VALLO TOMO, UNA POLITICA SENZ’ANIMA

La politica di regime, innamorata dell’incubo gigantista partorito dai professionisti della burocrazia del cemento armato, sceglie la linea dura contro il paesaggio delle Fratte e contro i suoi abitatori. E militarizza la borgata di Mori. #territoriocheresiste

Il punto di vista di Paola Attanasio

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114 Commenti

  1. Non interverrò più neanche io. La carne al fuoco e’ molta perché molti sono i problemi condensati moolto nel tempo e nello spazio. I comitati del no: Hai ragione Erwin, esistono, spesso fanno piu male che bene ma, tant’e’, la politica e’ arte del discutere e convincere. Non del dare ordini a qualcuno per far lavorare i compagni di classe di qualcun altro. Mori ha sopportato, in questi anni, na scarica di disagi, sopraffazioni e miserie. Forse i ghe na piem le scatole, e qualchedun ghe zontera’ voti, credo. Amen.

    1. la parete sopra mori…nei dintorni del santuario… pare pericolande quindi si è deciso di far saltare un “diedro” e di realizzare un vallo tomo di contenimento con un muro alto 5 /6 metri e lungo 200. C’è chi dice che questa è la sola soluzione per mettere in sicurezza abitazioni e abitanti. e chi dice che vanno trovate soluzioni alternative per mettere tutto in sicurezza, senza devastare il paesaggio delle fratte, che è uno dei piu bei scorci paessaggistici della valle, i terrazzamenti vitati (…terroir di grandi bordolesi). Ora la situazione si è incancrenita…. io sono fra coloro che pensano che vad trovata una soluzione tecnica che preservi entrambi i beni: la sicurezza e il paessaggio. Tutto qui.

    2. Capito io mai fatta ma mia moglie mi diceva che c’era una bella passeggiata…..non so che dire penso che non sia facile prendere certe decisioni dove c’è di mezzo la sicurezza delle cose e ancora più della gente…..se scegli una soluzione voluta dalla gente e poi succede un incidente la gente non viene perseguita ma il tecnico si…..decisione difficile.

  2. Uffa! il corteo non è arrivato a casa di Mellarini! Questi sono i fatti, non so poi chi o che cosa hanno detto sinceramente e non mi interessa a questo punto, non si può fare certo un processo alle intenzioni, la situazione è senz’altro accesa ed esasperata ma per questo dobbiamo ringraziare il sindaco Barozzi e tutti coloro che hanno preso la decisione POLITICA di questa vicenda perchè sul piano tecnico come mi insegni tu Erwin “10, 20, 50 tecnici all’oscuro della vicenda e dai loro l’obbiettivo da raggiungere stai pur certo che vi saranno 10, 20, 50 pareri uno diverso dall’altro. E magari anche di più gravosi di quello prospettat”..per cui mi vien da dire ancora peggio!! Per cui perchè io dovrei dare fiducia a Tizio piuttosto che a Caio? Allora non era meglio sentire PRIMA Tizio, Caio e magari anche Mevio e Sempronio, cercando – alla luce di tutti i pareri e magari condividendo il tutto in maniera democratica con la popolazione – e salvare capra e cavoli?? Perchè poche ciance, l’alternativa esiste eccome se esiste solo che, è stata scelta la via più facile non certo la via più sicura posto che, fare un vallo tomo non significa affatto, e questo l’ha confermato prof. Barla a me la sera in consiglio comunale, garantire la sicurezza del diedro, che per quanto dichiarato da Barla, diedro che potrebbe cadere anche ora che ne parliamo per cui che ci facciamo con il Vallotomo?? …

    1. Beh Paola… l’uffa non mi sembra molto rispettoso ma tant’è… che la situazione sia esasperata non c’è ombra di dubbio e di sicuro un’assemblea pubblica condotta in quella maniera non fa altro che fomentare gli animi dando in pasto alla cittadinanza dati e numeri che non sono in grado di valutare… quindi se si voleva tenere i toni bassi bastava condurre l’assemblea in maniera un filo diversa… Non capisco poi che funzione dai tu al vallotomo se non quella di protezione… non lo capisco davvero. In altra cosa poi Paola. L’unica soluzione che io valuto libera intellettualmente è proprio quella della PAT perché non influenzata. Tutte le seguenti sono state per forza di cose influenzate da opinioni, o peggio ancora, dal voler screditare qualcosa o qualcuno e questa se permetti è la cosa peggiore.

