SLOW FOOD: MA CI SEI O CI FAI?

Con tutta la buona volontà e tutta la simpatia per Slow Food, mi riesce difficile comprendere questo modo semplificato di affrontare temi così importanti decontestualizzandoli. Soprattutto quando a farlo è  un’organizzazione così grande e influente.

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34 Commenti

  1. ragazzi!! gente tutta!! il glifosato uccide! ora mi trovo in argentina e ho avuto il “piacere” di vedere le distese di soya tanto chiacchierate da noi in italia……e ciliegina sulla torta: enormi cartelli pubblicitari che sponsorizzavano…..il glifosato….e di glifosato si muore…purtroppo la gente non viene sensibilizzata, inizia a capirlo sulla propria pelle, ma quando ti e’ morto un figlio o un padre…..e’ gia’ troppo tardi!quindi avanti tutta e bando alle ciance! difendete il nostro meraviglioso territorio, gia’ ci avvelenano abbastanza!!

  2. Mi piacerebbe sapere il vostro punto di vista sugli OGM o sulla tecnica con la tecnica di editing CRISPR, perchè è sempre sul lavoro degli altri che vi piace essere fiscali mentre sul vostro inquinare (idrocarburi, detersivi ecc ecc) siete tolleranti. Vero?

    1. Con nessuno in particolare Tiziano, ma dai discorso sembra che a noi contadini piaccia inquinare, siamo noi per primi a consumare i prodotti agricoli siamo noi per primi a esigere prodotti salubri. Peró mi chiedo: siamo altrettanto tutelati per quanto riguarda gli alimenti provenienti dall’estero? E poi coloro che pretendono salubrità dall’agricoltore è altrettanto coerente nel rispettare il nuovo comandamento “non inquinare”?

      1. il Conte il Conte

        Gentile Giuliano,
        ….” siamo noi per primi a consumare i prodotti agricoli, siamo noi per primi a esigere prodotti salubri. Peró mi chiedo: siamo altrettanto tutelati per quanto riguarda gli alimenti provenienti dall’estero ?”
        Ottimi e giusti concetti.
        Da quel che ricordo però il contadino trentino mangia per sé dal suo orto e non dalla produzione che vende.
        I prodotti venduti sono salubri solo perché superano i controlli ma in compenso devono essere sempre tanti e “belli” per il consumatore. E come fare ?
        Alimenti dall’estero?
        Certo ! Sono molto poco tutelati ma acquistati dai noi in buona quantità per il prezzo iniziale e per acquisire maggiore utile nella vendita.
        Esempio clamoroso e noto il maiale: in Italia ne abbiamo tanti ma non nei porcili – così li importiamo.
        Difendo la nostra agricoltura e chi la fa.
        Oggi però si esaminano con maggiore attenzione le nostre falde e acque.
        Ci si accorge che ai terribili danni fatti da aziende banditesche ci sono anche le fortissime tracce di tutti gli anti-qualcosa dati in passato, più per acquiescenza che per cattiveria.
        In più abbiamo i guru-gourmet che assaporano da mezzo secolo (a occhi socchiusi) cibi e liquidi, che danno voti alla come tira il vento della moda, che non hanno mai, dico mai, analizzato seriamente anche questo aspetto del cibo e del bere. Ma ora sì.
        Perchè il “bio” fa moda e vendita. Anche nelle prossime guide e guidine.
        Avete notato come in cinque anni circa il biologico appare, in carattere grande o piccolo, su tantissimi prodotti ?
        Come l’olio di palma è stato messo al confino senza indicazioni precise ?
        Ma presto useremo una bio-carta igienica visto che troppo spesso ragioniamo solo con questa sensibile parte del nostro essere.
        E sarà ovviamente molto bio-costosa.

        22 marzo – giornata dell’Acqua : poca, sperduta nelle condotte che non tengono, inquinata e sempre più costosa per tutti

    2. si.. si. avevo provato a chiamarti anche poco fa… e comunue invece di perdere tempo qui e con me….comincia a frequentare i laboratori di s.f. …cosi ti gudagni la patente……planetaria …del contadino …buono..pulito e giusto….. e piantala di fare la meteora..

    3. La Crispr/Cas9 è una tecnica che prevede l’uso di particolari frammenti di Rna che operino come forbici e ago per modificare le sequenze di basi all’interno del Dna. In pratica, fanno il lavoro dei tipografi di una volta: la parola “pescare” può diventare così “pascere”, che ha un significato del tutto diverso. Ecco, i geni possono essere modificati affinché codifichino per enzimi del tutto differenti. Per esempio, si potrebbe in teoria modificare un gene del mais per renderlo del tutto uguale al MON810 di Monsanto resistente alla piralide. Ma dato che tale organismo non è figlio di transgenesi, non è stato cioè preso da un batterio per essere messo nel mais, quello non sarebbe considerato ogm dalla vigente regolamentazione. Del resto, nemmeno le modifiche genetiche ottenute per irraggiamento (radiazioni) o mutagenesi con sostanze chimiche è considerato ogm. Il triticale lo abbiamo inventato noi usando la colchicina per raddoppiare il materiale genetico di grano e segale e poi unirli. Ma mica è ogm. Anzi, il triticale lo trovi in tutti i negoziati bio in meravigliosi sacchettini da pochi etti che costano svariati euro…

    4. Infatti alcuni movimenti ecologisti, come pure Slow Food, hanno esultato quando hanno saputo che erano allo studio varietà di vite resistenti alle malattie e che avrebbero ridotto il consumo di agrofarmaci. Poi però quando gli hanno fatto notare che erano frutto di manipolazioni genetiche, anche se da Crispr/Cas9, e hanno fatto clamorose marce indietro.

  3. mi auguro solo che tu non abbia intenzione di sfamare l’umanità con l’agro-eco-bio -broccolo di torbole ….magari..portato in tavola in uno di quei bei ristorantini con la chiocciolina…a 20 euro a porzione….mi auguro eh…

    1. No no …assolutamente diamo al broccolo quello che è del broccolo e ai ristoranti quello che è dei ristoranti… ma perchè il broccolo di Torbole non ti piace?… E poi i ristoranti chioccilati nemmeno?… Allora no broccoli no ristoranti…parliamo di vino e cantine!?!?!?

    2. mi piacciono i broccoli e anche i ristoranti con la chiocciolina…e il vino ormai lo compero più al supermercato che in cantina. Non mi piace l’approccio un po’ esclusivista e un po’ semplificato.. – come in questo caso del glifosate – con cui affrontate temi di interesse generale. ma mi pareva di essere stato chiaro da quel dì. mi pareva.

  4. come sai mario…ho abbandonato s.f. dopo, quella che io ho considerata la deriva farinettina di expo,e non ho intenzione di rientrarci…né di partecipare agli appuntamenti s.f. . Del resto ciascuno liberamente, si impegna dentro i propri contesti utilizzando liberamente uno strumento piuttosto che un altro.
    Tornando alla questione di merito, hai ragione le guerre si vincono una battaglia dopo l’altra. Ma questa volta ho la sensazione che, per qualche ragione, o per un a me incomprensibile strabismo abbiate scambiato la battaglia per la guerra. E questo penso sia un errore. E spero che Carlin e i suoi discepoli mi lascino questa libertà di giudizio, senza per questo dovermi sentire in colpa. ps: dimenticavo…. in quanto all’inclinazione meteoritica….beh…mi pare che sf vallagarina possa ben essere presa ad esempio. #broccoloditorbole included.

  5. Bene cari …voi avete pienamente ragione per quanto riguarda altri pericolosi additivi ma iniziamo da uno…poi con gli altri… sapete benissimo che per vincere una guerra c’è bisogno di fare tante battaglie … e poi guerrieri coraggiosi come voi vedono combattere insieme avendo gli stessi ideali, mi sembra che si parla tanto e si opera poco… più volte vi ho invitato a partecipare insieme a noi ad incontri, pubblici e privati, ma non ho mai avuto il piacere di vedervi insieme e parlare su cosa si può fare e come si può agire… fb va bene ma non avendo io studi di agraria, chimica e tecnologia agricola mi piacerebbe avere un confronto con voi ed approfondire i temi per portare avanti insieme un discorso più ampio … combattiamo insieme!!!
    Vi voglio bene sempre… anche se apparite come delle meteore … per poi rivedervi dopo tempo!!!
    Ps qui non ci sfrutta nessuno… noi siamo tutti volontari e seguiamo una filosofia …che è quella di Carlin… dettata da 30 anni a questa parte, che in parte sta cambiando il modo di vedere il cibo.
    Vi aspetto lunedì 27 marzo come da mail inviatavi per assemblea dei soci…nù bacione a presto

    1. Infatti le operazioni al cervello si fanno con laparoscopi… Caro Mario, se le alternative si chiamano rame o acido pelargonico, non è nemmeno il caso di discutere. Combattere aprioristicamente gli agrofarmaci, tutti, inneggiando a lavorazioni meccaniche, molto più invasive è per il suolo e inquinanti per l’atmosfera, oppure all’uso di prodotti naturali dai profili ecologici e ambientali peggiori di quelli di sintesi, è posizione ideologica priva di alcuna traccia di buon senso. Il Mondo che voi auspicate è quello della carestia per la peronospora delle patate. No, grazie. Ci siamo già passati. Suggerisco una chiacchierata con l’ex direttore del Ministero dell’Agricoltura siriano:

      http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2015/12/16/la-guerra-dentro-la-guerra/46840

    2. Scusami ma le operazioni al cervello le effettua un neuro chirurgo e non in laporascopia. La laparoscopia (o video-laparoscopia) è una tecnica chirurgica mini-invasiva che permette di vedere ed operare all’interno dell’addome del paziente per mezzo dell’inserimento, attraverso l’ombelico, di uno strumento ottico chiamato laparoscopio… per quanto riguarda Slow Food si combatte contro i pesticidi in generale come puoi leggre nell’articolo che ti riporto… http://www.slowfood.it/pesticide-action-week-lagroecologia-tutela-della-biodiversita/

    3. È proprio la lotta in generale a una classe di prodotti che è farlocca. È come dire siamo contro le medicine, se non ti piace l’esempio dei ferri chirurgici. Iniziamo con gli antibiotici, poi passiamo agli antidolorifici, poi chiediamo il bando dei chemioterapici… Poi un giorno ti rendi conto che invece di avere un ospedale hai il cerusico che viene a casa a farti salassi e darti purghe come nel 1700 e poi… muori. Se siamo riusciti a triplicare le rese mondiali di grano in 50 anni senza quasi aumentare le terre coltivate è grazie a tutte le tecnologie, compresa la tanto vituperata genetica, le macchine e la chimica agraria, fertilizzanti e agrofarmaci inclusi. Se avessimo continuato a coltivare grano con le tecniche del 1950 oggi saremmo costretti a coltivare a grano una superficie in più pari alla somma di Canada e Messico, ovvero circa 12 milioni di chilometri quadrati. Anche ammettendo fosse possibile trovarli, e non lo è, solo le lavorazioni del terreno necessarie immetterebbero in atmosfera più di 800 milioni di tonnellate l’anno di CO2. Invece abbiamo lavorato, c’è stato uno come Norman Borlaug e la percentuale di persone cronicamente povere al Mondo è calata dal 40% degli Anni 70 a circa il 10% attuale, nonostante la popolazione sia più che raddoppiata nel frattempo. O si capisce che in tale miracolo la chimica ha un ruolo fondamentale e va quindi guardata con rispetto, o non se ne esce.

  6. Mario la questione e’ onorevole, ma in questo momento -a occhio – vi stanno usando. Controlla l’arsenale a disposizione di un agricoltore integrato: Decine di molecole dalla pericolosità in etichetta uguale al glifo che nessuno nomina e che verranno addirittura aumentate di numero. Aggrapparsi al glifosate ( ribadisco: buona cosa ) fa scordare un sistema che deve essere rivoluzionato. In ultimo: quale e’ l’alternativa a uguale costo per i contadini? E, aggiungo, a uguale traccia ecologica?

  7. Più siamo e più saremo visibili…
    Le 32 Associazioni Ambientaliste e dell’Agricoltura Biologica italiane nella loro lettera si appellano ai Parlamentari europei per chiedere una accurata verifica dell’operato dell’EFSA che attraverso una valutazione superficiale e condizionata rischia di mettere in pericolo non solo la salute dei cittadini europei ma anche l’autorevolezza e la credibilità delle Istituzioni comunitarie.

    Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slow Food, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.

    Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato : AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM.

