IL TELECOMANDO E LA RABBIA CONTADINA

Questa scritta è comparsa davanti agli occhi dei primi automobilisti che all’alba di oggi percorrevano l’asfalto già bollente della tangenziale di Mezzocorona. A due passi dalla Cittadella del  Vino, alle Quaranta.

Tranquilli tutti: non siamo di fronte agli albori di una rivolta contadina. Non siamo ancora ai forconi imbracciati contro le istituzioni che governano il vino trentino. Niente di tutto questo.

E’ solo rabbia. Rabbia e delusione. Che si scaglia contro il servizio di assistenza tecnica del sistema cooperativo – istituzionale, che nulla, o ben poco, ha potuto fare in queste settimane per contrastare il flagello peronospora che ha infettato il campo vitato trentino.

Tuttavia il servizio tecnico contro cui si sta rovesciando la rabbia contadina in questi giorni, non è il giusto bersaglio. I tecnici di campagna, quelli di fede Cavit e quelli di fede mezzacoronara, sono l’ultimo anello della complessa filiera della lotta integrata. Dopo di loro ci sono solo i contadini. Ed è naturale che questi ultimi se la prendano con i penultimi, perché con loro hanno un rapporto vissuto quotidianamente.

Ma dietro di loro, dietro i tecnici di campagna, ci sono i vertici cooperativi, e poi Consorzio Vini del Trentino, e gli esperti dell’assessorato provinciale all’Agricoltura; ci sono la Fem, e poi ancora l’Istituto Superiore di Sanità e probabilmente anche qualcuno che, a tavolino, gioca a fare lo scienziato pazzo, immaginando un mondo a sua immagine e somiglianza. E poi ci sono, o ci dovrebbero essere, i sindacati degli agricoltori. Ma forse loro è anche inutile metterli in mezzo, presi come sono a gonfiare palloncini gialli per le sfilate ad usum mediatico.

I tecnici del servizio di assistenza, in questa situazione, sono davvero l’ultima ruota del carro. Ed è ingiusto caricarli di responsabilità che non hanno. O hanno solo in parte. In piccola parte. Ma si capisce che un capro espiatorio ora, oggi, va trovato, va individuato. E il contadino telecomandato, addestrato dal sistema cooperativo – CVT, ad eseguire ad occhi chiusi e a bocca tappata gli ordini impartiti via sms, lo individua nell’ultimo caporale di giornata con cui ha avuto a che fare ieri. Lasciando mondato da ogni responsabilità il generale che tiene in mano il telecomando. Anche quello della Lotta Integrata.

 

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65 Commenti

  1. la ftalimide e l’acido Ftalico non si trovano nel vino perché escono con le parti solide dell’uva come per esempio buccia fecce ecc..
    Peccato che se fa una vinificazione in rosso e il tutto resta in ammollo per 8-10gg i prodotti presenti sulla buccia si disciolgono nel liquido ed anche nella vinificazione in bianco con il semplice ammostamento delle uve

  2. Robespierre

    La responsabilità non è di quei tecnici che operano nei campi a supporto del viticoltore ma di quei supertecnici fenomeni, quasi tutti di Mezzacorona, che da anni impongono le loro linee al protocollo di difesa…per poi fare quello che vogliono…vedi deroga fosfiti del 2014…..
    Vergogna!

    1. sto preparando un’intervista al dottor Angelo Giovanazzi, primario di Medician del Lavoro, a cui Consorzio Vini del Trentino fa riferimento per giudicare la componente tossicologica delle molecole approvate dall’Istituto Superiore di Sanità. Credo che ne uscirà una conversazione illuminante. Credo. Vedremo.

  3. Giuliano Preghenella

    I tecnici del servizio di assistenza, in questa situazione, sono davvero l’ultima ruota del carro e anche per me non hanno nessuna colpa,
    anzi penso che a Mezzocorona ci sia il top dei tecnici e concordo con te Cosimo:
    è ingiusto caricarli di responsabilità che non hanno.
    Se un capro espiatorio oggi, va trovato, va individuato forse un po’ più in là…

    “il contadino telecomandato, addestrato dal sistema cooperativo…”
    Anche qui se noi contadini siamo veramente telecomandati da qualcuno questo per me avviene ad opera esclusivamente dei sindacati agricoli,
    sono loro che ci impongono il menù e noi pecoroni paghiamo…

    C’è qualcuno su questo blog che in questi giorni è stato contattato da un sindacato agricolo per sapere in che condizioni si trova o come la pensa in merito al protocollo di difesa?
    Non credo.
    Sono bravi solo a compilare carte…
    ma perché non ci insegnano a fare da noi certi servizi?
    Questa si che sarebbe una bella evoluzione!
    8 euro per la compilazione di un banale F24,
    25 euro per gestire una casella di posta elettronica certificata che non si capisce bene a cosa serve,
    queste le tariffe di Coldiretti oltre la tessera, e non vado avanti.
    Ma dove sta la tanto sbandierata forza di queste organizzazioni?
    A cosa servono?
    Lavorano per noi o… per loro?

