È VIETATO CALPESTARE I SOGNI (COOPERATIVI)!

Ti ringrazio Tiziano per i complimenti così generosi che hai espresso nei miei confronti, specialmente quando scrivi “fai anche troppo”.

Posso chiederti dov’è il troppo? Ti darei ragione se, per esempio, avessimo davanti agli occhi le relazioni di direttori di cantina (anche in forma anonima magari), relazioni capaci di argomentare, numeri alla mano, che quello che stai, state, stiamo, proponendo sono il frutto di idee fuori di zucca; ma niente di tutto ciò: prevale il silenzio. E questo, se permetti, per me appassionato di Cooperazione è sconfortante, lo ammetto.

Non pensavo che la mia amata Cooperazione potesse spingersi fino a questo punto, potesse trincerarsi dietro questo silenzio; in fin dei conti non siamo qui a chiedere chissà quali privilegi o chissà che cosa; no, siamo qui a proporre idee per il nostro futuro, il nostro e quello della filiera vino nel suo complesso.

Basta informarsi un po’ e si scopre che che in tutte le regioni italiane fioriscono proposte per valorizzare la propria identità agricola e viticola, idee che legano il prodotto della terra al territorio.

E’ troppo chiedeere di ricevere almeno una breve risposta, negativa o positiva che sia.

Sembra strano Tiziano, e ne dobbiamo prendere atto, ma su questa nostra proposta pubblica nessuno esprime un giudizio: ripeto dalla mia “amata” Cooperazione non me l’apettavo.

Sono deluso. Altro che fare troppo… non credi?

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27 Commenti

  1. Caro Giuliano F.G. : ho amato il Deserto dei Tartari come non mai.. Ed anche il film di Zurlini non era male.. E mi sono sempre sentito come Drogo quando attendevo un qualche cenno, una parolaccia, una bestemmia dai padroni del vapore trentino.. Tutti ufficialetti asburgici che parlano italiano, come gli snob inglesi a Firenze…

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  2. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    @ Angelo – grazie avevo solo un piccolo dubbio.
    Che ci riesca qualcun altro ho dubbi più forti.
    Intorno al tuo tavolo c’erano i più bei nomi del vino, spumanti. grappe del Trentino. Da Cavit a Pisoni.
    Era un arco “costituzionale” e la Provincia lo aveva capito, almeno in parte. Cambiati gli equilibri politici lo hanno differenziato e ucciso tanto che oggi finanziano seggiovie, neve. sagre, ecc.
    Il vino e il resto ? Un optional …..
    Per questo ora ognuno si arrangia come può in questo deserto di vigne e di tartari.

      1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

        @ Morgan – Sei l’unico che capisce qualcosa del Deserto dei Tartari e di Buzzati. Ma ricordi ? Il Forte era il Corriere della Sera, e nelle varie stanze c’era anche Montanelli.
        Da noi c’è solo da aspettare e di scoperte girando nel Castello ne rimangono solo poche.
        Per me i Tartari sono alle porte oppure già dentro.
        Ciao Amico mio.

      1. MWG MWG

        Solo per te @canaglia a breve un microfono articolo illustrativo di quanto mostrato in fotografia….
        Giusto perché non vorrei rischiare di essere “inabile”.

  3. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Ricordo, caro Giuliano, quando difendevi la cooperazione mentre qui si criticava un certo modello di cooperazione e ora sei deluso da questa cooperazione. O forse dai vertici di questa cooperazione. Solo qualche mese fa, infatti, il movimento capitanato dal prof. Gios ha dimostrato che la base cooperativa pensante era con lui. Certo, il modello giocato solo sulla redditività tappa la bocca a molti perché tengono famiglia, ma i cocciuti difensori sono pochi. Prima o poi ci si renderà conto che i sistemi vitivinicoli sono diventati due: quello industriale o di fondovalle e quello territoriale o di collina/montagna. Con tutte le eccezioni del caso, ovviamente. E prima o poi anche la cooperazione ne prenderà atto e farà la sua parte. Si tratta solo di stimolarla perché faccia presto, aggiungendo alle parole qualche illuminante tabella.

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Caro Angelo, se il “Giuliano” a cui ti riferisci sono io vorrei rispondere, ricordandoti come ultimo, attivo direttore di un CVT morente, ma indiscussa e temibile tribuna di persone importanti del settore e non di stelle filanti come pare sia oggi.
      Questo perché qui di Giuliani siamo in tanti e non vorrei confondermi – causa età ma non certo come memoria sempre ben documentata. Come neppure togliere la parola a qualche mio omonimo più illuminato e documentato.

      1. Angelo Rossi Angelo Rossi

        Scusami Giuliano GFG, mi riferivo a Preghenella, cooperatore tutto d’un pezzo. In quanto al CVT morente auspico con te che si ritrovi il sano spirito dell’interprofessione paritetica fra categorie che per 50 anni tondi pilotò lo sviluppo della nostra viti enologia. Altrimenti ci deve pensare qualcun altro.

  4. Federico Federico

    Non so chi sei, non ti conosco, se non per aver letto ogni tanto i tuoi articoli su questo blog o i tuoi commenti. Gli uni e gli altri mi sembrano sempre intelligenti e sensati. Mi pare di aver capito che sei persona fuori dalle istituzioni o dalla politica. Un contadino vero, nei fatti e nelle parole, che dice quello che deve dire e fa quello che deve fare. I miei complimenti, bravo, meriti stima e rispetto.

      1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

        Il 17 novembre del 1957 nacque lo slogan, coniato da Silvius Magnago a Castel Firmian, «Los von Trient».
        Anche se di vino ne è passato tanto sotto i ponti mi sa che aveva intuito bene: certamente tenne il discorso nella cantina del Castello, bagnandosi la gola con un Sylvaner di Nuova Cella, per cominciare questa competizione territoriale.

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Cooperazione Trentina ?
      Una idea dimenticata e quasi obsoleta.
      Qui si pensa solo a non naufragare … ma solo dalla propria seggiola, però !
      Sono d’accordo con voi, ma ricordo a Tiziano quello che dissi un giorno, ricordando Mao Tze Tung : La Guerra al sistema si fa stando nel Sistema !
      Ma se si sta fuori, nessuno ti sente e peggio ancora quel qualcuno lì non ti prende neppure sul serio !

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