FUSIONI, LA PERVERSIONE VERTICALE DEL POTERE TECNOCRATICO

Dunque, attraverso il processo di fusione delle municipalità, è stata espropriata la democrazia territoriale e comunitaria di oltre 60 comuni trentini. E sono state poste, e consolidate, le basi di un regime verticalizzato che riduce gli spazi e le occasioni di democrazia nei territori e nelle periferie di valle.
L’alibi usato dalla tecnocrazia, e dalla politica succube dei tecnocrati, per ridurre e umiliare le forme di autogoverno territoriale era, ed è, soprattutto quello della spending review.
Ora scopriamo che il risparmio previsto in dieci anni è di un milione di euro. In dieci anni. Per sessanta comuni. Un risparmio previsto di meno di 2000 euro all’anno per ogni Comune. Comune che però non c’è più.
(i numeri sono stati forniti da Piazza Dante)
Clap, clap, clap al centro sinistra autonomista che ha impostro questo strupro violento alla democrazia e al territorio. E clap, clap, clap ai loro capibastone locali, insediati nei municipi e che ne hanno eseguito gli ordini.
#seguirabrindisi #nofusionicoop

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26 Commenti

    1. Perchè?
      Ma allora Giuliano faccio anche a te la stessa domanda che ho fatto recentemente a Fracalossi a Lavis in occasione del ciclo di incontri territoriali organizzati dalla Federazione per discutere del futuro Presidente: perchè invece di dieci comuni non fare un comune unico con tante frazioni sparse quanti sono i comuni oggi?

    2. Controllo tecnocratico funzionariale del territorio. I neo baroni vogliono eliminare le rompiture di scatole, tanto a loro, con i loro colletti inamidati e le loro scrivanie megalitiche e i loro stipendi statali chi li tocca? I nostri politici? Ma non scherziamo…

    3. Matteo, vero che i baroni vogliono…..ma la storia continua ad insegnarci che le rivolte arrivano sempre dal basso e pian piano sta gia succedendo anche da noi, Vedi “rebaltom” federazione, vedi “rebaltom” politico…..bla bla bla. P.s. Attendo ancora la tua mail

    1. Ma scherziamo?
      Non volevo intervenire in questo bel dibattito per non sembrare un tuttologo, ma per me ha ragione Luca Frapporti, quando dice che: “meglio è la collaborazione in qual forma si intenda attuare”;
      e potrà sembrare anche paradossale che, io appassionato sostenitore del secondo grado in Cooperazione, sia poi refrattario alle fusioni, ma è così.
      Sia chiaro però, io tifo per un secondo grado finalizzato al mantenimento/promozione di un primo grado e non il suo cannibale… la proposta, per esempio, avanzata dal secondo grado Melinda di convincere gli amministratori delle varie coop frutticole di cedere a Melinda stessa le strutture adibite al conferimento e alla conservazione delle mele raccolte nei territori frutticoli di competenza non è una bella cosa.
      Speriamo che il signor Patata ossia Paolo Gerevini che succede a Luca Granata abbia idee migliori in questo senso.

  1. Che vergogna che vergogna che vergogna…. un milione, fra referendum, studi e fusioni avremo speso probabilmente più di 5 volte la cifra…. blog molto interessante, mi capita raramente di interagire così tanto con una pagina!!

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