LA VENDEMMIA 2016 È GIÀ SULLO SCAFFALE. SCONTATA

Le uve Marzemino Trentino Doc sono state vendemmiate circa sei mesi fa. Nemmeno il tempo per un poco di affinamento in bottiglia e il vino è già sugli scaffali della GDO (Conad – Margherita) al modico prezzo di 3,89 euro al pezzo. C’è qualcosa che mi sfugge, soprattutto quando queste operazioni commerciali originano da un produttore prestigioso come Cantina Aldeno, nota soprattutto per il suo impegno sul terreno della qualità, della vitivinicoltura biologica e vegana. E quando queste operazioni commerciali hanno come oggetto una piccola denominazione come quella del Marzemino Trentino (che è vero non è un Superiore e nemmeno un Isera o un Ziresi, ma  è pure sempre una doc Trentino): nel giro di sei mesi l’uva che costa impegno, fatica e sudore ai pochi contadini che ancora si occupano di  uve Marzemino, è già pronta per il tritacarne dei prezzi della Gdo. Mah.

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14 Commenti

  1. sandro sandro

    Buonasera, forse nel concetto di territorialità dobbiamo anche arrivare a capire che, determinati vitigni hanno nome e mercato, se provengono da certe zone, al di fuori di quelle vanno svenduti, per il semplice motivo che, non sono riconosciuti come prodotti di livello superiore.
    Forse è stato un errore del passato, ma nel caso specifico, il Marzemino “riconosciuto”, è quello di Isera, fuori da quella zona è, a torto o ragione, considerato di serie B.
    Del resto il montalcino lo fanno a Montalcino altrimenti và in Eurospin

    1. Credo che tu abbia ragione. Almeno quando dici che il riferimento all’origine territoriale è fondamentale, del resto è quello che diciamo sempre anche noi. Tuttavia il sistema dei disciplinari del Trentino è congegnato cosi: male. Il risultato è che si imbottigliano circa cento mila bottiglie con il riferimento all’origine autentica (d’Isera e Ziresi) e circa un milione e mezzo come Trentino. Che poi finisce a questo modo. Non che poi il d’Isera se la passi meglio, vista anche la foto pubblicata da Belaqua. Sui Ziresi poi non c’è nemmeno da aprire una discussione visto che si tratta di tre bottiglie in tutto.

  2. Anonimo

    Queste cose non sono nella norma come non è normale che un componente del CdA di FEM riceva 300€ di rimborso a seduta. È uno schifo, sopratutto se guardiamo chi sono le persone che compongono detto CdA, (sindacalisti, consiglieri provinciali, non certo lavoratori privati)
    o se pensiamo che un operaio impieghi mediamente una settimana per realizzare una cifra simile, o che un pensionato debba camparci 15 giorni con quei soldi.
    Vergogna, fate schifo!

  3. Belacqua

    in realtà il prezzo è proporzionato, dovuto probabilmente alla stagione un po’ infausta che ha portato ad una qualità scarsa in quelle zone (do per scontato che non portino l’uva dalla bassa ma sia della zona aldeno).
    Vedi anche questo marzemino superiore 2014 a 6 e 70 in coop. Non è bello da vedere ma mi sa che a prezzi maggiori restava invenduto.
    Poi si potrebbe discutere se un marchio, rinomato?, come il superiore meriti li scaffali, anzi li scatoloni, come un vinello qualsiasi…

    Allegati

    1. Mah, non so quanto conti l’annata (stagione) sugli scaffali della gdo. Poi, sono anche sicuro che questi prezzi, alla fine remunerano in maniera equa ogni componente della filiera e sono graditi dal consumatore. E allora? Allora l’unico che ci perde è il territorio, o meglio la sua reputazione che in questo modo si riverbera negativamente sui piccoli produttori che non riescono, per ovvie ragioni, a competere con i costi di produzione della filiera industriale.
      Ps: il superiore di Vivallis secondo me starebbe bene lontano dagli scaffali, anche perché davvero stiamo parlando di 4 bottiglie: nel 2014 sono state prodotte 88 mila bottiglie di superiore di Isera.

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