FERRARI LIBRE

CUBA LIBRE” – così il 27 novembre 2016 il Messaggero annunciò, brindando cinicamente, la morte di Fidel Castro – è stato giudicato il miglior titolo 2016 dalla giuria del Premio Ferrari. Chissà, forse nell’immaginario del brand Ferrari e della sua corte alberga ancora il sogno (per pochi) incubo (per tanti) spumeggiante dei casini e dei casinò di Fulgencio Batista.
Il vino, ne sono convinto, non è una questione etica; ma non bere vino, non bere un certo vino, forse lo è.
Da questo momento, io chiudo con il vino che ammicca alla necropornografia e non si ferma nemmeno davanti alla morte di un uomo. So che mi perderò qualcosa. Ma so, altresì, che starò meglio. Eticamente.
Ciao, Ciao Giulio.
E Hasta la Victoria Siempre! Compañero Fidel!

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48 Commenti

  1. Ho già polemizzato un paio di anni fa sull’appalto Lunelli/ Quirinale sul blog Millebolle.. Se stile sono le copertine fighettonistiche a 32 denti… Rivoglio il Male con la Giustizia che incula Andreotti.. Era successo il contrario, settimane prima..

    1. no no… non è una questione di marketing quella. È piuttosto la risposta alle foto dei miei contatti Facebook che si ritraggono nella maniera in cui l’ho fatto io ma hanno sullo sfondo non una fredda palestra (in cui io trascorro gran parte della giornata) ma un mare cristallino e fantastico che tu, compagno albino, hai conosciuto. Provoco, quindi, ergo sum.

    2. allora il faccio un post…..per parlare di fidel castro e della rivoluzione dei barbudos…e voi parlate di kuli e koscie….ah…me tole propi sul serio…. se vede che ormai no go pu credibilità…da nesuna banda..gnnanca coi amizi…..gnanca..

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