SPQG – SONO PAZZI QUESTI GIORNALISTI

Ricordate, un po’ di tempo fa, era novembre: vi raccontai di essere stato intervistato da una nota rivista di settore. Su sollecitazione di un suo giornalista, peraltro. Non su mia iniziativa. Qualche giorno dopo vi anticipai anche anche le mie quattro risposte.
Poi me ne scordai, della rivista e anche dell’intervista. Oggi, però, in posta elettronica mi è arrivata la newsletter della nota e patinata rivista e mi è tornata in mente la storia dell’intervista, di cui non ho più saputo nulla.
Per curiosità, ho messaggiato il giornalista (che non conosco personalmente, ma di cui ho conservato il numero di cellulare), chiedendogli se l’intervista fosse stata pubblicata.
Questa è stata la sua risposta:

giornalismo

Mi è venuto da ridere.

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13 Commenti

    1. Cosimo

      e soprattutto mi hanno detto..di non fare domande impertinenti….perché quando si fanno domande impertinenti…la cosa più probabile che può capitare è che le risposte siano piuttosto scomode…. piuttosto

  1. Cosimo

    Non siate severi con il giornalista; io stesso ero davvero sorpreso da quella richiesta di intervista e dal tono delle domande, e fra me e me immaginavo che non sarebbe stata pubblicata.
    Il problema, problema si fa per dire, sono queste riviste di cosiddetto settore, che raramente pubblicano opinioni ruvide; fanno comunicazione, più che informazione. E’ nel loro dna. Niente di nuovo, eh.
    Però la la distinzione non è di poco conto. Solo che il confine fra le due cose, un tempo era più chiaro, mentre oggi sta diventando sempre più liquido, sempre meno percettibile. Uno pensa di fare il giornalista e finisce, invece, per fare il comunicatore. E magari chi inizia facendo il comunicatore, alla fine, grazie ai mezzi digitali, si ritrova a fare informazione. Raramente.

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Macchè comunicatori, comunicati stampa, comunicazioni, informazione, cronaca, ecc. : una volta la nostra professione era un po’ più seria, attenta e soprattutto responsabile. Cosimo, dato che nell’Ordine mi si dice ci sei anche tu – non fare la politica del liquido : qui parlo di deontologia professionale che probabilmente non si sa più cosa sia, CERTO per la difficoltà della parola stessa che tantissimi non sanno cosa vuol dire.
      E quando tiri un sasso fai come Davide, tira diritto negli occhi e non fare il Mozartiano dei Ziresi. Anche nel tuo blog.

      1. Cosimo

        Come quasi sempre io e te la pensiamo diversamente, Giuliano.
        Io continuo a pensare che comunicare e informare siano due cose molto differenti. Entrambi sono mestieri dignitosi e lodevoli, ma sono differenti.
        Ora, osservare che nelle riviste di settore – che di solito stanno in piedi grazie alle inserzioni commerciali allocate dal settore medesimo – prevalga la componente comunicativa, rispetto a quella informativa, mi pare perfino una banalità.
        E dico che il confine è diventato liquido, anzi liquidissimo, perché ormai è difficile distinguere una dimensione dall’altra.
        E questo non dipende dall’iscrizione o non iscrizione ad un Ordine (piu o meno utile).

  2. il Conte il Conte

    …non sa cosa abbia impedito la pubblicazione ?
    Perdoniamolo : si definisce un giovane collaboratore.
    Un consiglio da giornalista cambi mestiere o giornale !
    Perché certe “testate” sono solo testate del cavolo!
    E in questo caso mi sembra del vino.

  3. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Ewwwiwwa i giovani collaboratori avventurosi!
    EWWiWA i nuovi giornalisti dagli scoop e indagini mancate.
    EWWWiWWA chi dovrebbe usare la deontologia professionale anziché …la zappa.
    Oggi si sa : si diventa giornalisti e colleghi anche scrivendo sulla carta igienica ! Sono un giornalista che da Pannella in poi rivendica la possibilità che … i giornalisti iscritti a pieno titolo cancellino un Ordine che non Ordina !
    Ai miei vecchi tempi dissi che fotografi come Rossi che lavorava a tempo pieno all’Adige- erano giornalisti e non “scattini”. C’è chi usa le parole, chi l’obiettivo e chi invece prende una tessera e basta !

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