LA VITTORIA, L’ANFORA E GLI STUDENTI DEL DEPERO


Il video del Depero «Libera i confini del gusto»
Presentato il lavoro che celebra il vino in anfora Victoriae

Per primi compaiono il fuoco e un cavallo: simboli arcaici che rendono l’idea di una produzione le cui radici sono antichissime. Poi il punto di vista diventa quello del vino stesso: il Victorie che dal buio della sua anfora vede la luce che filtra dal coperchio. Le immagini scorrono poi attraverso suggestivi paesaggi naturali per tornare quindi nell’anfora, col coperchio che si apre. Si vedono i gesti misurati del cantiniere per arrivare all’inquadratura del prodotto finito e allo slogan «libera i confini del gusto». Il video realizzato dai ragazzi dalle classi quarta B e (parte) della quarta C del Liceo artistico Depero non punta a descrivere il Victoriae: mira piuttosto a comunicare un’emozione, a incuriosire, a spingere all’assaggio.
Il video è stato presentato questa mattina alla Cantina Mori Colli Zugna. Il presidente Paolo Saiani ha spiegato: «Non ho voluto vederlo in anteprima, mi sono riservato l’emozione per il momento della presentazione. La collaborazione col Depero è attiva ormai da qualche tempo e ha sempre dato ottimi frutti. Col vino in anfora Victoriae abbiamo scelto di realizzare una produzione di grande qualità e il nuovo filmato ci aiuterà a promuoverlo».
Il direttore Luciano Tranquillini ha spiegato le difficoltà e le soddisfazioni di un progetto ambizioso, un modo di lavorare l’uva che ha radici antiche ma che si voleva riprodurre in modo moderno. «Abbiamo dialogato con gli studenti per far sì che il video riprendesse le caratteristiche peculiari del vino». Alla presentazione ha partecipato anche Francesco Tava, dell’omonima impresa artigianale di Mori che, in sinergia con la Cantina, ha studiato forme, materiali e lavorazioni per realizzare le anfore, che ora stanno incontrando l’interesse anche di un mercato più ampio; decisiva, dunque, la sperimentazione fatta a Mori. L’assessore comunale all’agricoltura Flavio Bianchi ha ripreso questo concetto, sottolineando come due realtà moriane abbiano dato vita a un vino unico al mondo. «Questa e altre iniziative – ha concluso – vanno anche nella direzione di promuovere congiuntamente agricoltura e turismo».
Portavoce degli studenti presenti è stato Riccardo Pisetti: «Abbiamo avuto l’opportunità di rapportarci alla Cantina come se fossimo uno studio professionale. All’interno della scuola abbiamo lanciato un concorso di idee e ne abbiamo selezionate 3, lasciando poi alla Cantina la scelta finale. Ci è piaciuto il concetto di buio: quello che “vede” il vino fino a quando non sarà pronto». Al progetto ha contribuito l’intero staff di docenti del dipartimento audiovisivi e, in particolare, Lorenzo Manfredi, Giuliano Panaroni, Maria Eletta Baroni, Nicola Cattani e Margherita Micheli.
Hanno fatto pervenire i propri saluti e complimenti anche gli assessori provinciali all’istruzione Rossi, all’agricoltura Dallapiccola e alla Cooperazione Mellarini. Quest’ultimo si è complimentato per un’idea che, oltre a essere formativa dal punto di vista professionale, valorizza anche la conoscenza del territorio e un primo approccio al mondo della cooperazione.

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