IL TRENTINO, LA CAMICIA E LA ‪#‎SAGGEZZACONTADINA‬

“Ciao Gioani, ostia che elegante che te sei. ‘Ndo la at bina su quela bela camisa da la festa?
“Va ‘n mona giornalista, varda chi come i ma conza su: i ma dit che la duminica bisogna che meta la camisa per i turisti”
“Ostia, bela però. La è de marca..:”
“Tasi vala, i me la data quei del lat”
“Ha però, varda che bravi: i te veste anca. La ve va bem a voialtri contadini”
“Va ‘n mona vala, che i me paga ‘l lat putust. ‘Nveze i me paga fora con na camisa, che me par na tovaja. Vergognosi che no i è altro, de vergognosi”
“Bem dai, Gioani te ghe fai publicità al trentim almen…”
“I pol nar ‘n mona lori e ‘l Trentim. Che i me daga i me soldi veh. Che le camise som bom da comprarmele. No ocor che i me le crompa lori. Coi soldi me compro quel che voi. E po me sorela ‘l me la averia crompa pu bela..la camisa. No sta tovaja chi…ostia!”
“Gioani, no te sei mai content”
“Va ‘n mona va la e dighelo al to socio asesor che ‘l ne faga pagar ‘l lat, no che i ne regala le camise come ai poreti. Dighelo, dighelo al to amico asesor…”
“Ah Gioani, l’asesor el ma tira via ‘l Tag.. nol vol pu ascoltarme”
“Cosa elo po sto tag?”
“L’è na roba de computer, de internet”
“Ah, i me la dita che l’asesor l’è sempre su per i computer, va la va la poret anca elo. Nol sa pu a che aqua trarse se vede”
“Sa vot che te diga, a mi nol me parla pu”
“Ah, alora te sei deventà ‘n poret anca ti come mi. Ah no averia dit…”
“Eh, così la è nada, nol me parla pu”
“Ah alora te sei aposto anca ti, va la. I te pagherà fora anca ti con na camisa come la mia”
“Scolta, Gioani, podo farte na foto a la camisa che provo a mandargheala al asesor?”
“Si, si… ma no sta torme zo la facia però, che me par de eser ‘n giupim. Per piazer, va là”

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42 Commenti

  1. antonio

    episodio numero 1: inverno 2015 domanda a latte trento: ” come e dove posso comprare latte biologico in trentino?” risposta “noi abbiamo pochissimi produttori e lo usiamo per fare una linea di formaggio, al dettaglio non ne vendiamo”. ok, inutile sparare sulla croce rossa. vado in 3 aziende risposta illuminante di uno di questi: “biologico? aaa ben tei ostia quei de la provincia i lo voria ma mi no fago carte e burocrazia, el vot el me lat?” io: “non so, vediamo! come le tieni sta vacche!?” risposta “a parte en mes al an le tegno en de la stala” distese di prati fuori. e un “ghe dago de magnar fèn de la pianura padana, el me costa de men”. costerà anche di meno ma non mi spiego perché dobbiamo finanziare lo sfalcio del territorio se poi le balle nostrane rimangono al 50% a marcire. punti di vista? può essere. (NB che latte bio trovo in Trentino? Mila (sia lodato l’Alto Adige, sempre più distante da noi) oppure, nei negozi di biologico, latte austriaco o bavarese. sicuri che non ci sarebbe domanda?)
    episodio 2 : estate 2016: malga XXX, io: “amico XXX perché non fai il formaggio come presidio slow food? alla fine è lo stesso identico formaggio, devi seguire un minimo di disciplinare che tra l’altro è stato scritto guardando come viene fatto tradizionalmente, come lo fai tu! ne avresti diritto e lo venderesti al doppio del prezzo, il mercato c’è. la malga vicina lo fa” risposta ” porco xxx anca ti con ste monade? quei de slo fùd i vol do peze de formai a gratis e mi no ghe le dago” io: “valà rebuff te dago mi i soldi per dò peze de formai da darghe!” risposta “anca ti con ste monade?fora dai cojoni”.
    questo non è ovviamente lo specchio di TUTTI i produttori trentini ma di una frattura nella società. dove alcuni ci rimettono più di altri e altri si lamentano e basta ma evidentemente alcuni “je masa tesi”. la situazione del nessun si muova.
    illuminante è che fino a quando in questi giorni non è venuto fuori sul giornale di una multa per etichettamento, la maggioranza delle persone pensava di comprare burro nostrano di una nota valle nostrana salvo poi scoprire che il burro è proveniente da napoli, irlanda, polonia, germania…. “burro val di XXXX” e poi è burro napoletano. tutto scritto in etichetta..ma chi la guarda l’etichetta?qualcosa da dire cari produttori di latte nostrani? tutti i tase, ormai la moda è lamentarse con i provinciali. “asesor pagame el lat”. in Alto Adige sono troppo furbi per farsi comprare una camicia: c’è sostanza. non serve. hanno capito cosa sia il marketing anche i contadini. a quando un bauernbund trentino degno? vogliamo guardare l’età media degli agricoltori nostrani e sudtirolesi? capiremmo tante cose.

      1. antonio

        vero ma siam sempre in tempo. voglio dire,non siamo una regione a statuto ordinario ergo soldi ci sono. desmisiarse è il minimo. basta copiare pari pari, mica serve essere dei fenomeni

        1. non è sempre facile risvegliarsi dopo un lungo sonno, Antonio. Ci sono riflessi condizionati che stentano a morire. Per esempio, vedi qui: oggi l’ufficio stampa della Pat ha celebrato le medaglie olimpiche delle nostre. E siccome volevano fare una markettona a Rossi e Mellarini, anziché pubblicare una foto fresca delle due atlete, hanno pescato una foto di repertorio che mettesse bene in mostra i due eroi (i politici, non le atlete). Ma non si sono accorti che dietro di loro campeggiava il banner Alto Adige. Poi .. in realtà se ne sono accorti e hanno fatto sparire il comunicato stampa. Ma intanto la frittata era fatta. E questo a pochi giorni dall’annuncio di una colossale campagna di branding Trentino da due milioni di euro. Questo per dire, che è dura risvegliarsi.

          Allegati

          1. antonio

            ha ha si hai ragione più che provincia delle banane siamo la provincia dei dilettanti allo sbaraglio. peccato che , anche qui, di soldi ne escano parecchi per l’ufficio stampa

    1. Albergatrice Albergatrice

      Ci sono, ci sono ancora. Vi leggo: ma siccome io sono una persona seria lavoro e non perdo più tempo con voi a scrivere, anche perché non capite una mazza.

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