MENO CHIMICA NEI CAMPI DEL TRENTINO

cimica dallapiccola

Un Patto per allontanare la chimica e migliorare i prodotti trentini

Fitofarmaci, firmato un Protocollo di intesa “Più severi del PAN”
Un patto per allontanare la chimica dai frutteti e vigneti del Trentino e per aumentare ulteriormente la qualità dei suoi prodotti. E’ quello che la Provincia autonoma, tramite gli assessori all’agricoltura Michele Dallapiccola, alla salute Luca Zeni e all’ambiente Mauro Gilmozzi, ha firmato oggi con l’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini (APOT), il Consorzio Vini del Trentino, la Fondazione Edmund Mach, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente. L’accordo si accompagna alla delibera che recepisce le misure fissate dal PAN per l’impiego sostenibile di tali prodotti nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, in attesa dell’adozione – prevista dalla Legge di stabilità provinciale e che avverrà entro il mese di aprile – del regolamento per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari sul territorio provinciale.

“Il regolamento – spiega l’assessore Dallapiccola – prescriverà misure idonee a mitigare i rischi d’inquinamento e a tutelare aree specifiche del territorio, definirà non solo orari e distanze dei trattamenti ma tradurrà sul campo, grazie anche al protocollo d’intesa oggi sottoscritto, l’impegno dei produttori ad attivare forme permanenti di collaborazione al fine di sviluppare, promuovere ed intensificare la ricerca applicata per ridurre ulteriormente gli impatti ambientali e sociali connessi all’utilizzo dei prodotti fitosanitari, attraverso mezzi alternativi anche innovativi, riducendo dosi e principi attivi, utilizzando tecniche e attrezzature in grado di ridurre al minimo la dispersione nell’ambiente”.

La delibera di recepimento del Piano nazionale, per altro, lascia liberi i Comuni trentini di stabilire, nei loro regolamenti, disposizioni più restrittive. Così come già previsto nel conchiuso di fine agosto 2015 con il quale la Giunta ha adottato in via preliminare, prima di acquisire il parere del Consiglio delle autonomie, le misure del PAN.

A dieci anni dall’approvazione delle prime Linee guida per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari (2006), che rappresentarono la base per la predisposizione da parte dei Comuni dei rispettivi regolamenti, il Trentino vuole dunque “fare di più”. Il protocollo firmato oggi, infatti, contiene l’impegno dei produttori, attraverso le loro organizzazioni, a fare proprie fin da subito le norme della “Produzione Integrata Volontaria”, come definita dal PAN, con limitazioni volontarie che vanno oltre le normative esistenti e “la progressiva eliminazione dai disciplinari di produzione integrata di sostanze attive ritenute a rischio per la salute e per l’ambiente”.

Le stesse OP si impegnano anche ad investire adeguate risorse per la crescita professionale dei frutticoltori e dei viticoltori e ad attivare progetti di ricerca di tecniche innovative volte a migliorare il grado di sostenibilità delle rispettive filiere produttive. Per lo sviluppo di tali iniziative i produttori potranno contare, in particolare, sulle conoscenze ed esperienze disponbili a livello provinciale ed internazionale che potrà mettere a disposizione la Fondazione Mach.

“Un quadro di impegni – assicura Dallapiccola – finalizzati ad obiettivi di sicurezza e qualità ambientale che anche la Provincia potrà sostenere individuando adeguate risorse nel bilancio provinciale”.

Il protocollo firmato oggi, ed il Regolamento che arriverà tra pochi mesi, confermano il ruolo fondamentale che i frutticoltori svolgono da anni nel perseguimento di sempre più elevati livelli di sostenibilità ambientale e sociale delle pratiche agricole. Un impegno testimoniato non solo dal numero dei controlli (890 campioni di frutti raccolti e analizzati nel 2015, a fronte dei circa 400 disposti annualmente dal Ministero della Salute sul territorio nazionale e dei circa 1600 dell’Efsa a livello europeo), ma soprattutto dai loro esiti. Nel 98,6 per cento dei casi di “presenza” il residuo rilevato è risultato inferiore del 50 per cento rispetto al limite ammesso dalla legislazione europea. A ridurre l’impiego degli insetticidi ha concorso e concorre anche la confusione sessuale, tecnica di controllo naturale degli insetti dannosi che nel periodo 2005 – 2014 ha visto crescere la superficie coltivata di applicazione da 1000 a 7000 ettari. Nello stesso periodo i residui di insetticidi sono diminuiti di circa 4 volte. (C.Z.)


