COLTIVARE LA SOSTENIBILITÀ. E ANCHE I PREZZI

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Quella di domani, sarà una giornata importante per l’agricoltura cooperativa trentina.
La Sala della Cooperazione, in via Segantini a Trento, ospiterà il convegno “Coltivare la sostenibilità: i valori della cooperazione e la sostenibilità d’impresa“. Interverranno ospiti e relatori di primo piano: fra gli altri, Andrea Segrè, Michele Dallapiccola, Carlo Dallasega; apertura e conclusioni a cura di Luca Rigotti, vicepresidente della Federazione delle Cooperative e, soprattutto, gran patron, nel senso di presidente, del Gruppo Mezzacorona. In calce, se avete voglia di approfondire e di farvi un’idea dell’importanza dell’appuntamento, il programma dettagliato.

Anch’io, però, vorrei fornire il mio contributo a questa giornata. Nel mio piccolo, si intende. E lo faccio regalando al convegno questa immagine, scattata ieri negli Stati Uniti. E’ il cartellino del prezzo apposto sugli scaffali della GDO americana, sopra i quali svetta una bottiglia trentina (IGT delle Dolomiti) di Pinot Noir. Naturalmente non svelerò nemmeno sotto tortura il nome del produttore e nemmeno sotto minaccia di morte pubblicherò la foto integrale. Questo prezzo, da solo, infatti racconta molte cose. E fra tutte una: che non basta andare in bicicletta per i verdi pascoli dolomitici, spegnere la luce quando non serve, usare lo sciacquone con parsimonia e adottare le cosiddette buone pratiche quotidiane, per difendere un territorio. La sostenibilità si coltiva, prima di tutto, sostenendo la sua reputazione. Prima di tutto. Perché poi, quando la reputazione non c’è più, in bicicletta ci si deve andare per forza. E non per scelta… sostenibile.

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programma

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16 Commenti

  1. Giuliano

    Anche a Faenza si parlerà di “sostenibilità”la prossima settimana ed in particolare di sostenibilità in viticoltura.
    Se avete tempo confrontate Voi stessi il programma del convegno di Faenza
    http://www.mostragricolturafaenza.com/#!vitivinicolturasostenibile/c12p5
    con la sintesi di ciò di cui si è discusso a Trento al convegno analogo.
    http://trentinogreen.net/cosa-e-emerso-a-coltivare-la-sostenibilita/
    Francamente noi Trentini nonostante la nostra autonomia, le eccellenze nella ricerca che abbiamo, e chi più ne ha più ne metta, risulta che siamo lontani anni luce da Faenza.
    Perché?

    1. il Conte il Conte

      Perché Faenza è lontana, molto più di Veneto e Lombardia. Poi, il viaggio costa e se non lo finanzia qualche nostro assessore illuminato, è inutile mandare “osservatori” che al ritorno documentino noi poverelli delle vigne. E’ una spesa e il Trentino sa bene come risparmiare e dove.
      Quindi tutti a Palazzo Roccabruna, per il tramezzino omaggio, sempre che si raggiunga come al Senato il “quorum”.

  2. Claudio Claudio

    …sulla foto e sul prezzo del prodotto abbinato dal post potrei solo suggerire un piccolo approfondimento. Premesso che il PN storicamente si vende ad un valore superiore al PG e che il PN Igp Dolomiti dovrebbe spuntare prezzi superiori all’Igp Venezie e Igp Pavia, è indubbio che 750ml a $3.99 è un prezzo sottocosto per qualcuno della filiera. Azzardo l’ipotesi che potrebbe trattarsi di un bin-end, ovvero di qualche vecchia annata (es. 2010?) o vecchio N/V rimasto sulle coste del grossista/distributore che magari ha acquistato più del dovuto per beneficiare di una promo e ora cerca di smaltire l’invenduto. Aggiungerei anche che, se vera l’ipotesi di prima, ciò capita spesso quando il produttore cerca di forzare un prodotto/denominazione non conosciuto al mercato e quindi finisce per posizionare il prodotto su quelli che poi si riveleranno binari morti con simpatico effetto boomerang… ma solo ipotesi… (se invece l’annata fosse 2014 allora ci sarebbe da preoccuparsi).

