STORIA E ATTUALITÀ DELLA SPUMANTISTICA

selezione_287Per chi volesse fare un ripasso veloce e allo stesso tempo abbastanza approfondito del settore spumantistico in Trentino, metto a disposizione per il download questo volumetto in formato PDF pubblicato dall’Accademia Italiana dela Vite e del Vino e dalla Fondazione Mach (2012) e curato da Luciano Groff: La spumantistica trentina: storia, attualità e prospettive.

La lettura, agile, consente di farsi un’idea, ancora attuale anche 4 anni dopo, della situazione e conferma la confusione che in questi anni tutti hanno fatto sulla reale dimensione quantitativa della denominazione TRENTO.

La spumantistica trentina: storia, attualità e prospettive – Luciano Groff

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Un commento

  1. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Per questo lavoro va veramente dato merito a Luciano Groff. Essendo ormai datato e in vista di un opportuno aggiornamento mi permetto – senza voler essere tignoso – di suggerire almeno un paio di correzioni:
    1. Laddove si parla del Talento come nome adottato da tutti gli spumantisti classici italiani, va correttamente detto che Franciacorta non ha mai accettato nemmeno di partecipare ai tavoli di lavoro contestando sia il ricorso alla parola spumante che al nome comune. La storia, che non è ancora stata scritta, dirà chi aveva ragione, tant’è che dopo tanti anni i numeri della produzione ristagnano sostanzialmente per tutti.
    2. Laddove si titola “Istituto TRENTODOC…” le virgolette – che sono importanti per capire – andrebbero messe attorno alla parola “Trento”, vero focus dell’originario organismo. Un concetto da chiarire subito sotto quando viene specificato lo scopo dell’Istituto che era quello di promuovere l’immagine e la notorietà del “Trento” e non del “Trentodoc” (del cui marchio registrato nel 2008 si accenna correttamente dopo).
    Un pò peloso, e quindi da chiarire, appare poi il passaggio dove si dice “La DOC Trento riconosciuta nel 1993, solo a partire dal 2008 viene sostenuta e promossa da una campagna di comunicazione e di marketing”. Varrebbe la pena ricordare come fin dall’origine (1993) si era fatta una notevole attività di promozione e comunicazione sul “Trento”, promozione giudicata allora – e perché non anche oggi? – più adatta allo scopo che non la pubblicità. Vero è che con la creazione del marchio Trentodoc l’ente pubblico si è accollato milioni di Euro di pubblicità, mentre la promozione era co-finanziata al 50% dalle Case spumantistiche.
    Comunque sia, aspettiamo un aggiornamento del lavoro: ogni 5 anni è bene che si faccia.

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