CANEVA ACADEMY DIARY: IL PROLOGO

unnamed (3)Caneva Academy Diary è il tentativo di passare dal semplice assaggio del vino ad una piccola forma di auto-produzione. E’ un tentativo che vogliamo raccontare nel mentre che ci stiamo provando. Puntata dopo puntata spiegheremo come sta andando e quali sono i dubbi, le certezze e le domande a cui ci troveremo davanti.

“Noi” siamo un gruppo di amici, semplicemente appassionati. Non siamo un’associazione, non siamo qualcuno, non siamo nemmeno portatori di un qualsiasi interesse nel mondo del vino.

Da tempo dunque bolliva in pentola questa idea di farci il nostro vino, senza sapere assolutamente nulla di come si fa. E c’era anche il desiderio di sperimentarsi, di provare a capire cosa c’è veramente dietro a quella bottiglia che si assaggia, a quelle “do piche de ua”.

La prima cosa è stata quella di trovare una barrique, ed è saltata fuori un po’ per caso e un po’ per destino; la seconda cosa è stata trovare qualcuno che ci vendesse un prodotto semilavorato da mettere nella botticella, e in questo ci ha aiutato LaVis; la terza cosa è stata mettere insieme un gruppo di cosiddetti “sottoscrittori”, visto che in tre a dividerci 225 litri di vino avrebbe voluto dire avere vino da bere per anni annorum.

Fatte queste tre cose in un pomeriggio già invernale ci siamo messi a provare le miscele. Nel senso che abbiamo scelto di sperimentarci con un classico taglio bordolese, fatto di merlot, di cabernet franc e di cabernet sauvignon: di buzzo buono intorno ad un tavolo, con le tre bottiglie ed i misuratori vari -non mancavano ovviamente né luganeghe né formai- abbiamo incominciato a mescolare varie percentuali dei tre vini per capire quale sarebbe stato il nostro gusto.

Fin da subito ci siamo trovati di fronte a piccoli enigmi, piccoli problemini e piccole decisioni da prendere a cui sappiamo solo rispondere a casaccio.
Se qualcuno, fra quelli he leggeranno, vorranno darci consigli gliene saremo grati. Altrimenti vi racconteremo volta per volta come sta andando e il risultato si vedrà alla fine.

Come è andata e cosa abbiamo fatto e che nome gli abbiamo dato … alla prossima puntata. [continua]

Un saluto dal CAD

CONDIVIDI CON

23 Commenti

  1. Pingback: CANEVA ACADEMY DIARY 2 - DOMANDE E RISPOSTE - TRENTINO WINE BLOG

  2. mwg mwg

    Ragazzi, apprezzo l’entusiasmo!
    Potreste provare (o magari lo avete anche già fatto) con la spumantizzazione, magari riuscite a fare un prodotto degno dalle DOC Trento!

    1. Uno del CAD Uno del CAD

      Uno dei partecipanti in effetti ci sta provando, mé una cosa esterna a questa avventura per cui non saprei cosa dire. Se riuscissi a “trafugarne”una bozza magari in qualche modo si potrebbe assoggettarla al tuo giudizio se il boss qui dentro ci mette i suoi buoni uffici … ma non farci conto.

  3. Federico Federico

    La scoperta dell’acqua calda! Mi meraviglio che questo blog, che di solito tratta argomenti seri e di grande interesse, dia spazio ad una banalità del genere. Quello di comprare il vino in taniche o damigiane e poi miscelarselo a seconda dei gusti per infine imbottigliarlselo e’ una cosa vecchia come il cucco. Che hanno fatto, fanno e faranno un mucchio di amanti del vino. Senza strombazzarlo in giro per mania di protagonismo.

