IL GRANDE GELO DI PRIMAVERA: LA CONTA DEI DANNI

Vigneto colpito 80 / 100 %

Ad un mese dalla grande gelata che ad aprile ha colpito la vigna del Trentino – e non solo la vigna e non solo in Trentino -, le fonti istituzionali non hanno ancora fornito una mappatura dettagliata delle zone colpite e dell’entità del danno che si riverbererà inevitabilmente sui volumi della vendemmia 2017.
In assenza di un screening ufficiale e con l’intenzione di fornire un servizio alle campagne trentine (e alle istituzioni), abbiamo chiesto ad un consulente amico di Trentino Wine di provare a ricostruire con precisione, con un’approssimazione di +/- 10 %, il danno provocato dalla grande gelata. Un fenomeno che per entità è paragonabile solo a quello registrato sessant’anni fa, nella primavera del 1957.
Secondo i calcoli del nostro consulente, che ha fatto un rilevamento in campo in tutti i distretti viticoli della provincia e ha elaborato i dati raccolti con strumenti digitali di geolocalizzazione, complessivamente la superficie colpita ammonterebbe a 711 ettari. Di questi, 606 avrebbero subito un danno sulla produzione dell’ 80 /100 %, un altro centinaio di ettari, localizzato in Alta Vallagarina fra Calliano e Volano, invece, mostrerebbero un danno che potrebbe tradursi in un 50/ 60 % di mancato raccolto.

Vigneto con danno 50 / 60 %

Le zona più duramente colpita dal grande freddo di primavera è stata la Vallagarina, dove durante alcune ore della notte, in aprile, si è registrata una stagnazione dei flussi ventosi che ha facilitato la formazione della brina che ha bruciato i vigneti. La gelata tuttavia ha colpito, seppure in modo molto più contenuto, anche la Valle di Cembra, la Rotaliana, la Valsugana.

 

LA GELATA IN VALLAGARINA: ALA – MARCO (IN VIOLA L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA IN VALLAGARINA: MORI – LOPPIO (IN VERDE L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA IN VALLAGARINA: ISERA – BRANCOLINO – VILLALAGARINA –   POMAROLO  (IN ARANCIONE L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA IN ALTA VALLAGARINA: VOLANO – CALLIANO – BESENELLO – ALDENO (IN VERDE L’AREA COLPITA 50 / 60 % ; IN ROSSO L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA IN VALLE DI CEMBRA (IN GIALLO L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA IN ROTALIANA (IN VIOLA L’AREACOLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA FRA CIVEZZANO E PERGINE VALSUGANA (IN ROSSO L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA A LEVICO (IN ROSSO L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

 

LA GELATA A BORGO VALSUGANA (IN ROSSO L’AREA COLPITA 80 / 100 % )

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3 Commenti

  1. il Conte il Conte

    Un lavoro professionale e completo sotto ogni punto di vista. Mi congratulo veramente.
    Adesso è ora di mappare le strade pericolose, i plateatici concessi e non concessi, le rotonde da suicidio, i sussidi che non hanno generato nulla nell’agricoltura e nell’industria, passando subito a Aquila, Norcia, Amatrice ecc. Quindi alle buche di Roma e alla nettezza urbana. ecc. ecc. Infine agli stipendi megagalattici che in Italia pare non finiscano mai e che nessuno si sogna di rendere.
    Alle mazzette e agli interessi privati in atti d’ufficio. Dappertutto.
    Dimenticavo Alitalia ma qui la mappazione dovrebbero farla subito tutti i megacervelli volati via prima dell’impatto finale però con tanto premio di “produzione”.
    La speranza è l’ultima a morire quanto i soldi dello Stato e della nostra Provincia, ma penso che anche in questo caso siamo leggermente a stecchetto.

  2. Apprezzabile l’impegno … però in Rotaliana può esser anche di più la superficie intensamente colpita … alcuni vigneti devastati quasi totalmente non sono segnati tra 80/100 … Poi non capisco la necessità di aver queste stime in questo periodo una cosa è la mancanza di fiori/germogli … un’altra è il peso del grappolo e quindi la produzione …

    1. Che ci possa esserre un’approssimazione (ma non più di tanto:+/- 10%) può starci, del resto lo ho scritto nel post. eventualemnte quelle mappe si possono integrare, se qualcuno ha dati più aggiornati, in modo da arrivare ad una radiografia il più completa possibile. Sull’utilità: le informazioni sono sempre utili, almeno a fini della documentazione storica. Cosa che avrebbe dovuto fare qualun altro (Pica? Assessorato?). Ma come puoi immaginarti poi ci sono altre utilità, più succulente: è vero che i germogli non c’entrano con il peso Giacomo. Ma se l’uva non c’è non pesa. E, magari a dicembre, questa mappatura potrà essere utile per interpretare i volumi vendemmiali cartacei. Il resto te lo spiego al telefono. Chiaramente.

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