PERONOSPORA ALLE PORTE?

Sul vigneto rotaliano, in questi giorni, stanno comparendo i primi segnali dell’infezione che sta aggredendo l’apparato fogliare. E l’allarme si sta diffondendo nelle campagne trentine, ancora memori dell’epidemia che lo scorso anno devastò la vigna, da nord a sud. Sarà questo il banco di prova della tenuta del nuovo protocollo di difesa integrata, che per il 2017 ha introdotti nuove e discutibili molecole chimiche, e dell’efficienza dei servizi di assistenza tecnica centralizzata.

 

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18 Commenti

  1. marcozeb marcozeb

    Bella la foto!
    Sono passati più di 100 anni ed è più viva che mai !
    Lunedì us mi trovavo in un negozio di scorte agrarie ed un mio compaesano mi dice: è arrivata anche quest’anno! Cosa gli chiedo!La peronospora!! Ma come, non ha quasi mai piovuto, c’è siccità e viene fuori la peronospora! Fino a ieri i testimoni erano puliti, sembrava che abbiamo trattato quasi per niente! Abbiamo un protocollo potenziato, un calendario Mezzo e Mezzo, trattato sempre prima di ogni possibile pioggia, ed i risultati sono questi!? Adesso arrivano messaggi (sul telefonino) di trattare prima di una presumibile pioggia, praticamente ogni 3/4 giorni, questi sono i tempi di copertura del rame, sicuramente in questi giorni, complice un grande caldo la vegetazione è esplosa! Che dire: era meglio quando era peggio!!

          1. Giuliano Giuliano

            Fosse Papa Benedetto, volentieri!

            Ritornando al festival… ho cercato sul dizionario il significato della parola ECONOMIA ed ho trovato:
            “arte di reggere e amministrare bene le cose della famiglia e dello stato”,

            tu pensi che fra i relatori del Festival dell’Economia ci siano di quelli che saprebbero reggere e amministrare bene le cose della famiglia e dello stato?

              1. Giuliano Giuliano

                Macché…
                dico solo che non mi sembra il caso che noi trentini saliamo in cattedra a insegnare l’economia, proprio no!
                Avevamo un sistema di credito in trentino rappresentato dalle casse rurali che sembrava una roccaforte e che grazie a menti illuminate si è rivelata un colabrodo.
                Secondo me ci si addice di più il festival del canederlo, del tonco e della tonca, o della luganega ma dell’economia da come è andata in questi anni proprio no!

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