    1. Cosimo

      Dai Federico non essere così rigoroso. Ogni tanto un.po’ di leggerezza ci vuole. Poi per correttezza, debo dire che gli amici del CAD avevano deciso di compilare un il diario di bordo privato. Sono stato io a chiedere lo di pubblicarlo. E mi pare una buona idea …in nome della leggerezza…appunto

      1. io io

        Anche io penso che sia un post inutile che ruba spazio ad argomenti di discussione molto più interessanti . Ad esempio, tutto il mondo del vino stamattina parla dello scempio mediatico fatto ieri sera dalla trasmissione di Rai Tre Presa Diretta. Cosa ne pensi tu, visto che hai sempre un punto di vista interessante? Io credo che sia stato dato un taglio giornalistico volutamente polemico e sbagliato, tanto per fare audience . Sono state dette molte cose vere e giuste, per carità , ma tu insegni che a seconda di come vengono dette assumono più o meno importanza e risalto .

        1. Uno del CAD Uno del CAD

          Magari è inutile hai ragione. Epperó ti rispondo con un calco da Oscar Wilde: datemi il superfluo e vi cederó volentieri l’indispensabile . Tu continua dunque ad occuparti di presa diretta, io della mia botte e tutti siamo contenti, ok?

        2. Magari il post è inutile: basta non leggerlo. Comunque visto che lo spazio digitale è a costo zero… si ruba spazio ad alcuno….poi uno legge o non legge..
          Sul resto: ora provo a buttare giù due pensieri veloci sulla trasmissione di ieri sera. Provo.

          1. io io

            Argomentazioni ineccepibili, a volte si dimentica ( anzi, dimentico ) che ci sono anche dei neofiti/amatori , che hanno delle curiosità che per qualcuno del settore possono essere invece cose scontate o addirittura, scusami il termine, quasi comiche ( nel senso buono del termine ) . Aggiungo che il blog lo gestisci tu ( molto bene direi ), con onori e soprattutto, credo, oneri. . Quindi è giustissimo che decidi tu cosa pubblicare e cosa no . A volte accontenti un pubblico specialistico, altre volte un pubblico più generalista, giusto anche questo . Sono d’accordo anche sul fatto che se a qualcuno non piace un articolo o il blog nella sua interezza, basta non leggerlo. Per la televisione hanno inventato il telecomando, per internet c’è la tastiera…

  4. uno del CAD uno del CAD

    @Canarino: hai ragione ma nessuno di noi ha la minima esperienza. Siamo stati molto indecisi ed alla fine abbiamo optato per il taglio, visto che non ce la sentivamo di partire dall’uva e non avevamo idea nemmeno di quale attrezzatura serviva, a tacere che manco ce l’abbiamo. Comunque non sei l’unico a dircelo e per l’anno prossimo chissà … sempre ovviamente che troviamo chi ce la vende
    @ Zagor: hai ragione, ma non volevo fare un post troppo lungo. Nei prossimi ti diremo tutto, anche gli errori che faremo
    @Lucy: hai torto, anzi hai due volte torto: primo Lavis avrà tutti i difetti che vuoi tu come management eccetera, ma come qualità del prodotto e specialmente in rapporto con il prezzo è sempre andata alla grandissima; secondo: prova tu ad andare dal Guerrieri Gonzaga (scelto uno a caso) e dirgli “scolta, ne vendet trezento litri de quel bon che proven a farnelo?”, dopo a pagarlo passa la Luzia. (tradotto: egregio signor Marchese, vorremmo significarle il nostro desiderio di autoprodurci del vino, la SV sarebbe così gentile da vendercelo acciocchè possiamo fare i nostri esperimenti? Poi passa la signora Lucy a saldare il conto).

  5. canarino Titty canarino Titty

    … per cominciare buttiamo lì un concetto . State facendo un taglio, un assemblaggio di vino peraltro già fatto. Il vino si può fare anche con e partendo dall’uva. Le famigerate “do piche de ua”… Avvincente sarebbe per voi partire dall’uva, la sfida molto più completa e gratificante …

    Allegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *