LORENA LANCIA E IL VINO TERRITORIALE

Sul Corriere del Trentino, dorso locale del Corriere della Sera, un’intervista a Lorena Lancia, miglior Sommelier Fisar 2016, in occasione della sua degustazione di un panel di vini trentini a Palazzo Roccabruna, venerdì 13 gennaio. La visita in  Trentino di Lancia, accompagnata dal segretario della delegazione Fisar di Milano Emiliano Marelli, è stata organizzata da Trentino Wine  e da Città del Vino Trentino Alto Adige.

 

CONDIVIDI CON

32 Commenti

  1. Il resoconto della degustazione, TRENTO compreso, sarà pubblicato nei prossimi giorni Max , questa è un’intervista rilasciata ad un giornale generalista, non di settore e quindi lo sguardo non poteva che essere generalista. Comunque, al di la di questo, credo che sul serio partiamo da punti di vista differenti. e in questo, fra l’altro, non c’è nulla di male.

  2. Mi dispiace, ma se un professionista fa un intervista sul mondo del vino, deve dire quello che pensa a 360 gradi, se invece viene ospitata in un territorio per commentare pregi e difetti di quel territorio, dovrebbe rimanere in tema. Il fatto che un territorio è più bravo di un altro, se non si entra nel merito non mi dice nulla. Io potrei dire che in Toscana si mangia meglio che nelle Marche, ma se non contestualizzo il mio giudizio, non dico nulla.

    1. ma cosa pretendi che sul Corriere si faccia un trattato su territorio e denominazioni? Che fra l’altro capiremmo solo io, tu e pochi altri. La giornalista del Corriere – io non ero presente all’intervista – avrà cercato di tirare fuori le cose che le sembravano più curiose e di effetto. Come fa qualunque giornale generalista.

  3. Scusami la polemica, ma anche questa volta non si è riusciti a concentrare l’attenzione sui vini trentini, sulle loro peculiarità, senza citare l’Alto Adige. Io non ho mai sentito un ospite in Alto Adige che rilascia un intervista parlando di una altra zona vinicola. Caro Tiziano, qualche domanda a questo punto dobbiamo pur farcela.

    1. l’intervista non la ho fatta io, max. nei prossimi giorni, sul blog ospiterò altri interventi su questa ospitata. Dopodiché, io invece trovo corretto, che un professionista sottolinei fragilità di sistema, se ci sono, e che indichi a riferimento altri modelli che funzionano, se ci sono.

    1. Prendili giovani perché avranno da fare na 40ina di anni solo col buon piccoli, una cabina armadio di scheletri. La fossa comune in cui è sepolta la nostra identità… e come Montanelli suggerisce da lì parte l’amore per se stessi 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *