VINO: PROGETTO TRENTINO CHIEDE PIÙ IL DIALOGO

Mozione presentata il 9 marzo dai consiglieri provinciali Walter Viola, Marino Simoni e Gianfranco Zanon

La politica favorisca uno sviluppo condiviso nel segno della qualità

Il settore vitivinicolo costituisce per il Trentino una risorsa di straordinaria importanza, sia per il rilevante numero di aziende, di connesse professionalità e di forza lavoro impiegate, sia per il consolidamento e lo sviluppo di una cultura rispettosa dell’ambiente, del territorio e delle sue vocazioni produttive, sia come elemento di promozione turistica e di valorizzazione di eccellenze a livello agro-alimentare. Compito dell’Amministrazione provinciale è quello di favorire il realizzarsi di condizioni che, da un lato, facilitino lo sviluppo dell’attività vitivinicola nel rispetto di adeguati requisiti qualitativi e di sostenibilità ambientale, dall’altro, contribuiscano a implementare una promozione incisiva e diffusa del prodotto trentino a livello sia nazionale sia internazionale. In un contesto quale quello qui brevemente delineato, va seguita con attenzione la dinamica dei rapporti tra i soggetti rappresentativi dei produttori trentini. A tale proposito, un numero importante di aziende vitivinicole trentine – oggi sono sessanta – che coltivano le proprie vigne e imbottigliano il proprio vino, curando tutti gli aspetti che vanno dalla coltivazione alla commercializzazione del prodotto, hanno recentemente dato vita al Consorzio Vignaioli del Trentino, soggetto nato come luogo di rappresentanza, di sviluppo di rete e di sostegno operativo per le piccole aziende. Le motivazioni alla base della nascita di tale nuovo soggetto risiedevano nella difficoltà dei piccoli produttori di far pesare le proprie istanze e opzioni all’interno del Consorzio Vini del Trentino. Quest’ultimo è rimasto, pertanto, in misura ancora maggiore che in passato, espressione delle grandi realtà produttive. 2 Le ultime settimane hanno reso più profonda la frattura fra i due soggetti, poiché l’Assemblea del Consorzio Vignaioli del Trentino ha impegnato i propri ventuno membri che erano rimasti anche nel Consorzio dei Vini del Trentino a recedere dall’adesione a quest’ultimo. Ciò comporterà la compresenza di due soggetti, l’uno rappresentativo di settantatre aziende ed espressione delle realtà di maggiori dimensioni, l’altro rappresentativo di sessanta aziende ed espressione delle realtà più piccole e a forte vocazione artigianale. Ora, è indubbio che la presenza di due soggetti distinti riflette, per certi aspetti fisiologicamente, la circostanza data da esigenze e priorità in parte differenti. Il Consorzio Vini del Trentino punta sulla certificazione ambientale, attraverso l’adesione al marchio Snqpi. Il Consorzio Vignaioli del Trentino, da parte sua, ha messo a punto un Manifesto che vuole sintetizzare l’identità di una vitivinicoltura artigianale e fortemente legata al territorio. Il documento impegna i vignaioli nella direzione di una “viticoltura sostenibile, senza forzature”, alla “gestione biologica dei vigneti”, alla coltivazione di “varietà autoctone, storiche e resistenti”, alla vendemmia “a mano”, ad una resa per ettaro inferiore del 20% rispetto alle Doc in vigore in Trentino. Quanto sin qui evidenziato non deve, però, portare alla semplice registrazione di una progressiva divaricazione delle priorità dei due soggetti, specie in relazione a quella promozione di prodotti che si traduce nella promozione di un territorio che è il medesimo. Si ritiene importante, a tale riguardo, procedere tempestivamente all’implementazione di quelle misure che la mozione n. 146, approvata dal Consiglio provinciale nella seduta del 18 gennaio 2017, ha previsto per quegli imprenditori del settore vitivinicolo orientati ad investire nella direzione dell’innovazione, della qualità e della sostenibilità. D’altra parte, gli ultimi sviluppi chiedono un’iniziativa politica in grado di favorire il dialogo fra due realtà che, ove collaborino, possono risultare complementari nella valorizzazione e nella promozione del nostro territorio e di alcuni tra i suoi prodotti più significativi, mentre, ove procedano senza alcuna forma di collegamento, possono determinare un’ulteriore frammentazione nelle strategie e negli strumenti di promozione del vino trentino, che già oggi si manifestano, per esempio, nello scollamento tra l’azione di Trentino Marketing e della Strada del Vino.

