IL DURELLO DIVENTERÀ PATRIMONIO UNESCO

La Val d’Alpone si candida per l’Unesco
Il 2 febbraio verrà costituita l’Associazione temporanea di Impresa per l’inserimento dell’area nella tentative list italiana dei siti Unesco.
Consorzio del Lessini Durello e Strada del Vino impegnate in prima fila.

I giacimenti fossiliferi di Bolca, l’intera Val d’Apone sede di rocce vulcaniche e sedimentarie, la flora e la fauna che caratterizzano l’area, le coltivazioni che oggi qui insistono, potrebbero presto diventare patrimonio UNESCO.
Il 2 febbraio prossimo verrà infatti costituita l’Associazione temporanea di Scopo (Ats) per preparare il dossier di candidatura per i “Paesaggi del Cenozoico, Faune, Flore e Rocce Cenozoiche della Val d’Alpone” e venire inseriti nella tentative list italiana dei siti Unesco.

Il Consorzio Tutela Vini del Lessini Durello e la Strada del Vino Lessini Durello, sono i soggetti coinvolti assieme a Comune di Vestenanova, Comune di San Giovanni Ilarione, Comune di Roncà, Comune di Montecchia di Crosara, Comune di Monteforte, Comune di Soave, Comune di Gambellara, Comune di Altissimo, Comune di Crespadoro; sono inoltre coinvolti il Ministero per i beni e le Attività Culturali, il Parco della Lessinia, il Museo di Storia Naturale di Verona, il Comune di Verona – Ufficio UNESCO, università di Verona – Dipartimento CuCi, Consorzio Alte Valli, Strada del Vino Soave, Associazione Culturale San Zeno, Associazione Culturale Hei-Mat – Storie di Piccola Patria.

Il progetto di candidatura fa leva sul punto 8 dei criteri Unesco per la definizione dell’Unicità, e parte dal presupposto che i giacimenti fossiliferi della Val d’Alpone costituiscono “una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative”.

Infatti sotto il profilo scientifico, la Valle d’Alpone è sede di rocce vulcaniche e sedimentarie marine che racchiudono numerosi giacimenti paleontologici dell’Eocene, tra cui quelli di Bolca. I fossili di Bolca sono conosciuti da lungo tempo: le prime notizie certe risalgono ad un documento del 1550. Inoltre, risale al 1571 l’importante raccolta del farmacista Francesco Calzolari di Verona che nel suo museo, il primo museo naturalistico conosciuto al mondo, esponeva anche alcuni pesci di Bolca. La grande biodiversità e l’eccezionale conservazione, specialmente dei pesci rinvenuti nelle due località più rappresentative di Bolca, la Pesciara e il Monte Postale, ne fanno oggi il giacimento più ricco al mondo.
«Sotto il profilo culturale – sottolinea Gamberto Bocchese, presidente della Strada del Vino Lessini Durello – l’obiettivo è quello di disseminare il valore di questo patrimonio relazionandolo con il paesaggio attuale e con quello costituitosi nelle varie epoche storiche. E’ necessario infatti costruire una consapevolezza diffusa dei valori naturali e culturali, nonché proporre un uso sostenibile e partecipato del territorio, valorizzando Musei, sedi di iniziative culturali, promuovendo la costituzione di reti e percorsi unitari integrati di sviluppo secondo le linee già promosse dall’Unesco nel corso degli anni».

Una volta costituitasi, tra i diversi compiti, l’Associazione si impegnerà alla attivazione di un qualificato gruppo di lavoro per l’elaborazione del dossier in vista della candidatura; al coinvolgimento delle persone che abitano oggi nei luoghi interessati; alla ricerca di finanziamenti e contributi per il sostegno di tale candidatura; alla presentazione e alla promozione della candidatura nelle sedi competenti; al recepimento nel dossier di candidatura di eventuali prescrizioni richieste in fase istruttoria; ad ogni altra attività funzionale allo scopo.

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