BIO PER TUTTI

Lo vuoi biologico… certficato… con il bollino europeo e lo vuoi pure DOC ..eccoti servito;
Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo a 1,99 euro.
E sono pure due vini piacevolmente bevibili.
‪#‎eurospin‬ ‪#‎seguirabrindisi‬

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64 Commenti

  1. Pingback: TRENTINO LOCALE, TRENTINO DA GDO. CON LA BENEDIZIONE DELLA POLITICA - TRENTINO WINE BLOG

    1. beh…dietro per lo piu c’è un grande imbottigliatore industriale di Ora…che sa fare il mestiere suo. Pero questa cosa ci dice anche che il il Bio ormai è diventato merce convenzionale e non è piu in grado di generare valore aggiuntivo

    1. ma no quinto … questo è normale.. le certificazioni bio.. sono ormai una componente dlela produzione industriale… ed è comprensibbile sia cosi. Meraviglia che nel nostro Parco…si faccia ancora riferimetno a queste certificazioni… come elemento distintivo. tutto qui.

    1. l’imbottigliatore come dici tu Tiziano Bianchi può essere bravo e abbattere i costi di imbottigliamento e trasporto e distribuzione….rimane però da chiedersi come viene prodotto e se non ci sia qualcosa che non torna nella produzione visto il costo. Togli dal prezzo 30 cents per l’imbottigliamento, 5 per il trasporto (?) e 40 per il rivenditore(?) ; 5 per la certificazione ecc… Mi rimane qualche dubbio sulla qualità della materia prima e sulla vinificazione se pago 1.10 per 0.75 l di vino. Al produttore quanto pagano 1 Kg di uva? 10 centesimi? :/

    2. Per non andare lontani….per esempio in emilia si possono trovare vini a denominazione a 50 / / 60 euro…ettolitro se scendi in puglia..mi dicono che in questo momento puoi trovare cose interessanti a 40 euro ettolitro e anche meno. L’unico a non guadagnare o ad avere margini risicatissimi..come sempre accade in agricoltura è il produttore di uve..ma questo vale anche per le pesche e per le zucchine …per il resto la filiera anche a due euro si remunera tutta. a parte il contadino. anche perché di sicuro Schenk – produttore di questo vino -. lavora su costi di acquisto di materie prime e lavorazione significativamente inferiori rispetto a quelli che hai indicato tu. Poi è chiaro che è vino merce, vino da tutti i giorni. Una bevanda. Per. tieni conto di una cosa: il 12 % del vino consumato off trade sta sotto 0,99 cent. e il 28 % del vino off trade sta fra 1 euro e 1,99 e fra i 2 e i 3 euro c’è un altro buon 25 % (studio nomisma 2014). La cosa che mi interessava di più tuttavia era questa: mentre fino a pochi anni fa il bio (ed erano bio solo le uve non il vino) era distintivo di maggiori costi ed era garanzia presso il consumatore (per le uve usate), oggi, dopo il sistema della certificazione europea – che ha certificato il vino non l’uva – il bio è entrato nel circuito della produzione e della distribuzione di massa. E ha perduto il suo valore (o plusvalore) originario. Tutto qui.

    1. Massimiliano Pilati… l’ente certificatore è il tuo… ICEA…tutto regolare…… non volevo scriverlo…ma visto che mi provochi…..te lo dico… e ti mando pure … la fotina.. . ma non c’è niente di male…eh anzi.. il bio per tutti. Il che vuol dire che le certificazioni non producono un valore aggiunto..per i prouttori e per i territori.. e non sono nemmeno una garanzia per i consumatori … sono solo uno strumento di marketing per la gdo.. tutto qui

  2. Poi c’è il costo del trasporto (di questo ho qualche vago ricordo 😀 ) anche se dipende dagli accordi tra produttore-rivenditore/grossista… ma comunque… il prezzo rimane sempre tragicamente basso!! :/

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