L’ASSESSORE NATURISTA

Michele Dallapiccola, assessore all’Agricoltura della Provincia di Trento, visita un’officina per la produzione di macchine agricole per il diserbo meccanico e apre le ostilità, in Facebook, al GLIFOSATE.

Una domanda all’assessore naturista: e di un prodotto che si chiama DELAN PRO, classificato in etichetta come H351 (sospettato di provocare il cancro oltre ad un’ininfinità di altre cose poco gradevoli),  che pare essere in fase di inserimento nella nuova edizione del protocollo di lotta integrata viticola e che è già largamente utilizzato in frutticoltura, cosa ne pensa?

 

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27 Commenti

  1. antonio

    a proposito di BIO vi segnalo uno scritto di Giovanetti sull’Adige di domenica (se non erro) intitolato “Svolta biologica e ritardi trentini” in questo momento non ho la possibilità di mandarvi fotografie ed altro perché letto di corsa in un locale pubblico …interessante per tutto il comparto agricoltura nostrano con un confronto con l’Alto Adige. cose risapute dai più ma finalmente sembra che se ne parli. e che se ne parli come “ritardo” mi sembra una rivoluzione. anche questo scritto lo manderei all’assessore…buona giornata.

    1. Segnalo qui il link dove si può leggere integralmente l’editoriale di Giovannetti di domenica. Che mi pare interessante.
      http://www.ladige.it/blogs/editoriali/2017/03/12/svolta-biologica-ritardi-trentini

      A completamento del suo ragionamento inserisco alcuni numeri che riguardano il vino bio al supermercato, come è stato monitorato nel 2016 dallo studio Iri per Vinitaly.
      Il prezzo medio del vino fermo bio venduto in gdo si attesta a 5, 7 euro litro, mentre gli spumanti superano la soglia dei 10 euro. Contro una media rispettivamente di 3 euro e di 6 euro.
      Inoltre la crescita del vino bio, sempre in gdo, nel 2016 ha fatto segnare un + 25 in volumi e un + 36 in valore (vini fermi) e un + 16 in volumi e un + 26 in valore per gli spumanti. Insomma, il settore tipizzato bio sembra davvero essere in fortissima crescita.
      Tuttavia, si assiste, in Trentino, ad un fenomeno curioso: la parola d’ordine non è bio (almeno in viticoltura) ma sostenibilità (ape maia) ; del resto si è notata la lampante assenza istituzionale del Trentino alla recente Biofach (l’alto adige era invece presente), la più importante fiera mondiale del bio. E qui forse è il caso di cominciare, o ricominciare, ad aprire il dibattito. Melinda mi pare sulla strada giusta. Gli industriali del vino, invece, sono fermi, e con molte difficoltà, alla certificazione sqnpi.

      Allegati

    1. sarà…sarà…non sono un esperto di classi tossicologiche…ma ho i l sospetto che…sia piu una questione di reputazione…di cattiva reputazione di un vecchio prodotto…sostituito con nuovo prodotto…con gli stessi rischi..di tossicità almeno a leggere l’etichetta..ma più costoso…e soprattutto senza cattiva reputazione..almeno in viticoltorua

    2. La domanda è meno impertinente di quel che sembra Giuliano: ho la sensazione che il Glifosate ormai sia diventato un alibi, o un falso bersaglio. Ormai pare che liberatisi del Glifosate (e anche qui dovremmo capire molte cose ) poi tutto il resto vada bene….e si possa fare tutto….in nome della lotta al glifosate..

    3. Il glifosate e’ il piu grande problema,ce un braccio di ferro tra multinazionali e tanti stati.il problema e’ che in pianura e’ facile sostituirlo con qualsiasi macchina interfilare,ma in montagna sul ripido l alternativa e’ il decespugliatore.

    4. Dunque stiamo sbagliando approccio non p.a.
      In Trentino non ci si evolve perché si trovano solo i colpevi e si dimentica la soluzione. Il problema è che da 5anni (proprio da quando ho iniziato io) ci sono anni anomali ma più di tutto è che sono uno dopo l’altro, cadono teste, si recupera dall’armadio il fantasma cacciato 10anni fa ma non si cerca di capire che non cambierà mai finché non si cambia il modello. Intanto aumentiamo le doc per vedere che abbiamo capito.

    5. Giuliano Preghenella ….sei sottile nelle osservazioni. Devo dire che questo aspetto io non lo avevo notato. E devo dire che più che una promozione occulta, mi sembra un selfie di quelli che ormai..politici e non politici si fanno ovunque. Non mi pare che Michele Dallapiccola, qui abbia esagerato. Ne abbiamo viste di ben altro tenore: la grancassa suonata per Latte Trento, le passerelle in Cavit Natura Trentina alla vigilia di natale, i brindisi natalizi a Rovere della Luna..con il Vervè. E non mi pare allora tu ti sia scandalizzato. Probabilmente su certe cose l’assessore dovrebbe concentrarsi sui marchi territoriali anziché sui brand aziendali. Ma in questo caso….a me pare proprio solo un selfie. Solo quello.

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