DISAMORE

Non mi viene altra parola che questa, disamore, passando in rassegna le poche notizie fino ad ora disponibili sulla prossima  MOSTRA VINI del TRENTINO (19 – 22  maggio 2016).

E’ il disamore che si legge nella scelta di diluire e annacquare tutto in un ventaglio di proposte gastronomiche abbinate ad “un calice di vino trentino”  (proprio cosi: un calice di generico vino trentino).  E mi chiedo ancora una volta, c’era proprio bisogno di una ibridazione così pesante fra cibo e vino; così pesante da trasformare la Mostra del vino in un generico evento enogastronomico, sullo stile Festival del vino di qualche mese fa?

E’ il disamore che si legge nella scelta di delocalizzare la Mostra in un paio di agriturismi – temo individuati a casaccio – di altrettante ridenti e suggestive località trentine note per un sacco di cose, ma non per la vitivinicoltura: Roncegno e Valfloriana.

Ma se questa è una mostra vini non valeva forse la pena delocalizzare in Vallagarina, in Piana Rotaliana, a Roverè della Luna, in Valle dei Laghi, a Faedo, a Cembra? Quale è la capacità di Roncegno e di Valfloriana di creare reputazione e di rappresentare il vino trentino e il suo paesaggio vitato?

C’è del disamore nel presentare una rassegna cinematografica, a corredo della mostra del vino trentino e per tapparne i buchi, in cui compare il titolo di un film dedicato alla rivoluzione del Barolo. E nemmeno propriamente recente. Tra l’altro.

Come se io andassi in Sicilia alla sagra degli Arancini e mi offrissero i canederli. Uguale.

C’è del disamore nel proporre un format grafico in cui compare ancora la vecchia e desueta bottiglia nera del TRENTODOC collettivo. Uno strumento di marketing che non viene più usato da almeno due anni. perché aveva mostrato dei limiti mostruosi di comunicazione. Eppure qui, quel mostro nero, compare ancora. Nessuno ha comunicato ai responsabili della Mostra (Consorzio Vini del Trentino e Palazzo Roccabruna – Camera di Commercio) che quel vecchio arnese propagandistico è stato messo in soffitta, anzi in cantina? E loro, non se ne sono ancora accorti?

C’è del disamore, credo, in tutto questo.

Ps: nel frattempo si è appreso che le aziende partecipanti alla 79° Mostra sono 43, di cui 18 appartenenti all’universo cooperativo.

13173837_1003760716355993_3490229010953851239_n

 

CONDIVIDI CON

18 Commenti

  1. Pingback: TRENTINO, IL DECLINO DI UN TERRITORIO - TRENTINO WINE BLOG

      1. MWG MWG

        ecco il menù con il piatto tipico della cucina popolare trentina… il “tonco de Pontelese”. Da chiedere la ricetta agli Chef Dal Sasso e a Bassetti.

        Allegati

  2. Lucy Lucy

    Chissà chi sarà l’inventore del Marzemino Ambrato… Forse Baldessari? O de Tarczal? O sarà un’innovazione di Massimo Tarter della sociale di Isera? Sono aperte le scommesse…

  3. Display Display

    mi associo alla domanda di Cosimo ma che senso ha portare la mostra a valfloriana o a roncegno e ingnorare completamente i territori viticoli del trentino? Come aveva scritto tempo fa cosimo a proposito di altro, forse gli alieni si sono impadroniti di palazzo roccabruna e hanno seminato lo scompiglio cosmico!

  4. Zorro Zorro

    Insomma tutta questa mostra (cooperativa) si esaurisce tutta in un ciclo di degustazioni alla solita maniera di palazzo roccabruna e niente di più. Mah, non capisco a cosa servono queste cose. Ho la sensazione che siano le solite cose che si fanno solo perché si devono fare. Credo proprio che non ci andrò.

  5. MWG MWG

    Ma la domanda da porsi e da porre (a chi?), come mai moltissime aziende trentino (tra le quali alcune rappresentative e di fama interna e internazionale ) non hanno aderito? Su loro iniziativa? Non sono state forse invitate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *