DALDOSS: PIÙ BELLEZZA E MENO CEMENTO


Si è parlato di paesaggio come spazio di vita tra natura e cultura, del termalismo come opportunità economica e scelta sociale tra ‘800 e ‘900, delle forme di promozione di una città storico turistica, con l’approfondimento del caso di Merano, di conservazione e trasformazione del paesaggio. E’ stato, come ha sottolineato l’assessore, un interessante momento di confronto da angoli visuali differenti ma tutti ugualmente coinvolti dai temi dell’urbanistica e del paesaggio. “L’urbanistica – ha detto l’assessore Daldoss – ha una grande responsabilità perché è in grado di influenzare lo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità. Per esempio, proprio per Levico, la creazione di un parco di quel livello e dimensioni ha rappresentato sia un elemento di valorizzazione che di conservazione del territorio”.
Quella di contribuire ad uno sviluppo armonico, tra tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente, è una questione che riguarda tutti. “Oggi – ha aggiunto Daldoss – non è più il tempo della delega ma dell’assunzione di responsabilità, a partire da casa propria. La bellezza e l’armonia del paesaggio sono lo specchio di com’è la comunità che lo custodisce”.
E che sia il tempo anche dello stop al consumo del territorio, l’assessore lo ha ribadito, ricordando il contenuto dell’articolo 18 della recente legge urbanistica che prevede un limite alla previsione di nuove aree edificabili. A breve, ha sottolineato, sarà approvato anche il nuovo regolamento urbanistico, con l’obiettivo di dare maggiore certezza in merito alle regole applicabili, di evitare la frammentazione della disciplina, di snellire e velocizzare i procedimenti.
Infine un auspicio:”Dobbiamo – ha concluso Daldoss – ricordare che l’urbanistica non è solamente tecnica ma riguarda da vicino l’uomo e il contesto in cui si svolgono la sua vita e le sue relazioni”.

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2 Commenti

  1. Mariano

    Tutte belle parole, peccato che la realtà sia ben diversa. Vorrei chiedere a Daldoss di dare un’occhiata al progetto e alla valutazione d’impatto ambientale della variante di Pieve di Bono-prezzo. L’opera è già in fase di costruzione ed è già arrivata all’incirca a metà lavori. Col benestare della provincia hanno rovinato un bel pezzo di una valle che, per me che ci abito ma anche per molti altri, aveva il suo fascino. A quanto pare il fatto di essere una valle periferica del Trentino e forse anche il fatto che la gente è poco legata al territorio, hanno permesso questo scempio. Senza contare lo spreco di denaro. Con che coraggio venite a parlare di tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente?

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