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102 Commenti

  1. Alcune forme di agricoltura rispettano le risorse e gli equilibri naturali, proteggono il suolo e la diversita’ biologica,sono attente alle reali esigenze della specie vegetali e al benessere degli animali d’allevamento.Rigorosi e vincolanti, questi metodi di produzione contribuiscono anche al risparmio di combustibili fossili, alla creazione di posti di lavoro, al dinamismo del mondo rurale.In questo senso, l’agricoltura biologica é un’agricoltura davvero sostenibile.

    1. Perché l’ambiente non è sistema chiuso. Esempio: nelle colture orticole il problema è la gestione delle erbe infestanti. È più impattante ( in termini assoluti) UN solo trattamento con un antigerminativo sul per trapianto ( molecola non sistemica, che non fa germinare i semi infestanti ma che non viene assorbita dalla pianta verde) oppure la lavorazione meccanica con un mezzo a benzina/gasolio almeno 3/4 volte per stagione? Quanto deve essere remunerato un prodotto biologico per pagare un impegno di tre volte. La bussola deve necessariamente puntare verso la sostenibilità delle aziende in maniera olistica: non scordiamo mai però che se il bilancio non quadra l’azienda chiude e buonanotte all’ambiente. Cosa è piu

    1. Claudio Claudio

      …mica male ‘sto catalogo… dalla A alla Z, dall’Activus-EC allo Zoomer, ben oltre 70 prodottini da sòogno… Con questi bei flaconcini possiamo finalmente sterminare tutti i mali della campagna… dalla Camomilla (matricaria chamomilla) al Fiordaliso (Centaurea spp.), dalla Violetta dei campi (Viola arvensis) al Papavero (Papaver rhoeas), dal Nontiscordardimè (myosotis arvensis) al Ravanello selvatico (Raphanus raphanistrum), dalla Rucola violacea (diplotaxis eruicoides) alla Malva (malva spp.), dalla Senape selvatica (Sinapis arvensis) al Ranuncolo (Ranunculus spp.)… Grazie scienza! Tu sì che ti occupi di noi!

      1. Zagor Zagor

        Sterminiamo tutto…dalla violetta alla senape..dalla malva al papavero…complimenti alla Chimica! Complimenti a chi la sa vendere così bene e a chi la sa succhiare così bene.

  2. Claudio Claudio

    @Tex… consentimi una domanda tecnica (e quindi non a sfondo demagogico) dato che mi pare conosci bene il “campo”… secondo te, in Trentino, possiamo coltivare efficacemente e soddisfacentemente senza utilizzare Roundup-glifosate e Clorpirifos? O non possiamo proprio farne a meno?

    1. Tex Willer

      Con molto piacere Claudio!
      Per quanto riguarda il Roundup-glifosate la risposta è sì, si può, infatti molti agricoltori stanno aggiornando il loro parco macchine acquistando macchinari che permettano la lavorazione interceppo e così si evita il diserbo, sul Clorpirifos sarei più cauto in quanto viene utilizzato per combattere lo Scaphoideus, vettore della tanto temuta flavescenza dorata (FD) malattia che sta flagellando le viti un po’ dappertutto…
      Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

      1. Silvio Silvio

        Però se le cose stanno così, forse ci sarebbe da chiedersi se alla fine il Trentino sia poi un’area così vocata alla viticoltura… perché a leggervi pare che senza abbondanti dosi di chimica non cresca niente (nemmeno le mele)

        1. Tex Willer

          Silvio, se la PAT ci assume e ci da il mitico posto fisso con tutti i benefit… noi facciamo l’uva come volete, anche un chicco per vite, biologica al 100/100,
          poi se il lavoro è massacrante come descritto molto bene nel film di Checco Zalone ce ne faremo una ragione… pur di non perdere il mitico “posto fisso”…

          1. Silvio Silvio

            Non buttarla in vacca Tex.
            Se un intero comparto oggi ha bisogno per stare in piedi di dosi massicce di chimica, forse è il caso di pensare a cambiare coltivazioni….magari patate, frumento…mais…non so… ma dire che il trentino è vocato alle mele o all’uva e poi tenere in piedi tutti a tonnellate di chimica mi sembra un contro senso. vocata è la sicilia dove bastano uno due trattamenti l’anno…non sedici come qui. questa si chiama vocazionalità… quella di cui parli tu è agricoltura industriale assistita non vocazionale.