    http://www.slowfood.it/comunicati-stampa/stop-glifosato/

    1. A parte che l’agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) giusto nelle settimane scorse ha escluso che il glifosate abbia una carica cancerogena e mutagena. Non che mi fidi ciecamente delle agenzie della UE – come del resto faccio fatica a fidarmi dell’OMS – ma in ogni caso questo pronunciamento istituzionale meriterebbe forse almeno un approfondimento, soprattutto da parte di una grande e seria organizzazione come la vostra. E questo è la prima osservazione. L’altro punto è questo: da tempo scrivo che ho la sensazione che il glifosate sia diventato un un falso bersaglio, molto, anzi estremamente, funzionale all’industria chimica, non fosse altro perché dopo anni di demonizzazione del glifo sono comparsi sul mercato prodotti molto piu costosi per contadini, ma meno efficaci e con la medesima carica di rischio cancerogeno del glifo (h351). Ma il nemico resta il glifosate. Punto. E qui mi spiego: la maggior parte delle molecole di sintesi utilizzate e ammesse dai protocolli di difesa integrata (anche in Trentino) manifesta questo medesimo profilo di rischio. Poi è chiaro anche che molto dipende dal quanto e dal come e dal quando – durante il ciclo vegetativo – queste sostanze vengono utilizzate. Ma tant’è. E noi ce la prendiamo solo con il glifosate, immaginando che questa sia una battaglia ultimativa di civiltà; cosicché archiviato il glifo andiamo avanti come prima e più di prima. E allora dico che, se è sacrosanta la battaglia per la salute in agricoltura, è l’intero impianto dell’agricoltura convenzionale che va messo in discussione, in una critica di sistema che costruisca le basi, dove possibile, della conversione biologica. Processo lungo e lento. E per questo considero sbagliate le battaglie contro le singole molecole, sono battaglie che rischiano di trasformare chi in buona fede le combatte in “utili idioti”, funzionali al sistema, che saziano la loro fame di buoni e giusti ideali addentando il boccone avvelenato del glifo, mentre sul campo si spargono mille altri bocconi altrettanto velenosi. Che lo si faccia individualmente può anche starci, che a farlo sia un’organizzazione influente come s.l., perdonami Mario, ma non mi convince. Ma del resto c’è poco da farsi convincere da una s.l. farinettiana. Un abbraccio, come sempre.

    2. cit. E noi ce la prendiamo solo con il glifosate, immaginando che questa sia una battaglia ultimativa di civiltà; cosicché archiviato il glifo andiamo avanti come prima e più di prima. E allora dico che, se è sacrosanta la battaglia per la salute in agricoltura, è l’intero impianto dell’agricoltura convenzionale che va messo in discussione …

      Bravissimo Tiziano … l’agricoltura integrata tanto sbandierata dai agricoltori trentoni doveva essere negli scopi iniziali l’agricoltura che cit. “l’impiego di prodotti chimici, segnatamente fitofarmaci e concimi, è limitato al minimo indispensabile” … era necessario cit. “il nuovo agricoltore deve prendere coscienza della propria attività e deve puntare ad una quantificante professionalizzazione che se ben organizzata in un programma comune, porterà a dei meravigliosi risultati non solo produttivi, ma anche di vero rispetto del territorio e dell’ambiente” … cit. “il reddito sarà , infatti, sempre lo scopo primario, ma la persona realizzata e cosciente del proprio ruolo sarà, in ogni caso, un elemento di altrettanto valore” … si introduceva il concetto di trattamento giustificato, si auspicava la conoscenza delle “malattie” !!! … era cit. “una via per la produzione ecologica” … si sperava nella “conoscenza e sensibilità ecologica”, introduceva i concetti di soglia,controllo, equilibri ecc ecc … ad oggi di questo non c’è proprio traccia nella maggioranza degli agricoltori !! … purtroppo … restati alla difesa cadenzata tradizionale dove cit. “frequenza di trattamenti: si basa su una copertura continua della vegetazione” “conoscenze necessarie: nessuna” “livello di sicurezza: psicologicamente elevata, in pratica non si ha nessuna sicurezza di evitare danni ” “consequenze: carica elevata di trattamenti con conseguente effetti su equilibri naturali, ambiente e uomo” … integrato è fallito totalmente, e anche l’ecosostenibile ha una gamba malandata, seppur con nobili intenti … se l’agricoltura integrata fosse riuscita a creare quei “nuovi agricoltori” ad oggi non ci sarebbero tutte queste beghe … (le citazioni vengono dai due libri che gli agricoltori trentini dovrebbero avere sul tavolo)

    3. aggiungo, che pure una conversione bio non è una sostituzione di prodotti con altri prodotti … è attenzione alla terreno, alla sua fertilità non solo chimica , al suo compattamento, alla diversità biologica … poi mica si è obbligati a far sovesci o scompattare 2 volte all’anno … ma c’è quel requisito …la “professionalizzazione” … e senza quella ha poco senso … e si di nuovo sono d’accordo con te quando dici che è un processo lungo … ma è necessario

    4. direi che è proprio così Giacomo Widmann, come spieghi bene tu. Ed è proprio per questo che trovo velletirarie e anche forse dannose le battaglie senza se e senza ma contro una sola molecola. Perché c’è bisogno di unprocesso di conversione lungo, faticoso, persuasivo e persuadente,con tanta formazione culturale e tecnica. Non basta abolire d’ufficio una singola molecola per fare la rivoluzione Perchè archiviata una molecola ne arrivano altre mille sul mercato dell’agrochimica.

  8. Da tempo Slow Food ha perso la strada originale, quella del buon cibo e dei prodotti di alta qualità. Sono sempre più frequenti gli attacchi a ogm, pesticidi, catene e prodotti alimentari. Stanno diventando una succursale di Greenpeace. Per giunta venuta male.

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