AGRICOLTURA TRA FAVOLA E REALTÀ

In questi lunghi anni di crisi, l’agricoltura è stato per molti un vero e proprio ammortizzatore; nel senso che per chi si trovava improvvisamente espulso dal mondo del lavoro, l’azienda agricola del nonno o del papà, fino ad allora snobbata, è diventata improvvisamente un utile e fortunato ripiego.
Le associazioni di categoria, come noto ben lontane dal coltivare gli interessi delle aziende associate, hanno interpretato questo processo come una vera e propria manna caduta dal cielo. E senza approfondire più di tanto le motivazioni, hanno cominciato a gridare ai quattro venti che il settore agricolo stava vivendo una nuova giovinezza, soprattutto grazie alle loro iniziative
Invece la realtà è un’altra: le aziende agricole che chiudono sono superiori al numero di quelle che aprono.
Anche in Trentino c’è chi settimanalmente ci narra sui giornali storie di giovani che per passione riprendono in mano l’azienda del nonno o del papà e ci vende così l’illusione che l’agricoltura goda di un periodo felice.
Ma anche da noi la realtà è molto, ma molto, diversa. A portarci con i piedi per terra è la lettera di questo imprenditore agricolo umbro, che ci racconta di come vanno veramente le cose.
Complimenti a questo agricoltore e speriamo che i “nostri” leggano e si rendano conto di come è la realtà.
E soprattutto riflettano.

DIETRO LA FIABA DEL RITORNO ALLA TERRA. LETTERA AMARA DI UN IMPRENDITORE AGRICOLO

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Un commento

  1. Pomata

    Ho sfogliato il mensile del mio sindacato arrivato nella cassetta delle lettere in questi giorni, e posso dire che è vero, non c’è nulla nell’interesse dell’associato, non c’è un articolo neanche a cercarlo con la lente che parli di battaglie, di discussioni fatte a difesa del contadino, nessun riferimento al problema che ha afflitto migliaia di aziende quest’estate in Trentino, (la peronospora) niente di niente, nessuna dritta per non pagare o pagare meno qualche tassa… nulla di tutto questo, si parla i solo corsi per trattori che francamente avendolo già fatto posso dire che è di un inutilità pazzesca, si parla di contributi INAIL sull’acquisto di macchinari che solo i soliti noti raccomandati avranno la fortuna di ottenere vista la complessità della pratica da svolgere ma ripeto: nulla di più a parte pagine e pagine di pubblicità tanto per guadagnare ancora.
    Mi chiedo che senso abbia associarsi a tali sindacati…
    Dimenticavo, forse è troppo presto, ma non ho trovato nessun riferimento di come votare al prossimo referendum… aspetteranno l’ultimo momento a dare il loro immancabile consiglio o gli sarà bastata la lezione data a Gesmundo dai contadini riuniti in assemblea dalla Coldiretti davanti a Renzi e Martina?
    Se volete sapere come è andata guardate questo video, dura pochi istanti ma è molto significativo:

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