            1. Tex Willer

              Ma perchè questa volta non fate come spesso accade che tirate in ballo il confronto con l’Alto Adige?
              Cosa fanno loro?
              Usano o no il Glifosate?
              C’è nessuno che ha voglia di parlarne?
              Ebbene, se mi credete vi posso testimoniare che ci sono si, vigneti dove il diserbo non viene praticato, anzi dove non arriva la lavorazione meccanica l’erba per la gioia delle lepri viene lasciata crescere quasi più alta delle viti stesse, ma sia chiaro che quelle aziende non vivono grazie al reddito di quei vigneti, il reddito deriva da altre attività, lecite sia chiaro, per capirci ricordano vagamente i vigneti della Chateau de la Chaize nel Beaujolais francese… mentre le altre aziende, quelle che vivono grazie al reddito dato dalle viti, usano più o meno gli stessi prodotti che usano i viticoltori trentini e nessuno si meraviglia.

          2. Claudio Claudio

            @Tex…perchè stavolta non è stato tirato in ballo l’Alto Adige? Semplice, perchè il post era relativo a un fatto riferito in modo specifico al trentino, (non riferito al territorio regionale o nazionale…) e la conferenza stampa sul presunto “patto provinciale” era tenuta esclusivamente da personaggi trentini. Come noterai dalla foto-notizia, non ci sono altoatesini… e siccome non ci piacciono i polveroni ci siamo attenuti al fatto circoscritto dal post… Se i personaggi trentini della foto-notizia quel giorno se ne fossero rimasti nei loro uffici a far la punta alle matite… non avremmo commentato…

            1. Tex Willer

              @Zagor: io leggo tutto e poi faccio le mie considerazioni, tu conosci altri sistemi per combattere le crittogame?
              Anche nel biologico si utilizza il rame… E allora come facciamo?

      2. Claudio Claudio

        Bene Tex. Chiaro. Sintetizzando possiamo allora dire che i diserbanti, tra i quali il devastante Roundup, sono consentiti per legge per sopperire alla mancanza di nuovi macchinari o vecchio olio di gomito. Qui ci posso lavorare. Quando hai tempo per cortesia fammi un conteggio di quanti scalzatori per la lavorazione interfilare interceppo per il controllo delle malerbe ci servono per lavorare i 10.000 ettari di vigneto. Poi, vedrai che i soldi per l’acquisto io li trovo. In primis vado subito a batter cassa sui vitalizzi d’oro, sulle spese del TrentoRISE, su quelle delle consulenze alla Deloitte e su tanti altri capitoli di spesa finora inutili… Vedrai che qualche centinaio di milioni te li trovo come ridere… La salute del cittadino prima di tutto, o no? Poi il Clorpirifos… (ricordo che il Clorpirifos è causa anche di danni al cervello dei bambini), quì la legge lo consente per il contenimento della FD tramite lotta allo Scaphoideus titanus… bene… qui ci servono gli “scienziati” della FEM che si guadagnino il pane… per una VERA emergenza… stavolta… e trovino all’istante un’alternativa al Cpf meno velenosa, meno tossica e meno distruttiva… non c’è altro tempo da perdere in giochi di fantascienza… Serve concretezza sui problemi concreti! Servono altri soldi? Tranquillo, li trovo io…

          1. Marco Michelon

            Mi scuso per l’intromissione ma il Clorpirifos sarebbe ammesso per legge nazionale e praticamente escluso dal protocollo di autodisciplina in viticoltura adottato dalla maggior parte delle cantine sociali trentine.

            1. Ciano Ciano

              Quasi tutte, non sono tutte.
              E comunque salvo deroghe: vedi la deroga concessa l’estate scorsa a due passi dalla vendemmia ad una nota cantina del trentino meridionale.

