calcolata prendendo un ipotetico €10 x bt come prezzo medio a scaffale ipoteticamente pagato dal consumatore finale alla cassa del supermercato…

            4. Cosimo

              @Claudio: si, lo studio si riferisce, almeno così ho capito, al valore generato in ambito GDO 2013, quindi non sono i prezzi franco cantina netti, ma i valori lordi della GDO.
              Ma insomma a partire da quelli ci si orienta un poco.
              Comunque ti allego il REPORT, sempre su gentile concessione di Cam.Com.

            5. Claudio Claudio

              @Cosimo…ecco, come pensavo, questa tabella và presa con le pinze perchè da quello che dici rappresenta i ricavi dei supermercati dalle vendite di trentodoc. Di questa tabella io direi di prendere “provvisoriamente” un primo dato facendo finta che sia attendibile: 50% del Trento Doc viene commercializzato dalla GDO! Ora torniamo al nostro ragionamento precedente, quello degli ottimistici 45 milioni di euro netti franco cantina per ca. 7 milioni di bt (anche se dai numeri sopra sappiamo che sono di meno). Ebbene sappiamo anche la GDO spunta i prezzi migliori grazie alla forza contrattuale per cui mi sentirei di ipotizzare un fatturato netto franco cantina proviente da questo canale di max 18-20 milioni di euro /anno. Mentre dal canale della vendita diretta ed ho.re.ca., che solitamente spuntano i prezzi più alti sia per la esigua forza contrattuale che per i maggiori costi di gestione e distribuzione e per il più alto rischio dei pagamenti, il fatturato netto franco cantina ovviamente è la differenza quindi ca. 25-27 miloni di euro /anno. Ottimisticamente! Ora se riprendiamo i dati dei ricavi della tabella GDO, vediamo che i 18 milioni di euro franco cantina reggono perfettamente il raffronto ma dove non mi torna tanto è che questo canale rappresenti solo il 50% delle vendite. Se invece fosse il 60%, il totale fatturato netto franco cantina scenderebbe dai 45 a ca. 40 milioni di euro. Secondo me è su questi numeri andrebbe impostata la strategia futura del trento doc. (… ecco, quando incontri il presidente del CVT, che sicuramente vede il tuo lavoro e ne sarà entusiasta, digli che ci deve una cena… perchè questi dati…col piffero che glieli elabora l’istituto…).

            6. Cosimo

              Mhmmm… @Claudio dubito che presidenti e direttori abbiano voglia di offrirci una cena…comunque appena mi capita di sentirli…glielo chiedo….vediamo cosa rispondono.
              Passando alle cose serie, grazie per aver confermato, con i tuoi calcoli competenti, quello che io io sospettavo.. a naso e a spanne. E ora mi chiedo, e ti chiedo: a chi giova questo gioco delle tre carte? Questo giochino dei numeri sempre gonfiati? Sarò ingenuo, ma non lo capisco.

            7. Claudio Claudio

              …ah beh… se dici che sei ingenuo allora la devo far semplice… Per chi ama far “politica”, più si gonfiano le entrate e maggiore sarà la bella figura, inoltre, e questa è la parte più simpatica, maggiori potranno essere le uscite senza far brutta figura…

            8. Cosimo

              @Claudio: …ah dici che è così…. ? Insomma…a largheggiare si fa bella figura ..e si rischia pure di guadagnarci di più….uhm…. Ma vedi che uomo ingenuo sono. Per davvero.
              Ps: ho chiesto lumi a chi di dovere sulla metodologia impiegata per redarre quel report. Vediamo se rispondono. Magari con il contagocce… ma magari rispondono.

            9. Claudio Claudio

              @Cosimo…eh sì…adesso hai capito bene. Pensa che il PIL nazionale 2011 è stato successivamente rivalutato di un +3,7% per l’inserimento di un “ricavo” presunto di 59 miliardi di euro derivante da attività di droga, prostituzione e contrabbando… Calcolo fondato su zero fatture naturalmente… http://www.ilgiornale.it/news/economia/sorpresa-pil-cresce-grazie-evasione-e-droga-1050372.html
              Più si gonfia il Pil (o ricavi) e più si possono gonfiare le spese… Siamo leader mondiali in dati taroccati, dalle fatture delle società di calcio, ai bilanci dei partiti, dalle banche, alla stampa di banconote false di cui deteniamo l’onorevole merito di fabbricarne l’80% del fabbisogno mondiale… Per dovere di cronaca non si salvano neanche i dati del comunicato del recente post “Il Mercato dell’Amarone” dove si dichiara un fatturato di 310 milioni di euro dove in realtà, se và bene il netto franco cantina non arriva alla metà di quella cifra…

            10. Cosimo

              @Claudio: le info sono arrivate, i rilevamenti sono reali effettuati sulla base degli scontrini emmessi.
              Quindi il dato dei 32 milioni si riferisce effettivamente al valore lordo generato da GDO.
              Per arrivate a quello netto franco cantina, basta andare a ritroso. E a questo punto non credo sia superiore al 15 milioni.

