ALTO ADIGE, IL VINO DI NOTTE

Sabato scorso si è svolta 10° edizione della manifestazione che ha coinvolto quasi tutte le Cantine dell’Alto Adige, comprese tra i comuni di Bolzano, Appiano, Caldaro, Termeno, Cortaccia, Magrè, Cortina, Salorno, Montagna e Bronzolo.
Una manifestazione che ha dell’incredibile se si pensa solo a quante realtà sono si sono mobilitate (ben oltre 30 tra cooperative e private) e a quante persone sono state attirate nella Bassa Atesina per questa manifestazione organizzata dalla Südtiroler Weinstraße.
Eventi nell’evento, poiché ogni cantina ha proposto un suo format, dalle degustazioni verticali ai self- tasting, dalle cene a tema alla wine disco senza ovviamente rinunciare alla tradizionale visita guidata e alla degustazione di prodotti gastronomici locali. Insomma per tutti i gusti. Ma i festeggiamenti si sono svolti sempre nella correttezza e nel rispetto delle regole dal momento che un circuito di BUS –Navetta hanno consentito di viaggiare di cantina in cantina in assoluta libertà e comodità, al popolare prezzo di € 5.00.
Ma al di là della misura dell’evento (infatti i territori coinvolti non sono proprio tutti vicinissimi in termini chilometrici), mi ha stupito l’organizzazione come valore “comune” per le realtà che ho visitato personalmente e quelle visitate dai miei colleghi.
La manifestazione si è aperta alle ore 17 con il bus navetta che ci ha condotti a Maso Thaler.
Qui siamo stati accolti da Francesco Motta proprietario dell’Azienda assieme al padre e al fratello. Oltre alla possibilità di degustare i vini dell’azienda in abbinamento con alcuni piatti della tradizione culinaria altoatesina, la parte interessante è stata la visita all’azienda e la successiva degustazione verticale di Pinot Nero. Cinque le annate in degustazione, dal 2012 la più giovane al 2008. Il ricercatore Marco Stefanini della FEM che segue personalmente l’azienda, ci ha spiegato che i vigneti sono stati scelti in base alla vocazione della zona. Tutti i vigneti sono di origine francese e sono policlonali, ovvero sono stati utilizzati 12 cloni differenti allo scopo di contenere al meglio la variabilità delle differenti annate in termini di clima e produzione al fine di aver un’espressione dei vini il più costante possibile. Interessante questo confronto tra diverse annate, hanno permesso di comprendere appieno la variabilità che influisce sul prodotto finale nonostante le tecniche vengano mantenute il più costanti possibili. L’annata di Pinot Nero di Maso Thaler che mi ha colpita di più è stato l’annata 2010 con sentori tipici e netti dell’Alto Adige. Profumi varietali, naso ricco e pulito, in bocca elegante e ricco con una buona persistenza. Una sorpresa per l’annata 2008, dal colore ancora vivace con qualche riflesso granato ma dai profumi ancora fruttati anche se più timidamente presenti rispetto agli evoluti quali le spezie e il cuoio. Meno immediate le altre annate ma sicuramente degne di essere assaporate e degustate con il giusto tempo e rispetto.
Al termine della visita e della degustazione, la tappa successiva ci ha portati alla Cantina Tramin, una cooperativa questa volta, la più rinomata per il Gewürztraminer, nel cuore della terra natia di questa varietà. Qui le degustazioni si sono svolte nella bottaia interrata, nella Sala Rossa. I vini variavano da un prezzo popolarissimo di €0,50 al bicchiere per i vini della linea “base” fino ai €2.00 per le Riserve. All’ingresso un banco per il cambio dei gettoni con i quali acquistare i bicchieri, un modo simpatico e pratico per effettuare gli assaggi. La passeggiata nel percorso di degustazione si svolgeva tra le botti in cui moltissime persone conversavano allegramente e degustavano calici. Alla fine del percorso piccoli assaggi di cioccolata in abbinamento ai passiti da meditazione.
Tra una chiacchiera e l’altra e tra un bicchiere e l’altro, col rischio che la carrozza di Cenerentola si trasformasse di nuovo in zucca o peggio, il controllo di qualche posto di blocco della stradale, sul giungere della mezzanotte ci siamo ritirati verso casa felici, soddisfatti e per nulla stanchi.
La perfetta organizzazione e la collaborazione tra le differenti realtà vinicole mi ha davvero colpita; chiacchierando con i vari personaggi incontrati ci sono stati dati consigli e opinioni sincere senza giudizi e senza critiche. E adesso comincio a capire quello che mi dice qualche amico saggio, ovvero che abbiamo molto da imparare (e non solo in termini organizzativi).

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