            2. Claudio Claudio

              @Marco Michelon… grazie del chiarimento. Ma… ci potresti dire cosa utilizzano al posto del Clorpirifos le cantine che adottano il protocollo di autodisciplina? Il contenimento della Flavescenza Dorata tramite lotta allo Scaphoideus titanus è obbligatorio per legge mi pare, quindi, chi non usa il Clorpirifos che alternativa adotta?

            3. Marco Michelon

              Rispondo qui alla domanda di Claudio. Ovviamente non si usa l’acqua calda ma prodotti come ad es: Thiamethoxam (Actara) neonicotinoide quindi pericoloso per le api; Buprofezin (Applaud). Direi che per quello che conosco, questi sono i 2 più usati anche a costi ettaro maggiori rispetto a quanto si potrebbe avere utilizzando il Clorpirifos come nelle altre regioni italiane. Le criticità ambientali sono molte per tutti e 3 i prodotti menzionati però finchè c’è una legge che obbliga alla lotta allo Scaphoideus titanus B. non c’è possibilità di rimuoverli dall’utilizzo. Alternative “biologiche” sono di difficile utilizzo visto la fotolabilità delle piretrine e la scarsa persistenza che obbliga a più trattamenti per coprire la scalarità nello sviluppo della cicalina della FD. Spero che in futuro si trovi una soluzione alternativa, meno impattante di questi prodotti. Magari qualche utente sa darmi informazioni o tecniche alternative per ridurre l’impatto della lotta a questa avversità.

            4. Claudio Claudio

              @Marco Michelon, bravo, sei stato utile e chiaro. Ora, siccome per abitudine non demordo mai di fronte ai primi ostacoli, vedrò di utilizzare quello che una volta si chiamava buon senso e mi informerò su come affrontano il problema della FD gli altri Paesi, Austria, Gemania, Stati Uniti, Francia, Sud Africa, Nuova Zelanda, Australia… ecc. e se voi avete notizie o contati ben venga il contributo. Io non ho nessuna intenzione di credere alla balla che senza la chimica intossicante non portiamo niente in tavola e quindi di cedere alle lusinghe delle “70 comode soluzioni finali” del catalogo del dott Mengele, ne intenzioni di accettare l’idea di una campagna modello Auschwitz… dove la disinfestazione dei pidocchi avveniva a mezzo taniche di Zyklon…

        1. Tex Willer

          Si Claudio ma allo stesso tempo blocchi tutto il traffico stradale perché anche quello inquina, per lavarti da domani mattina non userai più il sapone liquido, ma acqua pura e riscaldata con il fuoco a legna, il bucato tua moglie d’ora in poi non lo farà con i detersivi ma lo farà come una volta con la cenere e via via discorrendo… perché se vogliamo salvare il mondo lo facciamo tutti e in tutti i modi possibili vero?

          1. Giuliano

            Quante sciocchezze, e pensare che basterebbe che il Commissario Europeo per la salute e la politica dei consumatori Vytenis Andriukaitis proponesse, come del resto ha promesso di fare per i primi mesi del 2016, alla Commissione Europea un dispositivo di legge che risolvi il propblema dei problemi e cioè basterebbe che dicesse che il cisgenetico e il genome editing non sono tecnologie OGM come è giusto che sia e sarebbe fatta!
            Si potrebbero sperimentare da subito e a cielo aperto queste tecnologie e nel giro di pochi anni noi viticoltori avremmo a disposizione il materiale genetico per rivoluzionare tutta la viticoltura europea mandando all’aria quelle potenti industrie chimiche tedesche e francesi principali produttrici di antiparassitari ( queste si capaci di condizionare le decisioni )
            ma attenzione Claudio non è che la questione si risolve nel giro di poche settimane, ci vogliono anni sia per sperimentare che per moltiplicare il materiale vivaistico necessario.
            E così si risoverà il problema della chimica nei campi.
            Io Claudio sarò un allocco ma ci credo, non ho paura ad ammetterlo.