Tutto ciò premesso, il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a:

1. Individuare e promuovere nel rispetto dell’autonomia dei soggetti coinvolti le condizioni che favoriscano il mantenimento di un canale di dialogo tra il Consorzio dei Vini del Trentino e il Consorzio dei Vignaioli del Trentino, attraverso la creazione di un tavolo paritetico permanente coordinato dalla P.A.T., che preveda la presenza del Consorzio dei Vini del Trentino e del Consorzio dei Vignaioli del Trentino e sia composto da non più di tre rappresentanti per ciascuno dei tre soggetti coinvolti;

2. fare propria, agevolandone la costituzione, la proposta dei vignaioli di far nascere un Consorzio paritetico e interprofessionale, composto da piccoli e grandi produttori, secondo criteri di pari dignità e di pari possibilità di espressione delle idee e dei rispettivi valori di riferimento;

3. sviluppare il tavolo di cui al punto 1. quale luogo di confronto, e di verifica delle rispettive trasferibilità, tra le diverse azioni intraprese dai produttori per incrementare la qualità dei vini realizzati, nel rispetto della sostenibilità ambientale e attraverso la valorizzazione delle biodiversità;

4. allargare il tavolo di cui al punto 1. a una rappresentanza di Trentino Marketing e di Strada del Vino, quando sia in discussione la definizione di comuni iniziative, manifestazioni , eventi che portino alla conoscenza del vino trentino nei luoghi e presso i produttori dove vengono prodotti.

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6 Commenti

  1. Angelo Rossi Angelo Rossi

    Mi sembra, quello di Progetto Trentino, un tentativo garbato e costruttivo, di tornare a fare Politica con la P maiuscola. Mi rimane però il sospetto che per far arenare questa Mozione, alla politica con la p minuscola basterà continuare ad astenersi e far silenzio.
    Vero è che se qualcosa ha iniziato a muoversi nel settore vitivinicolo, questo è stato per merito degli interessati, i cui rappresentanti – come hanno lasciato intendere – cercheranno di incontrarsi perché credono più al territorio che alle sollecitazioni politiche.

    1. Giuliano Giuliano

      Concordo Angelo, basta vedere cosa è successo ieri a casa nostra alla proposta delle ACLI sul taglio delle indennità ai consiglieri provinciali da parte della politica con la p minuscola;
      ma responsabilità di questo stallo nel mondo del vino trentino per me dipende anche da noi soci cooperativi, troppo silenti, troppo poco ascoltati, troppo poca interazione tra dirigenza e base sociale.
      Ma è tutto inutile.

  2. Silvio Silvio

    Era ora che lo capissi che i tuoi amichetti hanno preso un’altra strada: comoda, opportunistica…. e “moderna”… ormai tu sei l’ultimo dei mohicani! E ti faccio i complimenti per questo.

    1. Mi ritrovo completamente nei contenuti e soprattutto nell’impostazione di questa mozione. Del resto sembra quasi un copia di tanti post che sono stati fatti qui sul blog.
      Pone la questione della ricucitura dei rapporti dentro un quadro unitario, che pero sappia valorizzare le differenze. E chiede, come ho chiesto anche io recentemente, che la politica cominci finalmente, dopo venti anni di assenza opportunistica, a fare la sua parte.
      Semmai, resto un poco perplesso con me stesso. Vedo in consiglio provinciale attenzioni a questi temi solo da parte di partiti di derivazione dal centro – destra. Mentre osservo la distrazione e l’appiattimento sugli interessi consolidati degli industriali chi mi sarei aspettato, invece, più sensibile alle mie, nostre, proposte. Il crollo dell’ideologia ha davvero cambiato tutto. E ribalta ogni prospettiva.

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