            11. Claudio Claudio

              @Cosimo…bravo, ormai ci siamo. Sempre stime, per carità, ma stime intelligenti e realistiche, basate sulle realtà delle dinamiche del commercio. Visto che il fatturato lordo della GDO (scontrini alla cassa retail) indicato per il 2013 è stato di circa 33,8 milioni di euro, direi che il netto netto franco cantina oscilla sui 15-18 milioni di euro. (…se lo abbassiamo ancora rischiamo che poi il presidente…altro che cena con candela infilata sul collo di una magnum del Giulio… non ci offrirà neanche un panino con un birrino Forst…).

  5. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Ma perché da noi qualcuno si infila tremendamente sotto un Tir ?
    Perché da noi poco dopo di notte c’è Civettini che capisce quello che è successo ?
    Perché da noi tanta gente prende contromano le vie delle circonvallazioni ?
    Perché ci nascondiamo dietro numeri politici messi a caso ?
    Perché, perché ?!
    PERCHE’ !!!!?
    In questo momento penso solo all’uomo che tornava stanco e forse contento. Di essere vivo, come noi.
    So bene che non c’entra nulla con questo blog, ma è figlio attivo di questa nostra VALLE !
    Del nostro essere, del nostro vivere e anche dell’andare in un’altra Valle.
    Ciao.

      1. canarino Titty canarino Titty

        @Tiziano , sei ancora amico del Franco??? Se si ,potresti farti omaggiare gli stessi dati FRANCIACORTINI dello stesso spazio temporale e sovrapporli in un secondo istogramma così per fare delle considerazioni… sull’influenza che ne so delle mode, delle crisi di portamoneta… o del marketting…

        1. Noto con estremo dispiacere, caro Titty, che hai capito poco dell’estetica di questo blog; che è un’estetica territorialista.
          Comunque, per venirti incontro, provo a semplificare: TRENTO , FRANCIACORTA, CHAMPAGNE, PROSECCO, ASTI sono imparagonabili. E lo sono perché sono territori differenti. E si possono paragonare solo cose omogene.
          Sarebbe come confrontare le patate con i broccoli.
          Comunque, se ti interessa, la ricerca la puoi fare tu; e ti do una dritta sui numeri di vendita (immagine allegata); manca il dato del 2014 che è questo: 15.475.977

          Allegati

            1. Vedo che continui a non capire, provo a spiegarmi di nuovo:
              Ho dato i numeri del Prosecco (e non solo), mentre tu mi hai chiesto di sovrapporre i numeri di due territori differenti.
              Mi sembrano due cose differenti.
              Mi sembra eh.

            2. canarino Titty canarino Titty

              non ti irrigidire, ognuno da per quello che può, ed è normale che tu facendolo per lavoro soprattutto passione competenza sia più in altura, cosa peraltro evidente si nota tra addetti ai lavori ,giornalisti , blogger…

            1. A me sembrerebbe più coerente (e intrigante), in sintonia con l’estetica territorialista di questo blog, chiedersi che fino fanno i 300 mila quintali di Chardonnnay Trentino, visto che solo sei milioni e rotti finiscono nella DOC TRENTO, anziché andare a vedere cosa fanno gli altri… (franciacorta, cava… ).

          1. il Conte il Conte

            @ Tiziano – segnalando il sito Franciacorta volevo solo segnalare una comunicazione esatta, nomi di riferimento ecc. Non mi permetterei mai di dire che da noi si danno i numeri …anche se quelli della CamCom sembrano essere
            chiari anche se “nascosti”, tanto da venir “scoperti ” da questo blog. Che grande mistero !

      2. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

        Da Verona a dopo Trento, quella che dovrebbe essere l’arteria pulsante della valle, sta diventando un cimitero di persone e di ingorghi. Non ci si pensa affatto e si continua a fare la solita politica dello struzzo. Sono stato colpito dal fatto che Civettini sia arrivato poco dopo l’incidente. Tutto qui : un lutto e una casualità tutta Vallagarina.

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