    2. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Mi piace gentile Paola il tuo ardore. In Trentino e anche in Itaglia si fanno pianti e collette solo su quello che si perde.
      Mai su quello che si dovrebbe fare.
      Perché non smettiamo di sognare rimboccandoci le maniche (non quelle come si dice da noi) per costruire e ri-costruire noi stessi ?
      La nostra Terra valeva qualcosa nello scorso millennio: ora è un toponimo geografico che come appare sulle nostre cronache è contenta che vengano turisti sciatori polacchi e croati per fare il tot per cento delle nostre stiracchiate statistiche invernali. Ben vengano !
      Siamo forse alle briciole (come del resto un po’ dappertutto) di un sistema basato sulla noncuranza, sulla tracotanza di pochi che pensano di essere famosi, sulla concorrenza assurda tra le valli per prodotti agricoli e industriali ora asfittici, basati solo su soldi dati un tempo a gogo.
      Come si legge sulle nostre cronache locali però “va tutto bene”, o quasi.
      Ma pare rifletta poco madama la Provincia, i signori Comuni e tutti quelli rintanati in cantina, in azienda, in un entem viste presentazioni e programmi che potevano benissimo fare al bar dei Cavai a Trento. Chiuso oggi come tanti altri esercizi trentini.
      Teroldego e tortel per tutti : seguirà brindisi, strette di mano e il classico “Anche tu qui ??!”
      Tutte cose che non guastano certo i civili rapporti tra noi.

  3. Matteo, as metù masa carne al foc…. prima di tutto Matteo, che è la preoccupazione che più volte ho sentito citare anche nei filmati caricati su youtube del comizio, o meglio, della propaganta fatta all’auditorium di Mori, è la sicurezza degli operai. Non è sicuramente preoccupazione ne mia ne tua il sapere se lavorano in sicurezza in quanto vi sarà certamente (a maggior ragione per un’opera del genere) un coordinatore per la sicurezza sia in fase di progettazione che d esecuzione che avrà studiato certamente tutte le modalità operative. Ribadisco quindi, ma lo comprendo visto che è un’argomento che può scaldare gli animi, che la sicurezza è garantita da delle figure preposte a tal scopo incaricate. Per quanto riguarda poi il discorso operativo, come ho già detto, se tu ad oggi interpelli 10, 20, 50 tecnici all’oscuro della vicenda e dai loro l’obbiettivo da raggiungere stai pur certo che vi saranno 10, 20, 50 pareri uno diverso dall’altro. E magari anche di più gravosi di quello prospettato dalla PAT. Poi il discorso territorio… NE HO PIENI I COGLIONI DI STO TERRITORIO…!!! Si abbattono case in centro storico per dar spazio a piazze strade e edifici a destinazione privata e pubblica… e vos che per la sicurezza de ‘n paes no se podia bater zo cater muri a seco…???? Ma porco cane possibile che qui in trentino appena si fa qualcosa c’è subito il comitato del no…??? Sul discorso barbacagni etc. mi no sai che dirte. Una cosa posso dirti, l’unico consolidamento di roccia che ho visto fare è lo sperone di San Romendio… perchè ghje poza sora el santuari… se no se podeva anchja farlo vegnjr zo. Quindi Matteo, secondo mi, tutto questo surriscaldamento degli animi non ha senso, se non uno meramente di screditamento politico. Su consiglio della signora Paola Depretto sono andato a vedermi i filmati del comizio di mori. Vai a vedertei su youtube e dopo domandite se ‘n te .n assemblea condotta a che condizion pol vegmjr fora vergot de costruttivo… E poi Paola, ti consiglio di vederteli quei filmati perchè proprio li viene dichiarato che il corteo arriverà a casa di Mellarini…!!!

    1. Non intervengo più sulla questione del Vallotomo, perché tanto si è capito che ognuno coltiva legittimamente le proprie opinioni e punti di vista. E nessuno di noi cambierà idea. Ma approfitto dell’accenno di Erwin al “Trentino che dice sempre no”. Perchè questa cosa mi stuzzica. Non so se il Trentino sia le repubblica del no. Di sicuro, però, la Vallagarina, che credo di conoscere abbastanza bene, è l’isola infelice dei sì. Dei si, sempre. Dei sì ad ogni alzata di ingegno di una politica che qui da decenni è fragile se non inesistente. Gli ultimi “no”, veri e forti, che io ricordi risalgono algi Settatanta ed erano i “no” guidati dalle battaglie del vecchio partitto autonomista di Pruner contro la politica degli espropri indiscriminati. Allora si saldarono gli interessi contadini con un partito sinceramente territorialista per dire “NO”.
      Da allora in poi è prevalsa la “civiltà del sì” indiscriminato. A tutto. Sempre. Si al Pinot Grigio, sì all’agricoltura intensiva e deterritorializzata, sì all’espiianto, su regia cooperativa, delle colture autoctone. Sì al campo nomadi, sì alla discarica. Si è detto si ad un centro della protezione civile trasfromato in campo profughi. Si al Nero Cubo e sì alla devastazione della Strada del Vino della destra Adige. Si all’inutile bretella di Mori che oggi scaraventa come una fionda il traffico turistico sulle anguse sponde gardesane. Sì all’inutile area industriale delle “Casotte”, rimasta prevedibilmente vuota. Sì a tutti i progetti – di cui nemmeno uno realizzato – di recupero dell’area ex Montecatini, si disse sì anche quando Mellarini ci voleva portare una specie di parco divertimenti sportivo: si disse si e poi come era prevedibile non arrivò nulla. Ma si disse sì. E poi si al più grande centro commerciale del nord – est (Global Village) che, come era prevedibile, non andò oltre ad un gigantesco scavo rimasto incompiuto. A Rovereto si è detto si anche ad un centro commerciale piazzato nel centro storico della città. E sì detto sì agli impianti di risalita anche dove ormai non nevica più da decenni. E si è detto sì ai finanziamenti alle multinazionali (e non solo) industriali che non appena intascati i denari se ne andavano. Si è sempre detto sì. A tutti. E a tutto. Mentre la poltica latitava e giogioneggiava, anziché provare a definire un progetto comune e identitario di valle. Ora a Mori qualcuno, secondo me giustamente, finalmente dice no. Finalmente, appunto.

    2. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Per favore, non tocchiamo S. Romedio !
      Altrimenti tocchiamo anche Castel Malgolo, i castelli in vendita in Val di Non. Tocchiamoci tutto ma almeno salviamo qualcosa da questa toccata generale. W il Mart, la cultura a tocchetti, Depero che non se lo filava nessuno, Moggioli, Caproni che ha costruito aquiloni a motore, e tutti quelli di noi che hanno avuto un po’ di riconoscimenti fuori dal Trentino e solo dopo, morti nelle nostre squamose saghe di postcultura da sms.
      Il nostro è un cimitero che non è neppure Redipuglia.
      Siamo un ossario alla H.Potter e ci piace. A me no. Grazie

  4. La politica è morta, Mark Twain se ne accorse quando diceva che se votare fosse importante, non ce lo lascerebbero fare. La questione del vallotomo è emblematica di una gestione palazzesca della cosa pubblica, forse anche clientelare, ma non voglio svelare troppe carte. Di per certo blindare una comunità con la polizia e i carabinieri in tenuta antisommossa non è mossa vincente. Probabilmente sedersi con un bottiglione di vino e fare la ciucca insieme avrebbe risolto più dubbi. Erwin il tuo parere tecnico è chiaro e condivisibile: la tecnica non è democratica, se le cose vanno fatte si devono fare. Però stiamo percorendo la via del megalitismo, qua: dammi un parere tecnico su quanto tempo durerà, questo cantiere. Per quanto tempo gli operai scaveranno (!) sotto una montagna che crolla? Io, che qualche cantiere ho frequentato, mi darei malato. Santo cielo, siamo andati sulla luna, non siamo capaci di ancorare quattrocento metri cubi? Ma gettare un barbacane al piede è impossibile? Che in dieci anni diventa invisibile? boh… L’unica cosa certa è un silenzio assordante di tutti, della politica ma non solo: dove sono le associazioni ambientaliste pronte a stracciarsi le vesti per due metri di funivia in più, a urlare al massacro delle foche, o delle balene? perchè non chiedono a forza di potere siedere al tavolo di progettazione? Vedo solo silenzio. Assordante silenzio. La politica provinciale che si indigna giustamente per atti di questo genere, ma che non spende una parola per difendere l’unico valore rimasto, quello paesaggistico… Mi fanno ridere, molto. Intanto il paese è ancora lì, non è stato evacuato, il rischio esiste o non esiste? O la vacca è incinta o non è incinta, non esiste il mezza incinta, el diseva me nono, che lè sta en africa. Questo, credimi, è il tempo degli inetti nei posti di comando. Entant prego dio che nol crova, perchè el maza zent che no centra niente.

  5. antonio

    dissento:
    1 il progetto tecnico è della provincia.( di chi doveva essere, della Repubblica Dominicana? competenze!) ci sono state contestazioni. la PAT ha fermato tutto e chiamato un altro tecnico molto quotato (NB esperto. non perché lo dice la PAT ma perché la REALTA’ è che è ESPERTO. lo ripeto e ripeterò fino alla nausea).PAGANDO una cosa non necessaria. alla serata vedi striscione “venduto”. sei venduto perché chiamato dalla PAT. quindi qualsiasi altro tecnico, qualsiasi cosa dica sarà un venduto.
    2 durante la serata pubblica c’era Pino Scaglione, Prof. dell’Uni. TN che ha provato a dire qualcosa su paesaggio. Scaglione non è il primo che passa sul tema paesaggio. DERISO dai presenti. dialogo ZERO. “l’è arriva el architeto ha ha ha”.complimenti.
    3 ergo (punto 1 + punto 2) la mia simpatia per il comitato è pari ad un vino al metanolo.
    4 è ora di finirla di fare gli esperti su tutto ad minchiam. io non vado dai vignaioli a spiegargli come fare il vino se non ho idea di come farlo.
    Il PAESAGGIO possiamo tutelarlo in tutto il resto del Trentino, non qui. ad esempio vietando la distruzione di muretti a secco. nonostante se ne parli di continuo e si facciano corsi accade ogni giorno nelle nostre campagne.
    5 troppo facile dire “sono tutti mafiosi al soldo della provincia”.sei abituato a pensare mafioso ergo sei mafioso pure tu che lo sostieni.
    6 se, SE si potesse io direi: cari contestatori prendete carta e penna e mettete per iscritto che la responsabilità se cade il diedro è vostra al 100% PENALE e CIVILE. perché col C… degli altri son buoni tutti.
    7 fa fico fico essere contro ma qui si passa il segno. non è possibile trasformare una decisione TECNICA in una divisione democratica.la scienza non è democratica. è scienza. punto!
    non vado a farmi operare le tonsille da uno psicologo, non vado a sistemare i miei problemi psicologici da un minatore.

    1. alla scienza…chiediamo di dare soluzioni ad un problema, appunto. ad un problema che si chiama sicurezza e paesaggio. e se la scienza … tridentina non è capace.. di soddisfare entrambe queste domande, sicurezza e paesaggio, chiediamo alla scienza.. andina.. o a quella torinese… o austrialiana…insomma chiediamo aiuto….una scienza che non sa dare risposte complesse…ma solo…sparare cemento armato… ..è un scienza…un po’ cosi…

      1. antonio

        Scaglione non è trentino ma lavora a TN (anche) e ha un profilo internazionale. Prof Barla non è trentino e è riconosciuto come ottimo professionista.
        perché se lo prendi in Antartide un tecnico è migliore? e comunque puoi prenderlo dalla luna ma se la risposta è lo striscione “venduto” solo perché chiamato dalla provincia…beh sarà sempre un “venduto”. allo qui la scienza non c’entra nulla.
        poi se si prova a parlare di paesaggio e si viene derisi….sempre derisione ci sarà.
        cemento armato è una bella parola per animare le persone. il cemento armato serve a fare i ponti e nessuno si scandalizza.
        ma usiamola con cognizione di causa.
        troppo facile toccare gli animi ambientalisti dicendo “cemento armato”. lo dico da ambientalista.
        io penso che nessun attore in gioco in questa vicenda si sia mosso con un minimo di decenza e voglia di ascoltare il prossimo. nemmeno il comitato. tutto una grande bolgia. la scienza e il paesaggio ridotti a periferico corollario.
        tanta politica inutile e divisiva. da parte di tutti.

  6. Hey Matteo Gottardi, ma i nostri amici del Parco, le nostre amiche Alessandra Astolfi e Manuela Francesconi, saranno pronti con noi a difendere il patrimonio dei muretti a secco delle Fratte di Mori….? Cosa dici…le invitiamo?

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Mi piace tra i tanti il post in cui si scrive anche:”far costruire il fallo per mettere inicurezza le case”. Messaggio o massaggio subliminale ?
      Propongo subito il nuovo nome localizzante: il FalloTomo, più accattivante e bisex per tutti.
      Alessio Manica lo ho incontrato una sola volta con un comune amico: da sindaco mica male a consigliere, come tutti, il passo è stato forse troppo breve.
      Il dunque potere logora non solo chi non ce l’ha ma anche chi lo conquista senza sapere dove va a finire ….
      Complimenti a Paola per le copertine vintage, chiedendole se sa dov’è questo ameno luogo trentino e se capisce i blog-interventi in celtico-ostrogoto della mia gente, tipo “gamela” che è non è una nuova varietà della val di Non.

    1. eccomi tornato. E continuo a sostenere, che di fronte a due bene da tutelare, sicurezza e paesaggio, va trovata una soluzione tecnica che tuteli entrambi questi beni. Se la soluzione non la trovano i tecnici della provincia, se ne consultino altri. Se io vengo da te, che sei il mio tecnico e ti chiedo di progettarmi una villa che sia di stile barocco e allo stesso tempo che sia confortevole. Immagino che tu cercherai di accontentarmi: me la disegnerai barocca …e anche confortevole. Ecco..la politica deve chiedere ai suoi tecnici di elaborare una soluzione che contemperi la tutela di questi due valori. Non di uno solo. Perché fino ad oggi, la politica ha ragionato come Gianni Conzatti nel commento precedente: unica priorità la sicurezza perché il resto sono “quattro vecchi muretti a secco e quatro vigne de quatro veci”. E così non va bene, in un Trentino che voglia trasformare il suo territorio anche in “Valore economico spendibile”. Non va bene per la reputazione della sua viticoltura, non va bene per la reputazione del suo turismo. Non va bene perchè il paesaggio è un valore, almeno quanto la sicurezza e quanto un monum ento artistico, come il Duomo di Milano. Negli ultimi diec i quindici anni, la vallagarina è stata vittima di uno scempio permanente ad opera del sogno gigantista della pubblica amministrazione. Un esempio: la piu bella strada del vino del Trentino, da Avio a Trento sulla Destra Adige, è diventata una tangenziale ad alto scorrimento arredata di decine di inutili rotonde. Poteva essere la strada del vino del Trentino, appunto, è diventata una tangenziale metropolitana. Vuoi un altro esempio, che questa volta ha visto complici pubblica amministrazione e impresa privata: quell’orrendo hotel in stile Affi, alle porte di rovereto, all’uscita dall’autostrada. Che quando un turista che passa lo vede tira dritto perche gli sembra di essere a Busto Arsizio. Tu vivi in una splendida valle, #spettacolononeso lo chiami, e sai quanto il paesaggio, l’idea della salubrità, della bellezza, sia importante anche per vendere le mele _ no na caso la promozione di melinda si gioca su queste forme – contenuto. Ecco, allora, dico che mi fa piacere che un gruppo di cittadini, la tribu delle fratte ,si sia unito e abbia sottolineato questo valore: quello del paesaggio rurale di interesse storico (ripeto se se ne sono accorti a Soave, forse è il caso che lo si faccia anche noi) e abbia c hiesto alla politica di elaborare un progetto che metta in sicurezza le persone, senza deturpare il bene comune. E se i tecnici della meravigliosa PAT non sono capaci di fare questo, si chieda aiuto a chi è più bravo di loro.

    2. Io Tiziano sono una persona molto ragionevole, credimi sono un estremista della mediazione… Solo tante volte mi trovo un po’ a dover estremizzare le mie posizioni… Il mio viva l’Italia vuol essere uno slogan, perché a dire il vero in tante zone dell’Italia hanno tutti un’identità molto più forte che da noi, complici DC e altri partitini vari… E difficile in questo panorama di reticenze e bugie creare e salvaguardare un’identità. E questo sarà sempre un nostro grande handicap rispetto ai sudtirolesi che ad esempio dove piantano l’identità (talvolta anche forzata e lo so bene io) cresce un baobab di soldi, avanguardia e sicurezza economica. Ho fatto una perizia a Vipiteno, 35 appartamenti costruiti 19 venduti sulla carta e 16 li consegnano appena finiti i lavori… Non so se a Rovereto o trento possono dire lo stesso… Se imposti un filone logico di pensiero la soluzione la trovi lungo strada.

    3. Non è così aperta Tiziano, per noi ormai è galleria ma se è così ovvia perché il muratore anziché prenderla ed entrare in quel mondo, continua invece a cercare di chiuderla? Il confine linguistico mi fa ridere… Sono i poteri forti? Una setta massonico-giudaica?

  7. Erwin..No sta tirarme dentro in questioni tecniche….Dico solo che qui si è gardato solo alla sicurezza. Non si è detto ai tecnici..Ci sono due beni da tutelare sicurezza è paesaggio. Cercate una soluzione che li tuteli entrambi. E il Trentino non può permettersi di non considerare il paesaggio come un valore.

  8. E po spieghime n’atimo sta dinamica della mente umana… prima del doimilieott canto feves en coert per na chjasa i privati i se lamentava “ostia varda chi che raza de travi… varda chi soldi trati via… varda chi pomi coidi per ‘ngot….” dopo el doimili e ott i te diseva…” ma sente seguri che i sia grosi asà”…..?! Boh… spoeghimel ti Tiziano….

  9. Però Tiziano alora spieghime ti na roba se per chei de Mori el vallo l’è “XXXL”… perché cando n’tel doimilieott e vegnjù ca gran flochjada i coerti calcoladi per 150 kg j’ha portà fin a 450 kg de neo è dopo j’è colasadi….?!

  10. Ses ben dre che domandes ‘n migol masa veh Tiziano… alora chi me sa che prima bisogneros far ‘n ordine de priorità per ragiunger l’obietivo … per mi l’ordine l’è chesto: condivisione, sicurezza, paesaggio, economicità

  11. Erwin ..No son en geologo. Ma mi rifiuto di pensare che non ci sia una soluzione meno impattante. Se a Trento non la trovano si rivolgano a Milano.. roma… Boston…Ma come… La Val d Alpone chiede di diventare patrimonio UNESCO…Le colline del Soave ..Diventano paesaggio rurale di interesse storico…E noi che abbiamo paesaggi vitcoli da sogno li cementifichamo? Se la protezione civile di Trento non è in grado di elaborare un progetto rispettoso del paesaggio….Ripeto si chieda aiuto….

  12. Credo che la errore stia nel contrapporre questi due valori. Il Trentino vive…O dovrebbe vivere di bellezza e di paesaggio. Inutile fare. Marchi qualità..E tutto il resto e poi non considerare valore il passaggio. Nem anca su la luna…Sarem Boni de far vignir zo n SAS senza spacar su tut

  13. Eh a Mori ..Invece cittadini e contadini…Lo hanno fatto…Poi è arrivata anche la politica.. forse purtroppo. Ma è da a dieci na reazione spontanea degli abitatori Delle Fratte. Che hanno sottolineato il valore non contrattualizzabile del passaggio.

  14. Non so dire nulla Delle perizie Erwin….dico che quando sono in gioco due interessi sensibili come la sicurezza e il paesaggio..E quello Delle Fratte è uno dei più bei paesaggi terrazzati d italia….Una soluzione che stia in mezzo e che tuteli entrambi. Beni ci vuole. Bisogna trovarla. E non la si trova scagliando la celere contro i contadini.

  15. AVANTI I SENZA PAURA..BAROZZI L’INTREPIDO…
    “Non sarà l’irruzione improvvisa e vociante di cinquanta persone – commenta Stefano Barozzi – a intimorirmi. Non sarà lo sfregio alle istituzioni perpetrato con la conquista del balcone comunale. Non saranno gli insulti e le intimidazioni di qualche scalmanato a cambiare le mie convinzioni….”

    1. Il sindaco avrebbe giá dovuto far evacuare le persone, data la somma urgenza, e far costruire il fallo per mettere inicurezza le case. Se fossi proprietario di una delle case interessate, non sarei molto felice di questi quattro pagliacci che per salvare quattro muri a secco con su do vigne, mettono a repentaglio anche casa mia, magari ottenuta con molti sacrifici. E poi da le perizie alternative le avete lette? Una prevede un consolidamento con pilastri in cemento armato etc. E come li metterebbero in opera? Elicotteri? Dai ragazzi non si puó pensare di incollare il dietro e sperare che tenga!

    2. Queste sono le mie idee, non di qualcun altro, quindi se vogliamo discutere seriamente é una cosa, se vogliamo distogliere la discussione da un argomento per buttarlo su attacchi politici e personali, ho cose piú interessanti da fare

    3. Scusa erwin non credo di essere polemica ma nemmeno accetto che si offendano quelle persone. Quanto al resto me som persa nei commenti comunque condivido che sicurezza e tutela dovrebbero andare insieme e seppur nel rispetto delle decisioni essere condivise prima. La pat prima fa il Vallotomo e poi mette in sicurezza il diedro, Giani e tecnici invece farebbero il contrario prima metterebbero in sicurezza il diedro con tutte le cautele del caso poi farebbero un Vallotomo a monte più piccolo che poi era il famoso progetto del bellini targato 2007!! Giusto per parlare di somma urgenza che poi come tanti altri progetti è rimasto nel cassetto (vedi anche scuole medie) grazie sempre a Barozzi& c. In estrema sintesi è questo. Ci sono squadre di tecnici preparatissimi diceva il geologo nucci che debbo delle cose incredibili pertanto l’errore a mio modo di vedere è squisitamente è drammaticamente politico dall’inizio si doveva salvare capra e cavoli invece si è preferito in nome di una somma urgenza di fare biasifanet del territorio distruggendo un patrimonio. Io contesto sopratutto il sindaco che ha gestito male la vicenda r il risultato si è ben visto ieri sera al circo ..

    4. e comunque Paola, scusami se mi permetto, capisco la contestazione, posso anche comprendedere la rabbia delle persone, ma non capisco davvero l’assediare una civile abitazione privata, e sottolineo PRIVATA, di una persona perchè qui si condivido quanto detto da Gianni Conzatti, se si arriva a questi livelli sono davvero dei Pagliacci con la “P” maiuscola…!!! Penso che le sedi per protestare, argomentando comunue costruttivamente siano ben altre e non la civile abitazione di una persona seppur rappresentatrice di una figura istituzionale.

    5. No no ti credo Paola tranquilla avranno accentuato la cosa i giornali… ma sull’opea non ci sono se e non ci sono ma… su quella, da tecnico, se permetti ci sono dei grossi errori di interpretazione sia sulla sua funzione che sul suo dimensionamento… e su questo mi baso sull’esperienza personale…

    6. Scusa Paola… ma allora cosa vuol dire il tuo commento poco sopra “la PAT prima fa il vallotomo e poi mette in sicurezza. Giani e glia latri invece prima mette in sicurezza e poi fa il vallotomo”…?!? No perchè se questa è la tua interpretazione… sen veramente mesi ben…!!! Come fai a mettere in sicurezza prima di fare il Vallo…?

    7. Le tue notizie sono sbagliate nessuno ha assediato sotto casa nessuno mi spiace la fiaccolata non so se conosci mori è partita dal comune ed è arrivata fino alla rotonda in via terra nera e poi di è fatto il giro della rotonda si è tornati indietro e si è andati in via teatro verso le fratte quindi dire che è stata assediata l’abitazione privata non corrisponde al vero credimi. Io stessa non sarei andata se fosse andata così quindi non facciamo accuse gratuite ti stai parlando di un assedio sotto un’abitazione privata in realtà eravamo sulla strada pubblica

    8. Guarda io c’ero e dico quello che penso e che ho visto tu ti basi sulla stampa e direi che già qui non ci siamo purtroppo in questa vicenda tanto parlano per sentito dire o perché letto sul giornale e non si ha la vera reale visione delle cose allora direi che è parlare si va per preconcetti

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