HIT, VOGLIA DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

Giovedì 19 maggio si è insediato il nuovo Consiglio di amministrazione di HIT, il Consorzio creato da Trentino Sviluppo, Università di Trento e le Fondazioni Kessler e Mach per, si legge nel comunicato stampa della PAT, favorire il trasferimento tecnologico.

Forte di questa importante motivazione mi sono subito permesso di chiedere, tramite Twitter, ai protagonisti citati nel comunicato stampa se un viticoltore, ed eventualmente come, può seguire i lavori del consorzio ed esserne costantemente aggiornato.

Stranamente non mi ancora pervenuta risposta, questo nonostante sia coinvolta nel progetto la nostra Fondazione Mach; immagino che dovrò sollecitare ancora un pochino per averne una.

Nel frattempo non mi sono arreso e mi sono dato da fare e ho trovato il sito Internet ufficiale di H.I.T. dove minuziosamente ne vengono descritte l’attività, i progetti, la mission e per chi ne ha le capacità anche la possibilità tdi inviare la propria candidatura per collaborare (anche se debbo dire questa sezione non mi sembra proprio del tutto aggiornata, forse…) insomma un sito prezioso, da tenere costantemente sott’occhio; in particolare mi preme segnalare  la sezione denominata newsletter, dove, iscrivendosi, si ha la possibilità di ricevere tutti gli aggiornamenti sullo stato dei progetti in corso.

Ed ecco il mio invito questo: siccome è possibile abbinare una sola voce per indirizzo mail, utilizziamo tutti i nostri indirizzi mail attivi,
iscriviamoci, facciamo sentire il nostro fiato sul collo a questo consorzio il quale gode di finanziamenti da enti pubblici, se saremo in tanti a seguirne l’attività sarà più facile per chi lo gestisce sentirsi investito di forte responsabilità. E il costante e prezioso trasferimento tecnologico forse avverrà. Magari anche verso noi viticoltori.

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7 Commenti

    1. si Cal Cammarata come ha già detto Tiziano il trasferimento tecnologico è quel processo attraverso il quale conoscenze, tecnologie, metodi di produzione, prototipi e servizi sviluppati da università, aziende, enti di ricerca possono essere resi accessibili a una ampia gamma di utenti che possono poi ulteriormente sviluppare e sfruttare, contadini compresi 😉

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