          2. Claudio Claudio

            …caro Tex, stai tranquillo… poi affronteremo anche gli altri problemi!… Intanto per oggi risolviamo questi 2 problemi, quelli sul tavolo del post e domani affrontiamo gli altri… Non dobbiamo aver paura di risolvere 2 problemi oggi avendone altri 100.000 da affrontare domani… A noi deve far paura non risolverne nessuno oggi e domani trovarcene 100.000 +2…

  3. Topolino Topolino

    Lo so che questa sarà una domanda destinata a rimanere inevasa, ma qualcuno può spiegarmi una cosa?
    E cioè che meriti ha sta ragazza, per meritare tutta quest’attenzione da parte di Codiretti e del mondo agricolo?
    Ha trasformato anche Lei l’acqua in vino come il vangelo ieri ci ha raccontato?
    Perchè anche quest’estate la nostra era invitata a testimoniare nell’ultima sessione di interventi di “Allora Crealo!” evento collegato al Festival dell’Economia incentrato sulle start up, le imprese innovative e la figura dei nuovi agricoltori 2.0. ma di innovativo credetemi ho ascoltato 0.0. e allora non capisco la differenza tra Lei e tutti gli altri giovani agricoltori trentini.
    C’è qualche buon anima che mi può aiutare?

    http://giovanimpresa.coldiretti.it/storie/trentino-alto-adige/trento/lasino/storia/erika-pedrini-e-quellamore-assoluto-per-il-buon-vino/?platform=hootsuite

    1. Claudio Claudio

      …allora…vedo di spiegarmi meglio. Questa storia delle resistenti, della genomica, degli ogm ecc che avrebbe come fine ultimo la riduzione della dipendenza delle coltivazioni dalla chimica velenosa per me è un inganno. La riduzione della dipendenza e dall’uso della chimica intossicante, sopratutto dai prodotti riconosciuti più dannosi per la salute nostra e della fauna dovrebbe essere fatta a prescindere. A prescindere dalla creazione e sviluppo delle resistenti o meno. Invece, subdolamente, subliminalmente, le due cose vengono fatte convergere nella nostra testolina… si mira diabolicamente a far scendere la difesa e l’ostracismo ai prodotti chimici velenosi e l’urgenza della loro messa al bando facendoci canne ed iniezioni di speranza e d’imminenza dell’arrivo dei vegetali resistenti. Balle!!! La verità vera è che non solo non c’è NESSUNA intenzione politica di affrancarci dalla chimica intossicante… Un paio di esempi? Con una produzione provinciale di mele di ca. 4,5 milioni di quintali, ovvero 450.000.000 kg, in trentino le donne incinte che volessero alimentarsi riducendo le tossine non trovano mele biologiche non trattate chimicamente con pesticidi e insettici. Poi, interessante è osservare le politiche sulle vaccinazioni… …meno chimica e più resistenti? Nei films…

          1. Tano Tano

            in effetti….i pensierini ci sono…..in effetti….
            …devo imparare a decriptarti meglio….ci sono riuscito anche con morgan…. ci riuscirò anche con te…Canarino..

      1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

        Il tempo è un grande medico e forse pochi ricordano che in ottobre la stampa nazionale e persino locale pose il Trentino tra i maggiori utilizzatori di fitofarmaci.
        Adesso arriva questo “patto”, chiamiamolo così – come fanno le nostre istituzioni – che sembra essere – come ai vecchi tempi della scuola – “starai più attento alle lezioni, caro ?”
        Sta di fatto che le mele trentine (ad esempio) negli ipermercati da Verona in là da dicembre scorso sono sempre meno di altre regioni italiane del nord e che molti cassoni non portano più l’adesivino della nostra operosa territorialità. Cosa dire ?: basta rileggere http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2015/09/06/news/fitofarmaci-trentino-bocciato-1.12048141
        e rifletterci sopra, ma neppure troppo però.

        1. Tano Tano

          In realtà i numeri (di venduto) e di valore esibiti dal consorzio Melinda qualche giorno fa…dicono il contrario: 25 per cento già collocato sul mercato e 38 cent/kg (prudenziale) di remunerazione media per il contadino.
          Ma è un argomento che non ho mai approfondito bene.

    1. il Conte il Conte

      @canaglia — i pochi cervelli ancora rimasti ma quelli con maggiore attenzione e forza a quello che succede. Sono l’unica porta per incrementare questa terra di confine e di confinati: per far tornare e per fare arrivare !
      Da quello che leggo però sono più quelli che arrivano che quelli che tornano. E quelli che arrivano dopo il tempo delle mele, meloni e cavolfiori se ne vanno, felici e scontenti.

  4. Claudio Claudio

    … e visto il quadretto della foto con l’assessore in compagnia del presidente dell’Apot togliamoci un altro sassolino… Non vi siete ancora accorti o avete mai notato che in Trentino, tranne qualche rara eccezione, i supermercati e i negozi di ortofrutta non vendono… mele biologiche? Siamo la provincia delle mele per eccellenza e non c’è nessuna offerta a noi consumatori di mele biologiche? In attesa delle super-varietà super-resistenti… i genitori non possono intanto scegliere se comprare per i loro figli mele biologiche non spruzzate 36 volte con prodotti chimici velenosi? Che vergogna…. ciarlatani della politica…

      1. Giuliano

        Udine ci racconta meraviglie…
        Che sia un problema di comunicazione?
        Se lo fosse avrebbe ragione la neo presidente de Le Donne del Vino che in questo articolo:
        http://www.wining.it/donatella-cinelli-colombini-cosi-cambio-le-donne-del-vino/ così dice:
        “C’è un trend da rispettare però: bisogna muoversi perché nella civiltà di oggi chi rimane fermo rimane tagliato fuori. E’ crudele dirlo ma, chi non riesce a comunicare, muore”.
        Se fosse così ci aspetterebbe un triste destino.

        1. Tano Tano

          Non so cosa dire: mi pare davvero strano che a UniUdine venga tributato questo clamore da giorni, mentre il lavoro di Fem è rimasto quasi sotto silenzio. O si tratta di cose differenti, o c’è qualcosa che non va anche nel rapporto fra fem e udine… magari l’amico Angelo ce lo spiegherà…se vorrà e quando potrà

          1. Angelo Rossi Angelo Rossi

            Hai presente quel gioco cinese coi bastoncini che si dovevano sfilare senza far crollare tutto? Ecco, se ne muovi uno devi passare la mano. Meglio studiare la situazione… e vedere cosa resta dopo i polveroni.

            1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

              Il giochino si chiama Shangai — ma serve una mano ferma davvero ferma per combinare qualcosa ….. cosa che dubito che qualche nostro personaggio e/o istituzione abbia veramente da noi.
              Ad ogni modo aspettiamo magari giocando a un nuovo gioco a Majiong o più territorialmente a Domino.
              Buon Anno, Angelo.

            2. Sei oltremondo sibillino Angelo; i resistenti, alcuni… solaris etc etc, in Trentino sono ammessi alla coltivazione oltre che essere iscritti all’albo nazionale, già da un paio d’anni. E qualcuno li vinificava già prima.
              Come mai ora questa cosa udinese viene venduta come una novità assoluta, come fosse la scoperta del secolo? O si tratta di lavori differenti rispetto a quelli di Fem’

    1. Claudio Claudio

      …caro Giuliano, mi sei simpatico quindi perdonami se sarò amichevolmente brutale e sincero. Evidentemente preferisci guardare i films di fiabe anzichè guardare la realtà. Niente di male, beninteso, finchè si frequenta l’asilo e non si ha diritto di voto… Quando si raggiunge la maggiore età e il diritto di voto e si continua a preferire di guardare i films di fiabe invece che guardare la realtà… allora questo io lo trovo un handicap per la società… Perchè? Perchè sono gli infantili che permettono il successo ai ciarlatani… Una lettura adulta dell’articolo che hai postato dovrebbe suggerire che fino a prova contraria è solamente l’ENNESIMO ANNUNCIO di un attore finanziato da soldi pubblici che deve giustificare i costi spargendo un pò di fumo per mantenere viva, tramite “convegni”… l’illusione per gli allocchi… Purtroppo per me, intanto che tu vai al cinema… io devo pagare i costi di questi tuoi films di fiabe…

        1. Claudio Claudio

          …per 2 ragioni. La prima: il debito pubblico dell’Italia continua a crescere inesorabilmente ed io non tollero più la difesa buonista dei ciarlatani che sprecano… La seconda: questo post è dedicato al “patto degli scellerati” che, in sintesi, oggi, giorno successivo all’ENNESIMO ANNUNCIO, in pratica non cambia nulla rispetto a ieri. Oggi, giorno dopo l’annuncio, tutto rimane come prima, Round-up glifosate incluso! Allora… come si fa a non capire l’inganno? Da una parte la politica DI FATTO mantiene inalterato l’uso della chimica velenosa e mortale e dall’altro ci propagandano l’illusione che ormai arrivano le varietà resistenti che non necessitano della chimica velenosa… Una persona normalmente adulta non cadrebbe nell’inganno. Se DAVVERO vogliono eliminare la chimica perchè non lo dispongono per legge ORA? Perchè bisogna aspettare di creare varietà che non necessitano la chimica?…Ciarlatani…

          1. il Conte il Conte

            @Claudio – Ciarlatani ? parola grossa.
            In Trentino ci sono solo illusionisti: si illudono e illudono moltissimi da 25 anni ! Ma vengono sempre regolarmente rieletti: si aumentano le prebende, le diminuiscono come gli pare. Ma chi li elegge, allora ? Penso solo gli illusi.
            Per il debito pubblico in Trentino nessuno se ne accorge. Aumentano le case Itea: ingiustizia! Arriva la grandine, piovono contributi – non aiuti allo sviluppo ! Insomma hai proprio ragione, ma dal mio Feudo lontano e vicino penso solo che le situazioni non cambieranno se non cambieranno i miei attivi “pelandroni” concittadini.

            1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

              Quando 16 anni fa, decisi di lasciare il Trentino, cambiare regione e residenza, un amico mi disse : “Ma come lasci questo stile di vita? Tu che ci sei nato? Lasci una regione dove il tenore di vita è meglio di ogni altra ?”
              Non la pensavo così e vedo che dal 1990 ad oggi poco è cambiato, se non alcuni nomi e qualche pseudo–istituzione. Peccato : purtroppo non doveva andare così….
              Nel caso del Trentino, infatti, VORREI sempre avere TORTO.

            1. Claudio Claudio

              …caro Giuliano, la genomica (morgante@appliedgenomics.org) è la nuova moderna malattia del cervello dei politici che soffrono di un’irrefrenabile compulsione alla spesa pubblica per raggiungere l’immortalità… e gli esperti, come il tuo professor Morgante, ne offrono sia la terapia che la cura… a fronte di una adeguata parcella s’intende… (e quando lo vedi digli che sul suo curriculum il sito web indicato andrebbe con una sola “d” e non due…).

      1. canarino Titty canarino Titty

        CLAUDIO ciao, già avevo chiesto di volare con te, ma il clima era frizzante… e in parte tra le righe dei miei modesti contributi, si capivano le mie perplessità. Poi come rinunciare a migliaia d’anni di successi siamo i primi nel mondo col vino per poi andare verso ignoti cieli, con prodotti che avremo tra decenni e FORSE BUONI … TANGO BOND ZULU

        Allegati

  5. Tex Willer

    Che poi come sempre alla base di tutto ci sarebbe la regola del buon senso, motore a bassi giri nelle zone sensibili.
    Ci sono ahimè operatori che prima o dopo ho l’impressione che prendano il volo con l’atomizzatore talmente elevato il numero di giri del motore utilizzato, ovvio che poi si riscontrano problemi…

  6. canarino Titty canarino Titty

    provo ad affrontare molto alla grossa e per quel poco che so, uno dei temi di questo post. L’utilizzazione dei vitigni parzialmente resistenti nelle fascie di confine e a protezione delle abitazioni , asili, scuole e tutti gli edifici ,cantine ,attività lavorative insomma tutto. Già i comuni hanno dei regolamenti molto fiscali per quanto riguarda la distanza, il vento ,gli orari notturni vietati per il disturbo del sonno, gli orari del mattino e serali. Cose note ma estremamente sensibili. Un aiuto sono le barriere vegetali con cipressi e similia. Gia accettati nelle aree di sviluppo urbano nuove in val di non .Tra nuovi costruttori di abitazioni e agricoltori. Ma veniamo ai VPR, per i bianchi affermati sono già il Solaris e il Bronner. Per il solaris vedi Poyer e Sandri altitudini sostenute 8 ,900 metri. Due igt interessanti usati anche nei tagli. Bronner assaggiato 3 anni fa , cantina nota altoatesina, un vinone alcolico, ambrato/miele alla vista. No gut. i rossi n’altra volta…

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