LO STATO DELLA COOPERAZIONE AGRIGOLA

A corredo del post di Giuliano Preghenella di qualche giorno fa, pubblico il link al dossier completo, elaborato dalla federazione delle cooperative trentine, sullo stato del settore agricolo. Mi sembra un documento interessante, che consente anche di fare qualche ragionamento soprattutto sui numeri, fatta la tara alla prosa epica e ridondante.

Cooperative agricole – dati 2015

 

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2 Commenti

  1. Canaglia Canaglia

    Interessanti questi numeri. Ma perché non li hai commentati come fai di solito? Sembra quasi che ultimamente ti sia ritirato dal terreno delle opinioni, o sbaglio?

    1. In realtà ero tentato di buttare lì due ragionamenti, ma poi sarebbero state le solite cose, le solite parole, le solite analisi. In fondo questi numeri più o meno li abbiamo già analizzati in passato. Ora il fatto che siano stati certificati da ftcoop, in qualche modo ci da ragione.
      faccio, invece, il copia incolla del c.s. di FTcoop, a margine di questo documento, in modo da avere un quadro più completo del settore agricolo

      Agricoltura cooperativa, un miliardo di fatturato. “Volano della nostra economia”
      Venerdì, 03 Giugno 2016
      86 società con 19.149 soci conferitori (in crescita), 3.053 collaboratori (+205) e 995 milioni di euro di fatturato. Sono i dati di un settore che cresce quasi in tutti i comparti.

      Luca Rigotti: “avanti sul percorso della sostenibilità, l’agricoltura è soggetto attivo nella salvaguardia dell’ambiente. Alla Provincia chiediamo di attivare sinergie per valorizzare l’agricoltura di montagna a Bruxelles, dall’Euregio alla macroregione alpina”.

      L’assessore provinciale Michele Dallapiccola: “facciamo marketing insieme, anche la promozione provinciale deve valorizzare l’agricoltura locale. Non solo campi da calcio ma anche campi di patate nei nostri spot”.

      “L’agricoltura cooperativa è il principale volano per l’economia trentina, ed è un soggetto capace di garantire una grande stabilità economica e sociale”. Luca Rigotti, vicepresidente della Federazione e responsabile del settore agricolo, ha aperto stamani il convegno delle cooperative agricole presentando dati nel complesso positivi di un comparto vitale per l’economia locale.

      “Saremo sempre più impegnati sul fronte della sostenibilità, molto abbiamo fatto ma occorre far percepire di più la qualità ai consumatori”, ha proseguito Rigotti, che poi ha chiesto alla politica una attenzione sempre maggiore per portare a Bruxelles una sensibilità diversa riguardo la specificità dell’agricoltura di montagna.

      L’assessore provinciale Michele Dallapiccola ha ribadito l’opportunità di coinvolgere nella promozione della qualità dei prodotti locali i 5 milioni di turisti che ogni anno vengono in Trentino. “Abbiamo investito molte risorse del marketing per promuovere i ritiri delle squadre – ha detto l’assessore – vorrà dire che ai campi da calcio nei nostri messaggi aggiungeremo i campi di patate”. Al di là della battura, Dallapiccola ha offerto la disponibilità di strutture e risorse di Trentino Marketing per promuovere adeguatamente la montagna attraverso l’agricoltura e i suoi prodotti.

      Secondo il consigliere provinciale Mario Tonina “è necessario trovare una trasversalità, una lobby che ragioni sui temi della montagna, partendo da una istituzione che già esiste, l’Euregio”. Per il sen. Franco Panizza occorre puntare sul sistema, renderlo migliore e più integrato. “Non si può pensare che l’attività agricola deturpi il territorio, al contrario contribuisce a costruirlo”.

      La vicepresidente vicaria Marina Castaldo ha esortato a “fare rete, insieme, valorizzando la qualità, la coerenza, il territorio: perché altrimenti da soli non si va da nessuna parte”.

      Carlo Borzaga, presidente di Euricse, ha presentato uno studio in cui si evidenzia il crescente contributo della agricoltura all’economia italiana. Dall’inizio della crisi (2007) ad oggi il valore aggiunto portato dall’agricoltura è cresciuto dell’8,8%, quello dell’industria alimentare del 4,4%, mentre quello dell’altra industria è negativo (-7,6%), così come l’apporto delle costruzioni (-16,7%). Anche l’occupazione è calata nello stesso periodo assai meno (-7,4%) rispetto ad altri comparti industriali (-20,8%). Negli ultimi due anni le esportazioni in Italia sono cresciute del 6,9%, quelle relative all’industria alimentare del 10,6%.

