PINOT GRIGIO, COSA CAMBIA

Martedì, a Verona, si svolgerà l’audizione accertativa per il varo del nuovo disciplinare della Super Doc Pinot Grigio delle Venezie.

La bozza che sarà portata in esame è questa: LINK. Il presidente dell’Associazione Temporanea d’Impresa, Albino Armani,  tuttavia ha anticipato che si tratta di una bozza soggetta ancora a modifiche migliorative suggerite dal Comitato Tecnico.

Intanto, siccome, siccome in molti me lo hanno chiesto pubblico questo specchietto – basato sulla bozza – e sul disciplinare consolidato della DOC  TRENTINO, sperando sia utile a chi vuole cominciare a ragionare sul futuro.

Mi pare che in questi giorni, autorevoli commentatori abbiano cominciato ad esprimere perplessità e a volte persino giudizi sprezzanti nei confronti di questa operazione. Per quanto mi riguarda, invece, continuo a pensare che si tratti di un passaggio positivo per il Trentino, destinato a trasformarne il profilo, polarizzando manifestamente due modelli diversi di vitivinicolura, entrambi di qualità. Da una parte quella orientata alla produzione industriale e al mercato internazionale e organizzato e dall’altro quella a cui affidare un ruolo di ambasciata e di rappresentazione territoriale. Sono convinto che i due modelli possano convivere e coesistere virtuosamente. Senza più infingimenti e ipocrisie.

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11 Commenti

  1. sandro sandro

    Buonasera scusate ma vogliamo davvero credere che la rinascita passi dalla valorizzazione della doc Trentino del pinot grigio. Non è, che qualcuno cerca una strada qualsiasi per continuare a prendere più di quello che il mercato da, a scapito di qualcun altro vero?

  2. saandro saandro

    Buonasera, non vorrei sempre fare il bastian contrario, ma credete davvero che sia attraverso la valorizzazione della doc Trentino del pinot grigio, che possa passare la rinascita. Non è che così qualcuno spera di riuscire a perpetuare, quella profonda e umiliante differenza fittizia, nelle rese economiche tra trentino e “resto del mondo”, che si è fatta finora vero?

  3. unico appunto, personalmente per dare valore all’ambito territoriale avrei tolto la possibilità di supero alla doc Trentino, 150 bastano e avanzano, di più visto che venivamo dai vecchi 140 io avrei abbassato l’asticella a 130. Se vogliamo fare qualità made in Trentino dobbiamo avere l’onestà intellettuale di non prendere per il culo nessuno

      1. Giuliano Preghenella

        Dici davvero?
        Ma e secondo te, noi viticoltori, avremmo mai grazia di essere coinvolti in questa eventuale decisione o come al solito tutto passerà sopra le nostre teste?

  4. GIUSEPPE DA RIMATEA

    possiamo migliorare quanto vogliamo la la strada della qualità è terminata. Tutto questo per cosa?? per imbottigliare PINOT grigio? a 2 euro 70 .
    auf widersehen viticoltura di qualità con questa doc molto piu vicini ai veneti che alla Alto Adige.Propongo di farci inglobare nella padania veneta…. domandando scusa a mio nonno

  5. Non sarei così certo che il nuovo disciplinare sia un bene. Per me non fa che squalificare il nostro territorio peraltro già ampiamente sputtanato e inesistente nelle cantine dei ristoranti di tutta Italia. Se invece vogliamo riempire gli scaffali della lidl e dell’eurospin avanti così ma poi che nessuno si lamenti (come si può qualificare un terroir con vini da 1 o 2 €?)

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