TRENTINO, LA REPUBBLICA (VINICOLA) DELLE BANANE

Una grande industria del vino trentino, fra i primi cinque gruppi industriali nella classifica italiana per fatturato, acquista uno spazio pubblicitario su un quotidiano nazionale. E l’assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento si eccita come un bambino davanti al barattolo della nutella.
Si eccita a tal punto da prendersi la briga di evidenziare (proprio con l’evidenziatore giallo e rosso) la parola Trentino (nello specifico il prodotto promozionato è una Doc Trentino) e di farne un tweet orgasmatico.
Qualcosa mi sfugge. Più di qualcosa. Oppure qualcosa mi torna. Forse, mi torna tutto.
Ad un politico, in questo caso ad un assessore plenipotenziario all’Agricoltura e al Turismo, spetta, credo, il compito di elaborare strategie, di indicare obiettivi, di dare indirizzi, di esprimere punti di vista politici, mantenendo una posizione di equidistanza, per farsi garante di un progetto collettivo. Soprattutto in un momento come questo, in cui la vitivinicoltura trentina è profondamente lacerata: fra mondo cooperativo e mondo dei vignaioli e fra cooperatori di orientamento rotaliano e cooperatori di orientamento Cavit.
E invece l’assessore – fanciullino cosa fa? Si eccita incontenibilmente per un’inserzione pubblicitaria pagata da un gruppo industriale da 170 milioni di euro. E ficca le dita nel barattolo della nutella.
Mi viene in mente quel brindisi di qualche anno fa, fra Dellai e Mellarini in piazza Dante, per celebrare i tre bicchieri del Gambero assegnati alla Doc Trento di una nota coop, insieme ai dirigenti dell’azienda, invitati in pompa magna nelle stanze del potere per alzare i calici ad usum dei giornalisti e dei fotografi. In realtà quel brindisi istituzionale, che allora mi fece usare l’espressione Repubblica delle Banane, e al quale seguì un melenso comunicato stampa dei gazzettieri provinciali, non portò fortuna alla coop. Anzi fu foriero di un mezzo disastro. Perché quando la politica entra a gamba tesa negli affari interni di una coop vinicola, è tutt’altro che un buon segno.
Comunque il territorio ringrazia. #seguirabrindisi

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22 Commenti

  1. Pingback: BRAVA CAVIT - TRENTINO WINE BLOG

    1. Bella domanda! Ci sto lavorando da un po’ di tempo. Lo scoglio più difficile è stato passare dalla “narrazione” alla “quantificazione”. Lasciami usare una meyafora: si ‘toccano’ aree molto sensibili…

    1. un po c ome qualche anno fa….quando trentino marketing…si vantava di essere stato invitato a Identià Golose dopo attenta selezione….e poi si scopriva che era uno dei main sponsor…dell’evento….milanese..

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