Anteprima del Soave: parola al vino, tra paesaggio e biodiversità

Grandi le attese per Soave Preview, l’Anteprima del Soave, in programma il 19 e 20 maggio a Monteforte d’Alpone. Paesaggio, biodiversità, vecchie vigne, viticoltura eroica saranno solo alcuni dei temi affrontati durante la due giorni.

Attesi oltre 150 giornalisti e buyer esteri provenienti da Giappone, Germania, Polonia, Inghilterra, Nord Europa, Stati Uniti.

Sabato 21 e domenica 22 maggio banco d’assaggio aperto al pubblico.

Soave Preview, l’anteprima del Soave, in programma nel Chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone il prossimo 19 e 20 maggio, si apre sotto il segno dell’internazionalità.

Oltre 150 giornalisti e buyer esteri provenienti da Giappone, Germania, Polonia, Inghilterra, Nord Europa, Stati Uniti si daranno appuntamento sulle colline del Soave Classico per assaggiare in anteprima l’annata 2015.

Forti le attese della numerosa delegazione estera per l’ultima vendemmia del Soave che presenta un grande equilibrio tra le componenti acide, zuccherine e sapide. Un’annata decisamente più classica rispetto a quella del 2014, caratterizzata da sentori di agrume verde e da una spiccata acidità, e rispetto anche alla 2013, caratterizzata invece da una salinità e da un corpo più vigoroso.

Per la prima volta l’Anteprima del Soave aprirà le porte anche al pubblico e agli appassionati sabato 21 e domenica 22 maggio dalle 18 alle 22 (ingresso 10 euro). Oltre 100 etichette, in assaggio in anteprima, guidati da esperti sommelier pronti a svelare i segreti della doc e a descrivere la nuova annata.

 

Parola al vino dunque per l’edizione alle porte che, come le precedenti, non punta ad “appiattire” l’analisi alla singola annata, ma propone ai giornalisti e agli operatori delle chiavi di lettura trasversali, in un’ottica di complessiva valorizzazione del comprensorio produttivo. Dal 2005 al 2008 infatti il Consorzio del Soave si impegna ad affrontare il tema della longevità del vino bianco con il format “Tutti i colori del bianco”. A partire dal 2009, fatto tesoro di quanto emerso in materia di longevità, nasce il progetto “Vulcania” che si propone invece di approfondire il vulcano come rivoluzionaria chiave di comunicazione, tanto che alcuni arrivano a parlare di “vino vulcanico” quale nuova categoria enologica. Negli anni nascel’Associazione delle doc Vulcaniche e “Vulcania” evolve in “Volcanic Wines” il forum internazionale dei vini da suolo vulcanico. Da qui il vino Soave “torna al centro” e, a partire dal 2013, si dà il via alla prima edizione di “Soave Preview”, l’anteprima del Soave.

Per l’edizione di Soave Preview targata 2016 sarà il paesaggio a tornare protagonista, con annesse tematiche quali la gestione integrata del vigneto, la biodiversità, l’etichetta verde per le produzioni a basso impatto ambientale.

Il Soave si proporrà come “vino di paesaggio”, dal momento che proprio quest’anno quella del Soave, assieme al Conegliano Valdobbiadene, è l’unica zona viticola italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di paesaggio storico rurale d’Italia da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

 

Con l’accezione “vino di paesaggio” si intende evidenziare l’unicità del vino ma anche l’unicità delle “Colline vitate del Soave”: il paesaggio storico rurale del Soave infatti, con le sue caratteristiche non clonabili, si distingue da quei “paesaggi viticoli internazionali” che invece incarnano un’immagine standardizza e stereotipata del vigneto.

Origine, stile, valore saranno le tre direttrici che guideranno il degustatore alla scoperta della nuova annata “all’ombra del Vulcano”: oltre 100 le referenze di Soave in assaggio, sia nelle degustazioni guidate che nei banchi d’assaggio. Visite ai vigneti si alterneranno a degustazioni in luoghi suggestivi quali il chiostro del Palazzo Vescovile di Monteforte d’Alpone.

 

Biodiversità sarà l’altro tema importante che caratterizzerà l’edizione 2016 dell’anteprima, grazie agli incoraggianti risultati riscontrati nell’area di produzione del Soave in base al protocollo “Biodiversity Friend” messo appunto nel 2010 dalla World Biodiversity Association.

Vecchie vigne, etichetta verde, biologico, viticoltura eroica, vulcano, saranno poi le parole che fungeranno da corollario ad una anteprima che punta a distinguersi per la sua modernità nella scelta dei temi e per l’impegno nel guardare a tematiche importanti, che hanno un’eco oltre i confini nazionali.

 

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