    Possiamo cominciare a pensare di organizzarci e facendoci aiutare da qualcuno cominciare a togliere “lavoro” a queste organizzazioni?
    Allora si che sarebbero costretti a tornare da noi per sapere come la si pensa.

    Allegati

    1. Bravo Simone, qui sembra che tutti i contadini siano infallibili ed agiscano senza errore. Noto ormai troppi che leggono i messaggi ed agiscono senza ragionare, i nostri vecchi facevano esperienza, pagavano i loro errori e non avevano altri da incolpare, se proprio tiravan giù un bestemmione, colpendo quello che ritenevano sopra di loro 😀

    2. Non sono d’accordo. Un contadino moderno, per quanto riguarda la sua coltura, deve sapere tutte quelle nozioni che gli permettono di interpretare i consigli di un tecnico. I tecnici lavorano su macro territori, noi contadini dobbiamo conoscere tutti i nostri vigneti. Da me, quest’anno, ho avuto zone a distanza di 1 km che in una sera avevano 50mm d’acqua di differenza. Come fa a saperlo il tecnico? Dobbiamo essere in grado di recepire e capire il consiglio, capire quando qualcosa è andato male, capire se un trattamento l’abbiamo fatto nel momento giusto o sbagliato, ecc.

    3. Tommaso i contadini NON devono stare alle decisioni dei tecnici, che danno appunto dei CONSIGLI TECNICI. Quello che ogni contadino si impegna a firmare è il rispetto del protocollo, ovvero non usare prodotti non ammessi dal protocollo

    4. Il problema è che i tecnici non danno consigli, ma bensi vogliono importi le loro idee e le loro decisioni, come per esempio quel maledetto protocollo..chi quest’anno ha voluto salvare la propria produzione ha dovuto utilizzare prodotti fuori dal protocollo e la dimostrazione è palese nelle province limitrofe..perché solo in trentino c’e un danno di questa intensità??

      1. Belacqua Belacqua

        perchè abbiamo i tecnici minores che prendono ordini dai maiores che son sotto il cvt che è al soldo della coldiretti che vuole compilare solo i modelli unico e si dimentica dei contadini che però sfogliano male.
        sento aria di assemblea amche se siamo a luglio! mmmh, i grandi temi all’ordine del giorno già li pregusto e quasi rimpiango gli ogm.

    5. Tommaso Pavana ci stai dicendo che chi non ha danni o molto leggeri è uscito dal protocollo ? sei pronto a dimostrare che ho usato prodotti non consentiti nelle quantità non consentite o lo dici solo per dar aria ai denti ?

    6. Io ho parlato di province limitrofe per quel che riguarda fuori dal protocollo..io non so come sia messa la tua produzione, e dove sia situata soprattutto..e dipende anche da quanto tempo impieghi per fare il trattamento..

    7. GiacomoWidmann mi sono espresso male..io non ho nessuna prova e non posso permettermi di accusare nessuno, infatti io mi riferivo alle province limitrofe..per il semplice fatto che io lavoro fuori provincia e vedo com’e la situazione..ho detto ‘fuori protocollo’ riferendomi ai prodotti non ammessi nel protocollo trentino, ma utilizzabili fuori provincia..

    8. No perché a leggere i suoi appunti fin qui scritti e puntualmente smentiti sembra che l’infallibilità dell’esecutore della difesa non sia discutibile
      Ricordo poi che il protocollo non è stato voluto dai tecnici che sono dei dipendenti ma è una scelta POLITICA (nel senso più alto del termine) per ottenere una certificazione da spendere sul mercato

    1. Che c’entra
      Dare la colpa all’assistenza tecnica senza avere elementi per farlo è ignoranza
      O malafede
      Voglio vedere i pittori cosa diranno se a consuntivo risulterà che taluni prodotti sistemici hanno subito resistenza
      Colpa dei tecnici?
      O scriveranno sull’asfalto Basf, Belchim, sygenta, ect. ladre?
      Ma fatemi un piacere

    2. ma qui qualcuno si rende conto che siamo difronte ad un’annata anomala e di virulenza mai vista prima? che a giugno ha fatto bagnature per 18, dico 18 gg consecutivi? che bastava un errore, un ritardo nell’esecuzione del trattamento, o una mancata sfogliatura per permettere al prodotto di colpire il grappolo, per causare infezione?

    3. In primis il folpet non è un prodotto che da resistenza, secondo per l’Europa il folpet è un prodotto ammesso nella lotta integrata e a differenza del rame che è un metallo pesante, il folpet non si accumula nei terreni

    4. Tommaso certo che non dà resistenza, perché come Mancozeb e rame è un prodotto a largo spettro
      Ciò non toglie che se hai ricrescita e non fai coperture corrette prima e non dopo la pioggia, ti becchi l’infezione
      La frase di rischio è legata alla salute dell’operatore e non all’accumulo nel terreno

    5. I prodotti “sintetici” talvolta non li trovi nelle uve perchè si “scindono” ma trovi i loro prodotti di degradazione … per il folpet la Ftalimide e acido Ftalico … Folpet causa problemi di arresti o rallentamenti di fermentazione con S.cerevisiae e altri lieviti … la ftalimide è una sostenza stabile nel vino …

