OGM, FRA OPPORTUNITÀ E CIALTRONERIA

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Consigliato da alcuni amici di Confagricoltura Veneto, domenica sera ho guardato la trasmissione televisiva Presa Diretta, su Rai 3, condotta da Riccardo Iacona.
Lo confesso, non sono solito guardare la Tv in particolare le inchieste su RAI 3, preferisco la lettura o un film, ma domenica no, ho “ceduto” e vi confesso che non mi sono pentito.

Ne è valsa veramente la pena, anche perché mentre guardavo la trasmissione seguivo su Facebook e Twitter la contemporanea reazione delle organizzazioni sindacali agricole, stizzite per ciò che veniva raccontato in Tv.
Oggi stavo preparando una sintesi della puntata per il blog, quando ho letto l’articolo di Luciano Capone sul quotidiano il Foglio: lo ammetto, io non sarei stato capace di descrivere la trasmissione e le relative conseguenze come ha fatto questo questo bravo giornalista.
Ve ne consiglio la lettura.

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15 Commenti

  1. Giuliano

    Gentilissimo Nostradamus, mi dispiace ma debbo confessarti che non ho sufficienti studi alle spalle per argomentare oltre.
    Bello sarebbese se in questo dibattito intervenisse qualcuno più informato di me o ancora meglio se presso la Fondazione Mach si riuscisse ad organizzare un bel convegno chiarificatore.
    Intanto per chi vuole approfondire l’argomento linko questo articolo fresco fresco che ritengo interessante:
    http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2016/03/uve.pdf
    Saluti e grazie.

    1. Topolino Topolino

      Sarà difficile Giuliano che si organizzino convegni presso la Fondazione Mach o da qualsiasi altra parte se Coldiretti ci guadagna nell’importazione di mangimi OGM, non credi?

      Allegati

        1. Giuliano

          Ma qualcosa c’è che frena è inutile negarlo ma io ho fiducia che qualcosa si possa organizzare, nelle altre regioni succede e poi… in Trentino non c’è solo Coldiretti, vero?

  2. Giuliano

    @Ciano: so che ci sono OGM resistenti al diserbante e OGM che non subiscono attacchi da parte della piralide per cui non necessitano di alcun trattamento antiparassitario.

  3. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Il tempo e il ridicolo hanno fatto sparire le tabelle “Comune denuclearizzato”, ora verranno ritirate quelle di “Comune ogm free”. Prima o poi se ne andrà anche Martina liberando la ricerca dai vincoli che da Pecoraro Scanio in poi l’hanno condizionata in tutti questi anni. Senza ‘sta zavorra, fare agricoltura sarebbe certo più facile.

    1. Romano Romano

      Gentile dottor Rossi, magari prima di usare come “zavorra” provi a leggersi questo documento firmato da un insigne ricercatore. Provi, magari poi riusciremmo a stabilire un dialogo.

      1. Angelo Rossi Angelo Rossi

        Ho provato a leggere, ma non trovo nulla di nuovo. Opinioni su cui si può discutere all’infinito con ciascuno che mantiene le proprie posizioni. Le posizioni per partito preso non portano progresso, ma avvantaggiano le multinazionali che soffocano anche le biodiversità. Mi domando se questa vada difesa e sviluppata solo con metodi arcaici o se le sarà mai permesso di ricorrere ai moderni ritrovati della scienza. Zavorra per me è bloccare la scienza, predicare bene e razzolare male. O non razzolare affatto.

        1. Giuliano

          Pensare Angelo che siamo stati presi per il naso per anni da un professore e i suoi collaboratori che falsificavano i dati per dimostrare che gli OGM erano pericolosi, per fortuna sono stati smascherati dalla senatrice Cattaneo, il guaio è che potranno continuare ad insegnare e a fare ricerca. In Italia succede anche questo purtroppo. http://www.corriere.it/opinioni/16_febbraio_15/frode-scientifica-resta-impunita-1572905e-d365-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml

          1. Nostradamus

            Caro sign. Giuliano Preghenella, Le rispondo da giovane agricoltore deluso. Nel 2006 l’allora direttore dell’Istituto Agrario Trentino annunciava che, grazie al finanziamento dell’attività per i sequenziamenti di vite e melo ed ai migliori ricercatori europei nell’ambito della biologia molecolare, avremmo avuto la possibilità di piantare cloni resistenti alle malattie, un’agricoltura più pulita…”in 10 anni non ci saranno più atomizzatori in val di Non!”. Applaudii insieme agli altri. Io ci ho creduto, ma sono stato preso per il naso. Putroppo dieci anni dopo è la comunità scientifica ad interrogarsi sulle ricadute di tali linee di ricerca. Non solo 16 anni di coltivazioni OGM hanno incrementato l’uso dei pesticidi dell’agricoltura statunitense, con conseguenze sulla salute umana, ma hanno perfino indotto nuove vulnerabilità. Le allego uno studio al riguardo: http://enveurope.springeropen.com/articles/10.1186/2190-4715-24-24 Se trovasse uno studio che falsifica i dati dell’atricolo, La prego di farmelo sapere. Per inciso, io sono un agricoltore che non ama il “cornoletame”, ma nemmeno ama gli slogan.

            1. Giuliano

              Gent.mo collega non essere pessimista,
              quell’ Illustre Direttore dell’Istituto non immaginava certo di avere un giorno Ministro dell’Agricoltura un esponente dei Verdi, come non poteva immaginare di avere la più grande associazione di categoria ottusamente contro, ma lasciamo perdere.

              Tu mi chiedi l’impossibile e cioè in quella relazione che hai likato di smentire ciò che è ovvio, ripeto è impossibile.
              Il perchè cerco di spiegarlo:
              seminare una coltura anche nell’orto di casa comporta selezionare le piante che si intendono coltivare da quelle che crescono spontaneamente, lo sanno anche i bambini;
              fare questa selezione manualmente su vaste superfici è impensabile;
              farlo con un diserbante a largo spettro d’azione è altrettanto impossibile in quanto comporta la perdita di entrambe le piante;
              lasciar crescere entrambe le piante comporterebbe una resa molto scarsa o nulla per quella coltura che s’intende coltivare;

              la ricerca oggi offre mais geneticamente modificato resistente ad un diserbante,
              ovvio che questo rappresenta una chances molto allettante in quanto avrai una resa di prodotto massima, per contro su quell’appezzamento avrai un consumo di diserbante che prima non avevi ed è per quello che poi si nota un incremento nel consumo di pesticidi.

              Diverso invece il caso del mais che geneticamente modificato impedisce all’insetto Piralide di attaccare le pannocchie e successivamente farle ammuffire, in quel caso hai il vantaggio di non dover fare trattamenti antiparassitari, e il consumo di pesticidi semplicemente crolla.

              Stessa cosa accadrebbe se per esempio nel Pinot Grigio o nella Golden attualmente le varietà più coltivate da noi si potesse trasferire solo il gene della resistenza alla peronospora o alla ticchiolatura già presente per natura in alcune piante, avresti lo stesso prodotto senza dover trattare le piante.
              Questo trasferimento oggi è già realtà nel senso che si può fare ed è stato fatto ma le piante ottenute debbono rimanere inspiegabilmente rinchiuse in una serra a tenuta stagna, non è permessa la coltivazione a pieno campo.

              Non ci vorrebbe certo un scienziato per capire che se si permettesse la coltivazione a pieno campo l’uso poi dei pesticidi in questo caso crollerebbe, ovviamente crollerebbe anche il busisness per “qualcuno”, e questo qualcuno s’inventerà di tutto per evitare che questo accada, anche raccontare bugie… sono stato abbastanza chiaro?

            2. Nostradamus

              Caro Giuliano, apprezzo l’argomentazione, la stessa dell’allora direttore dell’Istituto. Aggiungo per completezza una cosiderazione. Mi faccia sapere se la ritiene corretta o no.
              Non si può negare che vi siano già varietà di melo resistenti alla ticchiolatura ed ottenute tramite tecnica cis-genetica sviluppata, tra gli altri, dall’Università di Bologna su Gala. Ciononostante queste varietà perdono nel tempo (già dopo 10) la resistenza a causa della co-evoluzione del fungo . In pratica la maggior resistenza della pianta porta ad una maggior resistenza del fungo. Le scelte quindi di coltivare piante a resistenza indotta in laboratorio accelererebbe la naturale coevoluzione della ticchiolatura con conseguenze non solo per chi ha scelto di coltivare cis/trans-genico, ma anche per chi ha voluto mantenere le varietà naturali (e non sto parlando dei fan del cornoletame!). Probabilmente l’uso dei pesticidi nel tempo non crollerebbe e, le confesso, mi è difficile capire se davvero gli agricoltori, e chi non è agricoltore che accumula comunque pesticidi nel corpo, sul lungo periodo ne beneficierebbe.

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