    1. Ghino Ghino

      Annata 2012… che per un pn serio come questo…recensito anche da wine spectator con un punteggio appena sotto 90 … è ancora annata performativa (comprato e bevuto un paio di.mesi fa)

      1. Claudio Claudio

        …tenterei l’ultima ipotesi… dato che il PN non dovrebbe essere un vino che abbia bisogno di essere svenduto come taluni Merlot o alcuni PG per esempio, forse si tratta solo di un banale errore di aritmetica del garzone afro-ispano-americano di bottega che sul cartellone avrà scambiato il numero 9 col 3… Se non dovesse reggere neanche questa ipotesi allora mi dovrò unire anch’io alle folle oceaniche per la lezione sulla sostenibilità d’impresa… (a parte gli scherzi, un eventuale surplus di PN Dolomiti sarebbe un errorino strategico d’impianto mica da poco…).

  3. Claudio Claudio

    …per maggior chiarezza riterrei opportuno fare alcuni distinguo. Mi suonava strana la definizione “lotta integrata”… che infatti non ha un senso logico compiuto… Piuttosto i documenti ufficiali parlano di PI ovvero Produzione Integrata e su questo punto c’è tanto di «Disciplinare di Produzione Integrata» di 39 pag. edito dalla Pat. Inoltre il programma del convegno, tra il caffè di benvenuto ed il buffet delle 13:00 tratta «I valori della cooperazione e la Sostenibilità d’Impresa» e tutto il frammezzo è dedicato alla sostenibilità del settore agroalimentare. Quindi qui interessa solo la PRODUZIONE (Integrata) e la SOSTENIBILITA’ D’IMPRESA che non ha nulla a che vedere, se non di riflesso (magari negativo), con la difesa del Territorio da eccesso di uso di prodotti tossici… Buoni tramezzini…

  4. Silvio Silvio

    Scusate l’ignoranza, ma un vino italiano che costa 4 dollari in USA a quanto viene venduto franco cantina dal produttore…tenendo conto dei costi di trasporto, delle imposte, dei margini del distributore e di quelli del commerciante finale. Qualcosa non mi torna. O sbaglio io qualcosa?

    1. Ghino Ghino

      Penso che @Claudio potrebbe farti un calcolo millimetrico.
      Io la butto lì sui 0.70 – 0.75 cent. Poi bisognerebbe chiedersi se questo è il prezzo del P.N. … ma questa è altra storia..

  5. Claudio Claudio

    …l’apertura l’intermezzo e la chiusura del convegno la conosco già…sta scritta in fronte agli autorevoli relatori di “primo piano”… Anche ieri sul giornale, il ns simpatico assessore affermava: “…Dallapiccola segnala con orgoglio anche l’attenzione che la Provincia presta alle produzioni agricole condotte con metodo integrato, «considerato dall’Unione Europea – afferma – un metodo di produzione sostenibile al pari di quello biologico»…”. Ora, equiparare la “lotta integrata” al biologico è da sola una gigantesca baggianata. Infatti la “lotta integrata” nostrana ci ha consegnato il primato italiano nell’uso di pesticidi, in particolare dei princìpi attivi nei fungicidi ed erbicidi per ettaro!… Poi la confronti con l’uso di pesticidi nella coltivazione biologica…. Sostenibile my ass!… “…Una mattinata…per dare spazio alle buone pratiche…” my ass! Solo le immancabili elezioni all’orizzonte e quindi il solito “sostenibile” clientelismo populista…

    1. Cosimo

      …leggi qui Claudio…faccio un copia/incolla dal CHI SIAMO del sito di uno degli organizzatori del convegno di domani…
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      1. Tex Willer

        Dispiace veramente vedere quest’immagine e capire così dove va a finire il nostro lavoro di un anno più quello in cantina. Non so se questa “offerta speciale” sia opera della nostra “Cooperazione vinicola”, non ci sono abbastanza elementi per capirlo, spero proprio di no, ma se così fosse beh, allora credo che una cooperazione così la meriti proprio una riforma pasticciata come quella appena varata dal Governo sulle BCC e probabilmente aspettiamoci anche dell’altro. 🙁

        1. Zagor Zagor

          sono mesi che si trova un Teroldego Rotaliano allo stesso prezzo (tre euro e cinquanta) nelle coop.
          non so se sia la stessa cantina. ma è chiaro che non è con questi vini che le coop fanno affari per remunerare le uve dei loro soci.

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