LE “STROPE” CHE RESISTONO…

Nel centro (quasi) di Rovereto, qualcuno ancora si ostina ad usare “le strope” – il vimini del Salice – per legare i tralci della vigna, ripetendo un rito millenario della primavera contadina che rifiuta la meccanizzazione e la modernità Anche in città. #territoriocheresisteVigneto Miorandi

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38 Commenti

    1. il Conte il Conte

      “Maitinade del Nane Peirot”
      Coro Sat – A. Benedetti Michelangeli

      La me morosa ven da Monte Baldo,
      ela la ‘mpiza ‘l foch e mi me scaldo.
      La me morosa per en prà la core,
      dove la mete ‘l pe’ ghe nasce ‘n fiore.
      ……………………………………
      La mamma mia per non farmi dota
      la m’ha liga’ la panza con ‘na stropa.

      … sempre utili e indimenticabili le strope !

    1. Nel guyot sarebbe forse più difficile ancora per l’altezza del ceppo e i fili a coppia che intralciano. Avendo iniziato la carriera a casa con le stroppe per mia esperienza se per vite do tre legacci con la legatrice e altrettante legate con le stroppe come tempo direi 1 a 3. Considera poi che su pergola fai il giro al filo che rende tutto più stabile, su guyot non puoi e secondo me se a maggio c’è vento si apre tutto

    2. Io faccio quello che posso con le stroppe … ceppi branche solo con loro … poi se ho tempo “impunto” con 1 o 2 … il resto faccio a macchina … la plastica no assolutamente … !!! cosa che non mi convince è il lavoro di spalle-braccia alte che a lungo andare lesiona le stesse ed è sconsigliato dai medici del lavoro

    3. come costo sulla pergola trentina… doppio dei moderni sistemi.. fai conto che con una pellenc con le viti perfettamente preparate hai circa 250€ di differenza a ettaro… però… e dico però… ci stiamo preoccupando di fare un diserbo all’anno per non inquinare… di usare un’agricoltura biologica…. però questo porta a usare decespugliatori a miscela, un ingresso in vigneto con i trattori quasi doppio rispetto ad un sistema di coltivazione convenzionale a basso impatto, sistemi di fissaggio delle viti con ferri e plastiche che anche seppur biodegradabili vedo che rimangono spesso sui fili… e comunque la produzione causa un certo inquinamento… lo sapevi che su calcoli fatti, il 46% di emissione di co2 in un ciclo di produzione di un’azienda vitivinicola, è il trattore e la produzione delle bottiglie…. diciamo che queste piante hanno un costo per crescerle lavorarle, e poi le STROPPE devono essere pulite e preparate… la cosa simpatica è che si piantano betulle e piante ad alto fusto per aumentare l’assorbimento di co2… non che i salgheri siano dei polmoni ma aiutano… se volessimo vedere il tutto, i cavi fissati con le STROPPE sono fissi, non si strozzano e durante la potatura invernale il tempo di distacco è molto più basso di quello dei fili con anime di ferro…. Però Tiziano Bianchi ti ricordi la vita dei contadini di un tempo…. pulire le stroppe era un momento conviviale, si chiaccherava, si beveva nella stalla…. oggi non hai tempo nemmeno per un saluto e per due parole….

    4. Caro Marco Borghetti conservo i ricordi vaghi di quel mondo: anche noi bambini partecipavamo alla raccolta delle strope. In ogni paese c’erano dei professionisti tagliatori, che salivano sul “salgher” a tagliare con abilità e agilità, noi sotto raccoglievamo. Poi c’er ala preparazione prima del trasporto: il nonno con il mulo scendeva a Chizzola con il suo carico di strope per venderle…al giusto prezzo .e quando non lo trovava, perchè a Chizzola i mercanti erano monopolisti padronali, si spingeva più giù a Sabbionara, ad Avio e fino in Veneto alla ricerca del miglior compratore. Ricordo queste cose come un dato. Senza alcuna nostalgia Il paese era definito dal perimetro dei salgheri e il rito invernale presagiva la rinascita primaverile. Il nonno paritva. Poi tornava. Intanto a Chizzola qualcuno guadagnava diventava ricco. Era un mondo contadino ma classista. E ingiusto. Forse più ingiusto di quello di oggi. Forse.

    5. Dal 1800 produciamo vino…. Di allegro non c’era molto… Carestie… Fame…. Morti premature…. La terra se eri fortunata ti dava la sopravvivenza a malapena….. Ma i ricordi sono anche quelli che ti ho detto…. Credo che Millet abbia ben trovato quello spirito…. Ma oggi…. Non so tu che lavoro fai e dove li fai… Ma l’agricoltura fuori da qualche regione e qualche settore non è niente di allegro….

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