      “Se l’economia italiana è cresciuta – ha concluso Borzaga – questo è merito della cooperazione. Anche per l’occupazione la cooperazione ha performato meglio rispetto ad altri settori. Tuttavia resta ancora molto da fare per valorizzare i prodotti agricoli sotto il profilo della qualità”.

      I numeri della cooperazione agricola nel 2015
      La cooperazione agricola conta 86 società: 18 nel settore vitivinicolo, 32 nell’ortofrutticolo, 18 nel lattiero caseario, 2 nel comparto zootecnico, 16 sono le cooperative di servizio.

      I soci conferitori sono 19.149 (+263). I collaboratori sono 3.053 con un incremento, nel confronto con l’esercizio precedente, di 205 persone. In tempi di crisi un dato meritevole di essere messo in evidenza. Un dato, come ha evidenziato il direttore Carlo Dellasega, che riguarda anche altri settori della cooperazione trentina.

      Nel 2015 il fatturato consolidato (cooperative agricole e società controllate) ha raggiunto 995 milioni di euro, in leggero calo (-3,9%) rispetto al 2014. Investimenti netti: 722 milioni di euro. Patrimonio complessivo: 399 milioni di euro.

      Nel dettaglio

      La presentazione è stata curata da Elena De Berardinis, Alessandro Tomasi e Michele Rosani dello staff del Settore Cooperative Agricole della Federazione di cui è responsabile Michele Girardi.

      Le cooperative dell’ortofrutticolo (6991 soci e 1589 collaboratori) hanno fatturato 383 milioni di euro. La quantità conferita di frutta è stata di 567 milioni di chilogrammi. Numero da record legato in particolare alle mele con 554 milioni di chilogrammi.

      Liquidato ai soci (mele – media provinciale): euro 0,295 a kg (nel 2014 era di euro 0,390 a kg). “Il prezzo medio è stato inferiore rispetto all’anno prima e ciò è dovuto a una produzione abbondante sia a livello nazionale ed europeo. Quanto prodotto in Trentino in termini di quantità ha rappresentato un record assoluto per l’ultimo decennio e – precisano i tecnici del settore – dell’intera storia della melicoltura di casa nostra”.

      Mercato in forte crescita per i piccoli frutti (458 ettari coltivati, 6 milioni di chilogrammi prodotti). Qui si è registrato un incremento dei consumi sia in Europa e sia negli Stati Uniti. Il prodotto è apprezzato anche dal consumatore italiano e trentino.

      Risultati soddisfacenti per gli ortaggi biologici (101 ettari coltivati e 1,8 milioni di chilogrammi prodotti), per le patate (145 ettari coltivati e 3,4 milioni di chilogrammi prodotti), per il mais di Storo (250 ettari coltivati e 1 milione 300 mila chilogrammi prodotti).

      L’olio di oliva del Garda (270 ettari coltivati e 870 mila chilogrammi lavorati) è un’altra eccellenza certificata dalla Dop Garda Trentino – Denominazione di Origine Protetta e da numerosi riconoscimenti ottenuti nelle principali rassegne nazionali e internazionali.

      Il lattiero caseario conta 869 soci. Fatturato: 104 milioni di euro. Liquidato soci (media provinciale): il prezzo medio del latte a grana riconosciuto ai soci ha raggiunto euro 0,563 a litro (rispetto a 0,587 del 2014).

      Da segnalare anche l’allevamento di bovini (se ne contano 23.165), ovini, caprini, equini, conigli. I soci impegnati in questo settore sono 1.188.

      Meritevoli di essere evidenziati anche i dati del settore ittico (trota e salmerino): 27 milioni di fatturato del settore, 50 mila quintali di trote da carne. Cinquanta imprese, settanta impianti, 450 addetti. A questo si aggiunge l’ottenimento della “Igp – Indicazione Geografica Protetta Trote e Salmerino del Trentino”.

      Il trittico di settori si completa con il vitivinicolo.

      Il fatturato consolidato dell’intero settore (comprese le società controllate) supera i 467 milioni di euro (stabile rispetto al 2014). I soci viticoltori sono 6.765. Uva conferita (vendemmia 2014 condizionata da meteo non favorevole): 1 milione e 30 mila quintali (calo del 13% rispetto alla vendemmia dell’anno prima).

      Liquidato ai soci: euro 95,33 a quintale di uva conferita (in aumento del 10,1% rispetto al precedente di 86 euro 59 centesimi). Il dato potrebbe far pensare a un’annata positiva, ma non è così, perché mentre la resa al quintale cresce del 10,1%, la resa a ettaro è diminuita del 13,4% pari a un valore medio di 11 mila 111 euro rispetto ai 12 mila 828 euro dell’anno precedente”.

      http://goo.gl/B394Eo

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