L’EDIFICANTE CANTO DEL POTERE

Telefono ad un sindaco, per chiedere informazioni su una questione spinosa che sta interessando la sua comunità.
Risposta: “Piantatela di rompere i coxxxxni” (e fin qui capisco anche). Poi: “È ora che i giornali comincino ad occuparsi di storie edificanti“. Fine della telefonata.
#seguirabrindisi

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61 Commenti

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Concordo perché recentemente mons. Iginio Rogger ha messo in dubbio la storicità del martirio, giudicandolo non provato.
      Questo dimostra che da noi non avendo molti Santi sotto mano, li creiamo come San Simonino.
      A rotta di collo di bottiglia ! Sempre.
      Saturno ? Il saturnismo è una brutta malattia che colpiva soprattutto i linotipisti per via del piombo fuso ma ora pare si estenda anche a video quindi :
      “Bevete più latte, il latte conviene….” di Fellini & Rota !

      1. il Divo Saturno è il mio Dio, il mio unico Dio: (da wikipedia, tanto per semplificare) – Saturnus una divinità, e quindi una festività, che promuove la trasgressione dell’ordine vigente allo scopo di generare una mancanza di regole, condizione grazie alla quale si può, con l’anno nuovo alle porte, rigenerare l’ordine appena perduto che procede sotto la dignitas di Iupiter.
        In tal senso Mircea Eliade ricorda:
        « Le feste avvengono in un tempo sacro, cioè nell’eternità, come fa notare Mauss. Ma vi sono feste periodiche -sicuramente le più importanti- che lasciano intravedere qualcosa di più: il desiderio di abolire il tempo profano già trascorso e di instaurare un “tempo nuovo”. In altri termini, le feste periodiche che chiudono un ciclo temporaneo e ne aprono uno nuovo, intraprendono una rigenerazione del tempo. »
        (Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, p. 410-1)
        Tra le caratteristiche di queste feste religiose Eliade ricorda:
        « intermezzi carnascialeschi, saturnali, rovesciamento dell’ordine normale, “orgia”. […] La “confusione delle forme” è illustrata dallo sconvolgimento delle condizioni sociali (nei Saturnali lo schiavo è promosso padrone, il padrone serve gli schiavi; […]) »
        (Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, p. 411, 412-3)
        Dal che il dio Saturnus e le sue feste, i Saturnalia, rievocano l’era aurea (aurea aetas), priva di conflitti[17] e di differenze sociali, quando regnava la prosperità e l’abbondanza e queste non erano frutto della fatica o della sofferenza. Il ricondurre il periodo posto alla fine dell’anno a quell’epoca aurea, consente alla tradizione religiosa romana di rigenerare il tempo sacro, di avviare l’anno nuovo che inizia per l’appunto con Ianuarius (gennaio), il mese del dio dell’inizio: Ianus.
        Ma Saturnus non è solo il dio della rigenerazione, a lui non si fa riferimento solo per il periodo aureo dell’abbondanza, Saturnus è il dio che ha insegnato agli uomini la tecnica dell’agricoltura e con essa la civiltà, da qui una possibile lettura dell’accensione dei ceri durante i suoi riti, celebrati in occasione anche dell’apertura dei granai e della conseguente distribuzione del farro alla cittadinanza.

    1. Rispondo qui anche a Thomas Serafini, a Lodovico Cavaton : non è importante, almeno dal mio punto di vista, fare nomi e cognomi o indicare il luogo. E’ importante, invece, scoprire cosa si aspetta la politica dai giornali e dai giornalisti: storie edificanti, appunto. Non che non lo sapessi eh, ma sentirselo dire con tale candore mi è sembrato degno di nota. Come quell’altro tale sindaco che nei giorni scorsi mi ha rimproverato per non aver letto dell’ “enorme successo della sagra” di non ricordo più quale santo, avvenuta nel suo paese. Del resto le storie dei santi sono per definizioni edificanti. O no?

    2. Alessandro Ghezzer anche perchè non si parla di uno qualsiasi, ma di uno che copre una carica istituzionale, di conseguenza a disposizione del cittadino, a maggior ragione si deve dire il nome, poi ognuno sia libero di pensarla e comportarsi come vuole……

    3. a me pare più interessante parlare di fatti e non di persone. Il tema è questo: cosa si aspetta la politica dai giornali? Storie edificanti o uno sguardo critico? Chiaramente le prime ed è comprensibile. Solo che a differenza di qualche anno fa, ora la politica senza partiti, e mediamente mediocre, te lo dice in faccia con candore come se fosse normale. Sul nascondere le mani, credo che a me si attagli poco. Però pensala pure come vuoi. Ah, ultima cosa: non si trattava di Brentonico.

    4. Tiziano Bianchi ciao sei troppo mediatico e buono nei confronti di chi puo’ aver offeso la tua professione…secondo me ci vuole un po piu’ di polso farsi rispettare e mettere in piazza chi merita di essere giudicato.. Basta buonismo… Tutti rispondano delle loro azioni specialmente pubbliche e istituzionali ciao buon lavoro

    5. é il segno dei tempi: di una politica senza partiti, leaderistica, dove isindaci eletti direttamente e con il maggioritario immaginano di essere unici depositari del rapporto con gli elettori, senza mediazioni. E’ una questione di funzioni non di persone

    1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

      Tutti i potenti grandi e piccoli ormai sono sull’onda di Trump e di Berlusconi. Ma siamo in Italia: cosa aspettiamo a fare noi giornalisti nomi, cognomi e subito che il nostro Ordine Professionale li denunci per calunnia ? O anche noi stessi ?
      Ad ogni modo il nervosismo è dato dal fatto che in questi giorni da noi girano le “Iene” e dato che hanno già scoperto un non-medico a Riva e ora vorrebbero spiegare gli accordi elettorali con gli Schutzen, mi pare giusto che ci sia un nervosismo istituzionale. Soprattutto per quelli che ……

      1. ma no, no Giuliano è tutto molto più semplice: e poi Trump non è ancora arrivato in Trentino. Ma sono arrivati il maggioritario e l’elezione diretta. E i sindaci che si sentono un po’ Podestà, del resto i partiti non ci sono più e non ci sono più corpi intermedi.
        Ps: lascia stare l’Ordine e le Corporazioni…. dai.. che ormai sono monumenti da museo.

        1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

          Corporazioni mi ricorda qualcosa.
          Ordine mi ricorda qualcos’altro anche se talvolta di ordine ce n’è poco.
          Ad ogni modo ero, sono e rimarrò un piccolo orgoglioso giornalista di Capitale e di provincia natìa.
          E tu ? Giustamente ti qualifichi “giornalista” ma di che cosa ?
          Del Washington Post ?

          1. Sono iscritto al tuo stesso Ordine – a cui verso il dovuto balzello…. sempre alla fine dell’anno.. pagando la sanzione dovuta – ma a differenza di te non ne vado fierissimo,. se poi tu non capisci che questo è un monumentalismo del passato, di cui si fa fatica a cogliere, non dico l’utilità, ma anche la contemporaneità, ..va bene così…..

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