      …. ergo …

    6. Io credo stia scherzando lei..perché la ftalimide e l’acido Ftalico non si trovano nel vino perché escono con le parti solide dell’uva come per esempio buccia fecce ecc.. sempre se utilizzato in fioritura o pre allegaggione non lascia residui nel vino

    7. Tommaso Pavana Il protocollo ? hai idea delle modifiche dallo scorso anno ? … no, te lo dico io … 6 kg di rame, nessun modifica per forum, cyazofamid, fosetil al, mandipropamid, fosfonato di potassio (solo i registrati per peronospora, non i concimi fogliari quelli non sono sottoposti a limite salvo decenza) e zooxamide … 1 tratt in meno per fluopicolide e ametoctradina …

      questo è il bruttissimo protocollo … 3/4 degli agricoltori non riescono a proteggersi dalla peronospora nella 2 infezione reale sui “trattati” … la seconda, ai primi di giugno !!! non ai primi di luglio !!!!! … e la colpa sarebbe di 2 tratt in meno ammessi ? =D …

      e io devo ancora capire come fare a superare i 6 kg di rame in piana rotaliana =D =D =D nell’annata con più peronospora da 30 anni a questa parte …

      1. Belacqua Belacqua

        toomaso, la vedi anche tu l’ombra del dubbio che prova a farsi largo tra le certezze? contadini in errore, sia mai! “chi non ha l’ombra non cammini al sole” si diceva

    8. Mi spieghi come mai allora nelle altre province in cui non viene considerato questo protocollo sono riusciti a salvare la produzione..caspita solo in trentino i contadini sono imbecilli, nelle altre province tutti geni con quei 2 trattamenti in piu ammessi

    9. Se ti informassi meglio scopriresti che nelle altre province e anche all’estero hanno danni seri anche dove usano mancozeb, del folpet e del dithianon … la peronospora non è un’affare solo trentino … pare di si perchè il classico trentino arriva da salorno a borghetto e non va oltre … è il suo regno e pensa di essere in cima al mondo …

      sveglia.

    10. LOL Tiziano, ma come … tutte ‘ste storie sulla territorialità della vallagarina ??? … e poi consegnano le pregiate uve in veneto =D… e il territorio ? … io capisco che odiate e straodiate una sociale dalle mie parti per le sue politiche territoriali … ma anche da voi gli agricoltori non scherzano eh … bravi e ancora bravi …

    11. Ha ragione Giacomo…e è per questo che qui combatte per il territorio…perche oggi appare sbrindellato. Poi… non è vero, almeno non io, che qui si odia la tua coop. Anzi ho sempre riconosciuto c he la tua coop qui ha portato ricchezza e soprattutto competenza e formazione. Poi c e il tema del territorio, ma questa è ancora un altra storia.

  4. scettico trentino

    Non sono d’accordo sul fatto che non ci sia responsabilità dei tecnici… sono solo burattini? Allora la loro professionalità dove sarebbe?? Forse sono proprio loro, i tecnici, che alle riunioni di consorzi, consorzietti etc. dovrebbero portar la voce dei soci e alzare la voce quando serve o quando le scelte non sono corrette. Perché tacciono? I loro stipendi pagano anche il silenzio? Se si vogliono migliorare le cose, tutti devono collaborare, fin dai piani bassi.

    1. …. certo qualche responsabilità ce l’hanno anche loro. Tutto possono fare di più. Tuttavia, la loro voce assomiglia sempre di più a quella dei soci: è una voce muta e inascoltata. In queste settimane, da maggio in poi, ma anche prima, hanno cercato di portare al vertice la preoccupazione della campagna. Le tensioni con il mondo contadino. Ma le voci ascoltate sono altre.

  5. Però ricorda la Val di Non un paio di anni fa, quando dalla nebbia si salvarono soprattutto i contadini non aderenti alla ‘vasche’ dei consorzi ortofrutticoli che, pur rispettando la lotta integrata, per modo e tempi si affidavano al loro negozio di fiducia, che a sua volta ascoltava altri tecnici.

    1. Ho capito, son anche io produttore ma o cominciamo a pensarci su o succederà l’anno prossimo e per i prossimi 100 anni… vedo gente che tratta il giorno dopo delle piogge quando la perturbazione è prevista 5giorni dopo, chi parla di sistemico e conta i giorni come 30 anni fa, gli parli di accrescimento e vanno in tilt. Va bene che noi trentini siamo i più masochisti del mondo perché se lo stato ci da un limite noi lo dimezziamo, ma se uno non pensa a tutelarsi in maniera diretta poi non ha diritto ad aprire la bocca dopo. Se poi vogliamo parlare del discostamento che fem ha rispetto a Laimburg al mondo contadino quello è un altro capitolo ma per il resto son stufo di vedere gente che urla al bar e qui e quando è in assemblea rimane nascosta o che un libro non sa nemmeno cosa sia!

      1. Bobo

        Attenzione ad elogiare Laimburg, chiedete ad Armin Kobler che casino hanno combinato due anni fa con il “LUNA”……. Ne stanno ancora pagando le conseguenze!

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