VINITALY 2016: A VERONA NON C’ERO. A MILANO MAGARI SÌ… IL PROSSIMO ANNO

Premesso che quest’anno per una serie di mie buone ragioni personali – con tanto di giustificazione che potrei esibire a richiesta – a Verona non ci sono andato, trovo proprio condivisibili le argomentazioni di Oliviero Toscani, che auspica un rapido e opportuno trasloco a Milano – e se Dio vorrà mi piacerà esserci  – della più grande giostra enoica italica (non europea): perché davvero mi pare che Verona non sia più in grado di gestire e di sopportare una grande fiera internazionale come Vinitaly. E mi dispiace per i veronesi. E anche per Romeo e Giulietta. Per il poliziottesco Tosi un po’ meno. Ma un po’ anche per lui. Dai.
Toscani: «Verona non è all’altezza: Vinitaly a Milano»

CONDIVIDI CON

85 Commenti

  1. I rapporti di forza economica sono dettati dai gradi battaglioni.. Non si scappa.. Vedo citare il vecchio Technotel.BIBE di Genova che ho ben frequentato in passato ma che era la vetrina dei grossi importaori di whisky che storicamente operavano dal porto di Genova con l’Inghilterra ed il Commonwealth inglese.. Dopodichè gli importatori di whisky hanno venduto alle multinazionali.. Risultato Bibe annullato e Technotel finito a Rimini, regno quasi ciellino.. Lo scorso anno ho avuto un acceso diverbio con Toscani sui massimi sistemi del Mondo.. Però su Verona ha ragione da vendere.. Può piacere o meno il personaggio – io ho troncato irreversibilmente la mia amicizia/frequentazione con lui – però tocca un nervo scoperto.. Cartina al tornalsole..? Facciamo una bella classifica dei Vomiti : quanti vomiti a Dusseldorf e quanti a Verona..? Verona – nonostante il biglietto a 80 euro – batte nettamente Dusseldorf..? Andiamo fieri di questa classifica..? Bene. Ma chi deve lavorare nel Vino.. che cazzo se ne fa dei vomiti..? Jiuliet not included..

    Allegati

  2. Le prossime edizioni, come da regola non scritta, prevederanno l’aumento del biglietto, con la scusa di “selezionare la clientela”. Tutti contenti nel marasma generale, sempre però più esigente e pretenzioso. Tanti auguri e, STE BEN!!!!!!

    1. Per non essere da meno dei Francesi… Propongo il costo biglietto Vinitaly 2017 come al Mipim di Cannes > MIPIM 2016. 15 – 18 marzo 2016. Palais des Festivals – Cannes, Francia. €1,775.
      1175 euro a persona.. Mi sembra quasi regalato..! ( Nel prezzo verrà incluso un selfie con Renzie ( rima x concordanza..) .. ammesso che sia ancora premier..)

      Allegati

    1. Diego, che le cose siano migliorate un po’ magari è anche vero. Questo tuttavia non toglie che una fiera (ma a questo punto piu che una fiera direi mostra) di questa portata sia inglobata dentro la città, piccola, come verona pone una serie di questioni logistiche non da poco. Non avere affrontato questi temi negli anni, per esempio, ha fatto si che nel frattempo la vera fiera b t b di portata mondiale diventasse quella duesseldorf – un mese prima di vinitaly -. O quella di Amsterdam per il vino sfuso, mentre Verona diventava sempre più una mostra per wine lover. Dove fra l’altro imperano ancora i bagarini, come scrive oggi sul suo blog anche una persona solitamente moderata come Maria Grazia Melegari. Poi nessuno qui ce l’ha con Romeo e Giulietta, nessuno con Verona e con la sua tradizione. Ma sottolineare i limiti magari aiuta – non credo l ente fiera a fare un passo coraggioso: uscire dalla città con un grande quartiere fieristico, come ha fatto milano.

    2. Tiziano Bianchi non so se si potrà fare quel passo, ma è chiaro che quest’anno c’è stata la volontà di cambiare. Difficile, dopo che per anni si sono allargate le porte a tutti, trovare la retta via. Anche il biglietto a 80 euro non risolve. Staremo a vedere nel tempo. Grazie per il tuo “solitamente moderata”, il mio passato con DP ogni tanto affiora.

    3. Non conosco il mondo delle pecore Tiziano&Erwin ma un pó (poco poco) il Vinitaly. Per una decina di anni ho anche fatto l’espositore quando di cantine trentine c’è ne erano in tutto una decina. Allora già la mattina dell’ultimo giorno c’era chi passava con il carrellino del supermercato per raccattare le bottiglie…. E nei collegamenti tra i padiglioni (meno della metà di oggi) il “censimento” era molto facile da fare……
      Sul tema vinitaly mi permetto di sollevare un altro tema: noi smettemmo di farlo perche i costi cominciavano ad essere troppo alti. Non so come siano oggi. Ma allora per una piccola cantina quasi conveniva invitare in azienda i potenziali clienti. In alto i calici #cosiperdire

    1. Federico Federico

      Beh Tiziano in Trentino tutti contenti. Ma tutti contenti per davvero. Speriamo che non siano le solite percezioni positive di circostanza. Perché dopo ogni Vinitaly trionfa l’ottimismo. Quest’anno anche più del solito, mi par di capire. E questo e’ molto buono. Quello che non capisco però e’ perché anno dopo anno cala la redditività per le cantine e le aziende agricole trentine.

        1. Giuliano

          Lo so, rischio di passare per un adulatore ma questa volta secondo me lo merita il presidente del Gruppo Mezzacorona Luca Rigotti di essere evidenziato in questo bel video presente sul gruppo facebook Teroldego.

          Mi piace quel suo pensiero rivolto all’economia agricola “alla parte dietro” dice lui,
          e cioè a dare un reddito ai propri soci,
          ai propri collaboratori, (oltre 400 gulp)
          alla qualità,
          alla salubrità
          e sopratutto alla sostenibilità.

          Complimenti Luca e se possibile continua su questa strada!

          ecco il link al video:
          https://www.facebook.com/teroldegocom/videos/10153966286175977/?__mref=message_bubble

            1. Giuliano

              Ho colto l’ironia nelle tue parole Tiziano e ti dirò che tu hai ragione da vendere,
              Luca Rigotti e la Cooperazione sono poi quelli che in collaborazione con Green Network a proposito di sostenibilità ti organizzano un convegno http://trentinogreen.net/coltivare-la-sostenibilita/ che ha parlato di tutto tranne di quello che noi viticoltori avremmo avuto bisogno di sentirci dire, ne abbiamo già parlato mi sembra,
              o in riferimento alla qualità e alla redditività ti fanno poi l’accordo con il Veneto sui 150 q x ha di Pinot Grigio senza coinvolgere i relativi soci.
              Speriamo e siamo qui costantemente a scrivere, finché ci è permesso, affinchè nelle intenzioni di Rigotti & Company ci sia veramente quell’attenzione “alla parte dietro” e non solo effimera visibilità.

              1. Cosimo P. di R. Cosimo P. di R.

                Quello incarnato da Rigotti è un modello di militarizzazione commerciale del territorio. Sicuramente in passat ha contribuito a creare reddito per le famiglie contadine – oggi mi pare molto meno e comunque un reddito allineato a quello della media delle altre coop trentine -.
                Ma nel mentre faceva questo, cadaverizzava il territorio e le identità. E anche la democrazia.
                Se questo è il tuo modello, Giuliano, accomodati. Ma il Trentino non può essere grato e non deve essere grato a uomini e a modelli come questi. E la finisco qui. E mi taccio.

                    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

                      Andiamo piano: Cavit ha un solo vantaggio se perde in fatturato c’è sempre qualcunA che lo ripiana. Adesso guadagna – bravi.
                      Ricordo l’AD di venti e oltre anni fa che mi invitò nella sede: al primo giro di scale vi erano tutte le foto delle cooperative amiche e conferenti e un buco vuoto. Mezzocorona. Ma quello che mi stupì (lavorando allora in una azienda americoItaliana – 6.500 dipendenti) è che aggiunse: alla fine non ci sono problemi perché i fatturati finali vengono ripianati dalla Provincia.
                      Ma è ancora vero ?

                    2. @giuliano fago: Ma no, non è così, non è vero che la Provincia ripiana. Magari può essere capitato, ma il successo di Cavit sta altrove e lo sai anche tu. Sta nella deterritorializzazione globalista. Poi è vero che Cavit funziona bene, perché in fondo è solo un imbottigliatore e commercializzatore (bravo); nel sistema Cavit, semmai, i problemi stanno nel primo grado, dove si svolge la produzione, dove l’uva diventa vino, i costi, i problemi (eventuali) stanno lì, non a Ravina. Ma questo è ancora un altro discorso.

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Sì, Diego, Verona è sempre Verona ma dalla tua foto sembra più una fermata della linea 1 della Metropolitana Milanese. Posti in piedi ma comodi.
      A casa ? Ma sì, una volta si organizzavano eventi in Trentino, perché qualcuno passasse anche da casa nostra, emigrando da Verona per qualche ora.
      Mi sfugge la cosa, ma succede ancora così ?

  3. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Ruggeri, in fondo ha ragione. Il Vinitaly fu costruito e ideato come punto di presentazione e tentata vendita dei vini del nord. Poi, arrivarono velocemente le altre regioni/nazioni e Verona cominciò a scoppiare – organizzativamente si intende. La Fiera a 50 anni non fronteggia questo successo a meno che non si cambi zona o si aumenti l’area, si cambino le vie di accesso.
    Tiziano ha ragione : anch’io ho perso una vita a trovare un parcheggio sia da privato che da espositore per non parlare dei servizi quasi inesistenti e le interminabili file sull’autostrada per entrare ed uscire dalla città. E gli alberghi pieni come uova con espositori costretti a migrare nelle regioni vicine, per avere una camera.
    Non è successo di affluenza ma solo mancato adeguamento negli anni .
    Non sono d’accordo però con Oliviero Toscani. Verona si organizzi, metta mano al portafoglio per incrementare questo importante incontro, trasformato in una piccola Soho o Portobello Road.
    E così anche Trento: non affidiamoci sempre al nostro solito santo – Sanseverino !

    1. Cosimo Cosimo

      Esatto Giuliano, tutto giusto quello che scrivi. Verona non è in grado più di sopportare una fiera così in centro città, a due passi dal Arena. Milano chiaramente ê una provocazione, per dire che c è bisogno di un grande centro fieristico all altezza delle aspettative di tutti.

    1. lodovico.. non per romperti sempre i coglioni, pero credo che a volte sarebbe utile essere un po’ meno generici. buttari li commenti random cosi… non so se è tanto utile. poi appunto io non ho visto quello che hai visto tu.

    2. Se dovessi risponderti sul fatto Verona …milano avrei da raccontarti una storia dove in un altro settore si era posto lo stesso problema cosi la seconda più importante fiera del settore d’Europa tra liti e dissidenti si è divisa con metà gente a Verona e metà a Milano …conclusione dopo due edizioni morirono tutte e due le manifestazioni per la gioia dei tedeschi che rimasero senza concorrenti…e che ruppero le balle formentando le divisioni furono i piccoli che andando a milano speravano di diventare grandi di colpo…rompere i giocattoli che funzionano la storia insegna che è sempre rischioso…forse quando commento non sono preciso e forbito come te ma ti assicuro che di esperienza ne ho da vendere e forse non sono stato alle colonne di Orione ma di cose ne ho viste a gogò e non solo sul vino…comunque ero al vinitaly domenica e ieri…e ho visto il pubblicitario lo stand che aveva e la gente che lo frequentava….ma se andava a Milano…Poi se vogliamo discutere di cosa offre Milano e cosa Verona possiamo parlarne ed direi che non c’è paragone….però una fiera si identifica anche con una città….diversi anni fa ente fiera di Genova investi molto per fare una fiera vinicola da loro ma fece un buco nell’acqua ma tu forse eri troppo giovane…

    3. qui non si è ancora diviso nessuno fra verona e milano.. ma intanto la piu importante fiera b to b mondiale è diventata quella tedesca di dusseldorf… e non ci siamo ancora divisi… ad ogni modo… forse è tempo che l’ente fiera di verona immagini una sua collocazione .. fuori verona.non a due passi dall’arena dopo di che…ok va bem cosi lodovico.. te pias la fera de santa caterina..ok…

    4. che poi ..a proposito di identificazione per il b to b … la piu importante fiera mondiale per le bottiglie è quella tedesca (prowein) e quella del fino sfuso (cisterne) è olandede (world bulk wine) ad amsterdam. No questo per dire quanto conta la tradizione vinicola nel b to b. da su..per l’amor di dio lodovico … anche se sono troppo giovane.

    5. e se poi a te piace..andare a verona. come wine lover (ma gli wine lover vanno alle mostre non alle fiere’) a pestarti sui piedi e a metterti in processione anche per andare a pisciare… please… accomodati. Ma questa non è una fiera, questa l’è na fera ….

    6. io vado perchè mi invitano…ma non ho un particolare interesse infatti vado un paio di ore…..forse perche facendo un calcolo per difetto credo di avete partecipato come espositore a circa un centinaio di fiere in giro per il mondo…pertanto ho già dato e molto…

  4. Ci sono modi migliori per “sfanculare” una città, dove certamente tutti hanno dato il massimo per la riuscita dell’evento e quindi tutto l’universo che gira attorno. Nessuna lo ha abbligato ad esporre a Verona, evidentemente in questi anni ne ha tratto grossi vantaggi, oltre a Bordeaux e Dusseldorf. Da una persona di STILE mi sarei aspettato altrettanto STILE.

    1. ma non si parla mai della fiera dello scrocco e del trattamento dozzinale? operatori che chiedono biglietti gratis? aziende che non fanno altro che auto-celebrarsi? consorzi che cozzano con altri consorzi? marasma di gente che non sa neanche dove andare? ma no, il problema è verona non il mondo del vino.

    2. Penso che il Vinitaly sia diventato rispetto alla fine anni Sessanta qualcosa di enorme importante, direi incredibile che nemmeno la più strutturata Milano riesca a gestirlo logisticamente parlando nel suo breve lasso di tempo. E la logica di Toscani nell’evitare il pubblico abbeveratoio adeguandola ai soli addetti ai lavori, è corretto. Poi il politico di Verona fa le proprie scelte, il produttore le proprie, il consumatore le proprie etc. Confidando che Verona si strutturi meglio anno per anno.

    3. Che Verona si strutturi meglio anno per anno ce lo auguriamo tutti, soprattutto quelli che come me ci vengono da 26 anni. Ma se non è successo finora potrà mai succedere in un futuro ? È come pensate che potranno risolvere il problema viabilità ? Sabato mattina c’era un ora di coda (a fiera chiusa) per entrare in fiera e fare l’allestimento.

    4. Io, che per carità le mie parole lascino il tempo che trovano, con la mia piccola esperienza del traffico milanese, non ho visto tutta sta viabilità sciolta. Una volta ho fatto una conversazione con un pilastro di un ponte che mi ha raccontato che spesso è così anche senza eventoni del genere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *